Scritture di frontiera

Scritture di frontiera. Tra giornalismo e letteratura, a cura di Clotilde Barbarulli, Liana Borghi e Annarita Taronna, Servizio editoriale universitario 2009

Scritture di frontiera. Tra giornalismo e letteratura è il secondo volume degli atti del convegno SIL “Scritture di donne fra letteratura e giornalismo” tenuto a Bari dal 29 novembre al primo dicembre 2007.
Il primo è Scritture dello sguardo. Narrazioni visive femminili tra fotografia cinema e reportage
Il terzo è Scrittrici/giornaliste Giornaliste/scrittrici
Il quarto sarà Riviste di donne. Dal Settanta ad oggi

Introduzione di Clotilde Barbarulli, Liana Borghi, Annarita Taronna

I saggi che seguono hanno mantenuto le caratteristiche del progetto pensato per il Convegno della “Società Italiana delle Letterate”, “Scritture di donne fra letteratura e giornalismo” (Bari, novembre dicembre 2007), e in particolare per due workshops, uno organizzato da Clotilde Barbarulli e Liana Borghi sulle “scritture di frontiera” e l’altro da Francesca De Ruggieri su un argomento virtualmente affine, i “blogs” nella nuova frontiera digitale. Sono contributi su figure e ‘oggetti’ di frontiera che, attraverso forme diverse di scrittura, rappresentano politicamente e umanamente situazioni frontaliere.
Avevamo chiesto alle partecipanti di osservare e commentare certi meccanismi attraverso i quali la globalizzazione rende necessaria la mobilità e stabilisce norme relative alla definizione di nazione, cittadinanza, identità, soggettività, desiderio, e di individuare e proporre modelli e pratiche alternativi rispetto alle politiche della globalizzazione. Questo tema, come vedrete, è centrale nel saggio di Taronna che discute «le tracce simbolico-visive dei paradigmi e delle relazioni collusive a cui porta la globalizzazione come nuova forma di colonizzazione» nelle narrazioni-visioni di Arundhati Roy, così necessarie «per decolonizzare il nostro immaginario, per poter cambiare davvero il mondo».
Avevamo però allargato il tema definendo come frontiera zone di confine e contatto sia geopolitiche, sia epistemologiche, biotecnologiche, istituzionali, transnazionali, chiedendo alle autrici di rappresentare le figure e gli ‘oggetti’ scelti esplicitando quale relazione, anche politica, avessero con loro. Gli oggetti (come metafora e come esperienza) rappresentano in questo caso la nostra relazione di interattività con il mondo, di cui fa parte la scrittura; e come scrive La Malfa di Elsa Morante, gli ‘oggetti’ della vita e della scrittura poggiano su una impalcatura di luoghi e categorie, consolidata dal ricorrervi umano nella disparità e non se ne staccano se non dopo ripetuti travagli di inclusione, esclusione o espulsione. Essi indicano punti di ingresso in una archeologia personale, non solo letteraria, che desideriamo condividere.
Al centro degli interventi stanno dunque non l’oggetto classico della ‘frontiera’, una convenzione che divide gli Stati, ma gli oggetti di frontiera, luoghi dell’immaginario e al tempo stesso luoghi di conflitti sociali ed etnici (campi di concentramento nazisti, la guerra, l’11 settembre 2001…); essi fungono da spartiacque fra visioni del reale dove il soggetto, attraverso il linguaggio, si può pensare come l’io della propria storia per accedere ad una progettualità di trasformazione del mondo, ieri come oggi ? dalle autointerviste di Oriana Fallaci nella sua arrogante autoreferenzialità e concezione escludente ogni diversità (Dell’Aquila) alla politica dell’opposizione, al neoliberismo di Arundhati Roy che invita a «prendersi per mano in tutto il mondo per impedire una distruzione certa» (Taronna); dall’opposizione alla guerra tra ’800 e ’900, fra reportage, novella e poesia (Scriboni) al lavoro militante odierno di Rossana Rossanda per contestare le ingiustizie dell’oggi (Romagnoli), dalla palestinese Liana Badr ai discorsi sul terrorismo (Paniconi) alla lingua del Paese d’arrivo come frontiera per le migranti (Finocchi)…

Il volume è interamente consultabile in formato pdf

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La Società Italiana delle Letterate (SIL), fondata nel 1995, è costituita da circa duecento scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni. Siamo tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate ci consideriamo innanzi tutto lettrici.

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