Sylvia. Il racconto della vita di Sylvia Plath

copertinadi Stefania Caracci, Edizioni E/O 2003

Sylvia, racconto della vita di Sylvia Plath, oggetto di culto – postumo – per gli studiosi di letteratura americana e simbolo ante litteram del pensiero femminista, poetessa e musa emblematica di una stagione letteraria cruciale, anello di congiunzione e di rottura tra l’epopea delle esili, tragiche e titaniche regine della letteratura angloamericana (Virginia Woolf, Catherine Mansfield per citare le maggiori) e l’era contemporanea, sembra risuonare direttamente dalle più segrete stanze dell’animo tormentato e assetato di perfezione della poetessa.

 

Dai giorni dell’infanzia vissuta nello splendore marino di Winthrope, antico borgo affacciato sulla riva del “pungiglione adunco di Cape Cod” Sylvia contempla il paesaggio amatissimo che si prepara a lasciare imprigionando quelle immagini nella memoria per trarne in seguito suggestioni e trame di scrittura che nutriranno la sua fervida e impervia ispirazione per il breve e infiammato arco della sua vita. Nata nel ’32 nel Massachussets e cresciuta vicino a Boston in una famiglia dell’élite colta e conservatrice – il padre Otto di origine austriaca è uno stimato entomologo, la madre Aurelia docente – a otto anni Sylvia resta come mutilata dalla morte prematura del padre cui è legata in un rapporto fortemente edipico e dal quale dipende in una incessante ricerca di conferme e affetto. E’ una ferita che non si rimarginerà più e che vive come un deliberato abbandono da parte del padre. Nei confronti della madre Aurelia donna brillante dal carattere ambizioso e inflessibile, sospinta dalla ricerca alternativa di affetto e approvazione, Sylvia si sdoppierà in una immagine di giovanetta dal talento precoce, combattiva e vincente, promettente poetessa e scrittrice di sicuro successo. Una immagine in contrasto drammatico con la sua natura più profonda che risponde a ogni sollecitazione emotiva, affetta da una oscillazione costante e bipolare tra esaltazione e depressione, esposta a sbalzi d’umore e alle vicende alterne di una salute cagionevole, incline a gettarsi per i precipizi abissali dell’autodistruzione come a inerpicarsi ebbra di entusiasmo nei voli audaci della sua incandescente immaginazione. Le tracce della relazione con il padre incidono un solco nel quale confluiranno i sentimenti ambivalenti e contraddittori nei suoi rapporti con gli uomini per tutta la sua vita. Una voce onnipresente e appassionata ci racconta in questo libro tanto toccante, singolare e prezioso, come dall’interno il valore e il significato di questa autrice, le fasi successive della vicenda di Sylvia Plath svelandone le pieghe più recondite, i palpiti e i terrori segreti e squarciando spesso con lampi di luce rivelatrice le ombre misteriose e fatali che determinarono le scelte del suo cuore mentre la sua mano vergava con impegno caparbio durante le veglie spossanti fino alla luce livida dell’alba poesie e racconti memorabili. Gli anni della scuola e delle prime conquiste, i successi di giovane protagonista di salotti e circoli letterari, i primi flirt e la disperazione forsennata della prima cocente sconfitta sentimentale. Poi i viaggi e gli studi a Londra, i soggiorni a Parigi, l’esaltata passione per i paesi del Mediterraneo, le amicizie importanti con poeti come T. Eliot e con il critico Alvarez e sopra ogni cosa la certezza della vocazione letteraria e la passione annientatrice per l’uomo che diventa suo marito e padre dei suoi due figli, il poeta Ted Hughes. Stella del firmamento letterario inglese, il “colosso” che adora, al quale dedica poesie e verso il quale dimostra una devozione e un attaccamento fatali, Hughes è l”uomo in nero” e il despota del suo cuore, l’uomo forte e protettivo dei suoi sogni ma anche colui che l’abbandonerà. Lontano dagli schemi storicistici e documentali della biografia ortodossa e in pari misura avulsa dallo spirito speculativo e spesso freddamente dissezionatore del saggio critico, questo libro è un’indagine appassionata e conturbante, commovente e rivelatrice su un’artista piena di ambizione e talento, lacerata da passioni contrastanti e oppressa dal senso del dovere domestico, familiare e sociale. Un libro capace di consegnare al lettore il risultato compiuto e vibrante di un penetrante lavoro di analisi intorno al tema del talento in relazione al demone della depressione. Una ampia e illuminata meditazione sul suicidio. Un tessuto strettamente intrecciato, vivido e luminoso di immagini durevoli si compone come una trama intorno alla figura di Sylvia Plath per restituirne e ravvivarne il sottile e struggente fascino, la fragile e impetuosa scintilla di un talento indiscutibile e il senso del suo destino di donna e di poeta.

Info: http://www.edizionieo.it/catalogo_visualizza.php?Id=463

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