Diario di una mamma, ex regista, apprendista chef

di Lorella Reale

“[…] Certo fino a poco tempo fa avere trent’anni aveva un altro significato. Lo sapevo bene io. Ci avevo anche lavorato su per un documentario sugli anni Ottanta. Sicuramente era considerato qualcosa di piacevole. Vigoria fisica, maturità intellettiva, libertà da pressioni scolastiche e genitoriali se si erano colte le occasioni giuste. Infine un buon lavoro o comunque un lavoro e quindi indipendenza e sicurezza, con ancora la possibilità di sognare dell’altro. Una carriera, una vita più ricca. Mentre oggi?  A meno che non si sia storditi da droghe, o figli di qualche notabile, o non si stiano investendo tutte le proprie energie nel tentativo di partecipare a qualche reality in tv, e/o sgambettare in una trasmissione e in un talent show, l’età suddetta non è altro che una fonte di inquietudine, angoscia e confusione. E’ come trovarsi nel bel mezzo della preparazione di un dolce e accorgersi di avere una bilancia sballata. […]”

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L’articolo è pubblicato in Leggendaria – Sensibili Guerriere, n. 91 gennaio 2012

La rivista

Sono davvero “Sensibili guerriere” le giovani donne che si raccontano nel nostro Tema, curato da Giovanna Pezzuoli e Nadia Tarantini. Creature allo stesso  tempo forti e fragili che paiono rispecchiarsi nelle molte diverse rappresentazioni che ne danno le immagini che abbiamo scelto per illustrare – quasi una  seconda lettura – le pagine in cui sono loro a prendere la parola, con grande libertà. Dall’opera di Marilde Magni, che abbiamo messo in copertina, alle  potenti figure in legno delle sculture di Mavi Ferrando che accompagnano l’intera sezione, e ancora nell’articolato lavoro figurativo di Nadia Magnabosco.  Inizia con questo numero la sedicesima annata di Leggendaria, e ci è sembrato importante segnalarne l’avvio stando in ascolto, perché di “giovani” molto si  parla nelle sedi istituzionali e nei media, ma poco sappiamo davvero di loro. Al di là delle disastrose statistiche sulla disoccupazione, chi sono, cosa  pensano, cosa desiderano? Che sguardo hanno sul mondo, che rapporto con le generazioni venute prima, che aspettative per il loro futuro? In particolare le  giovani, figlie di una generazione di madri assai ingombranti, acutamente consapevoli, ciascuna nella sua singolarità, della loro precarietà esistenziale –  sociale, economica, sentimentale – che si traduce, spesso, anche in un nomadismo tra luoghi geografici e simbolici nel farsi di vite poco prevedibili. Un Tema, dunque, tutto da leggere, ma soprattutto da far circolare e da discutere seguendone le suggestioni, gli spunti e i molti fili di ragionamento, per arricchirne l’inevitabile parzialità. Per farlo, contiamo molto sulla sapienza delle nostre leggendarie lettrici.

(dall’editoriale)

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La Società Italiana delle Letterate (SIL), fondata nel 1995, è costituita da circa duecento scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni. Siamo tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate ci consideriamo innanzi tutto lettrici.
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