Giovanna Bemporad, il ritmo della traduzione

«Tradurre è una fatica immane, si può essere fedeli alla lettera al testo di origine e fare anche poesia italiana e moderna, si sente subito il tono della traduzione, è una musica del traduttore. Tutto sta ad avere gli strumenti…» , diceva Giovanna Bemporad in un incontro nel giardino della Casa Internazionale delle Donne di Roma, di via della Lungara, ancora nel lontano 1989, presentando parti della sua splendida traduzione in endecasillabi dell’Odissea. E fu il libro della vita di questa autrice fuori dalle mode, indipendente e anticonformista, quello in cui “rimase impigliata” sulla figura di Ulisse, sentendo il tema della ricerca del ritorno come comune a tutti gli esseri umani, quello a cui si dedicò con tenacia e fedeltà, lavoro e passione, sempre guidati dal rigore.

Poeta in proprio – come amava dire, ricordando quanto tempo le traduzioni sottraevano alla sua personale produzione, traduttrice di classici, memorabile la sua traduzione in endecasillabi, a 15 anni, dell’Eneide, ma anche di autori moderni come Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Mallarmé, Hölderlin, Rilke, Goethe, Novalis, Byron, e molti altri, amica di poeti come Cristina Campo, Camillo Sbarbaro, Pier Paolo Pasolini, è stata una presenza appartata ma di grande rilievo nella letteratura italiana del Novecento. Fin dalla sua giovinezza bolognese si lasciò prendere da un grande amore per i classici con cui si misurava in traduzioni sempre rimaneggiate, tanto che le stesure “definitive” subivano nel tempo ritocchi e cesellature, non per spirito ipercritico, ma per il problema delicato dell’adeguamento espressivo tra lingue diverse, questione pressante e tormentosa per i traduttori.

Con spirito di sacrificio  passava ore a cercare un vocabolo rispondente, di cui dirsi soddisfatta, in un lavoro oscuro e continuo, di cui sentiva di dover rispondere alla propria coscienza. Esempio è proprio la dedizione di quasi tutta una vita alla traduzione dell’Odissea, che non è mai uscito come testo compiuto e veramente definitivo. Nel 1968 e nel 1970 uscirono, per le edizioni ERI, i più bei canti dell’Odissea e nel 1990  – poi 1992 e nel 2004 – Le Lettere di Firenze stamparono una versione definitiva non compiuta, con la quale vinse, nel 1993, il Premio nazionale per la Traduzione letteraria del Ministero per i Beni e le Attività culturali.

Così tenace e laboriosa nella tessitura della lingua, nella ricerca sempre insoddisfatta di una misura di significato e di ritmo (erano leggendarie le sue accurate scelte), poi, nelle letture pubbliche, che amava anche come confronto con la voce piena e vibrante nell’aria, esponeva tutta la sua passione. Letture sempre capaci di catturare l’attenzione dell’uditorio, spesso di giovani, e qui Giovanna si trasformava: seguiva un ritmo musicale interiore cadenzato dai movimenti delle mani, dalle pause trattenute della voce, dalle vibrazioni che si spandevano a colpire nel segno chi l’ascoltava. E sempre sulle cadenze dell’endecasillabo, verso di ampio respiro e sommamente duttile e moderno.

La sua produzione poetica, di poesie originali e di traduzioni da autori diversi, classici e moderni, intitolata Esercizi, venne stampata nel 1948 da una piccola editrice di Venezia, poi ristampata più volte, con aggiunte, da Garzanti nel 1980; con il titolo di Esercizi vecchi & nuovi, da Archivio Dedalus nel 2010, corredata da numerosi contributi critici di Pasolini, Zanzotto, Spagnoletti, Pagliarani, Anceschi, Raffaeli, Trevi; ancora riveduta e focalizzata su suoi testi originali, da Luca Sossella nel 2011, edizione con cui è stata finalista ai Premi Camaiore e Napoli nel 2012.

A una forma sorella (da una stampa cinese)

Non si svela il  mio astro che alle risa

dei tuoi occhi, azalea, forma sorella

splendente come giada, che ti specchi

nel ruscello di seta e il piede esiguo

come conchiglia d’ostrica vi immergi.

La gioia m’incorona, o il mio pensiero

sopra il filo translucido dei sogni

si distende e s’allevia come un cirro

se coi draghi di bronzo e i liocorni

dei tuoi capelli scherzo un po’ sdegnosa?

Strofina il fianco contro la tua spalla

la mia sete d’amore: grande bestia

che si allunga sul tuo collo e accarezza

la tua guancia con cadenza di sonno

con la marea della notte negli occhi.

(da Esercizi vecchi &nuovi, 2011)

Giovanna Bemporad: Esercizi, Garzanti, Milano 1980 175 pagine, 9.500 lire

Giovanna Bemporad Esercizi vecchi e nuovi, a cura di Andrea Cirolla, Edizioni Archivio Dedalus, Milano 2010, 236 pagine 20 euro  Il sito

Giovanna Bemporad, Esercizi vecchi e nuovi, a cura di Valentina Russo, Luca Sossella Editore, Bologna 2011, 128 pagine, 12 euro

Giovanna Bemporad, Vincenzo Pezzella, A una forma sorella (con DVD), Edizioni Archivio Dedalus, Milano 2011.

Videor n°2 con finale dedicato a Giovanna Bemporad  del secondo numero della videorivista di Elio Pagliarani con Nanni Balestrini Corrado Costa Vito Riviello Adriano Spatola, editor Orazio Converso.

Vita da poeta, di Giorgio Weiss, lungometraggio  per Raitre sui poeti italiani contemporanei


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