Son tutte belle, le donne

«Son tutte belle le mamme del mondo, quando un bambino si stringono al cuor…» suonava una canzone, molti anni fa. La figura della madre sembra oggi così diversa da quella che sessant’anni fa ci mostravano i media. Ma è davvero così? Che cosa significa, oggi, essere madre? E come si sceglie di esserlo o non esserlo senza sentire il senso di colpa di aver fatto la scelta sbagliata?

Sontuttebelle è un progetto collettivo di un film documentario, che riunisce registe, sceneggiatrici, studiose, autrici, nell’intento comune di prendersi cura delle storie di altre donne, scegliendo di raccontare, nell’Italia di oggi, la condizione femminile attraverso le testimonianze di chi ha scelto o non ha scelto di essere madre. È importante nominarle tutte, una per una: Chiara Cremaschi, Lia Furxhi, Katja Colja, Gaia Giani, Chiara Idrusa Scimieri, Emanuela Rossi, Fausta Bettoni, Paola Rota, Rossella Schillaci, Antonella Sica, Cristina Sardo, Enrica Viola.

I film, prima di essere proiettati nelle sale o trasmessi in televisione, hanno spesso percorsi travagliati e difficili, in particolar modo se non si ha alle spalle una casa di produzione forte in grado di sostenere tutti i costi. Ma esistono molti modi di realizzare film, e molte strade da percorrere, e questo progetto ne è un esempio. Sontuttebelle (presentato ultimamente al Salina Doc Fest, questo settembre) continua a girare l’Italia e l’Europa in attesa di una produzione che possa garantirgli una vita futura: viene presentato ai festival e partecipa a bandi di finanziamento sia pubblici sia privati. Ma la storia delle produzioni femminili italiane passa spesso attraverso vie inaspettate, sperimentando linguaggi e forme sempre diverse, e spesso facendosi forte della relazione tra donne. Per un progetto così articolato, che ha bisogno di un ampio lavoro di ricerca, non bastano naturalmente solo le risorse economiche per realizzarlo. Per questo motivo le registe si sono rivolte anche a enti, associazioni, che possano ospitarle e aiutarle nella ricerca di realtà e testimonianze in giro per il Paese. Con fatica e impegno, a volte scoraggiate, altre volte piene di speranze, le autrici sono forti della loro determinazione e stanno tenacemente lottando perché il loro lavoro e quello di molte altre donne sia riconosciuto. Ognuna con il proprio sentire, i propri desideri, le esperienze, sono partite da un bisogno, da un’esigenza: raccontare la differenza attraverso un documentario corale fatto di molte donne che parlano di sé e delle proprie scelte sulla maternità e di come queste scelte sono vissute nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni, nello stare al mondo.

Perché una donna diventa mamma, si sa, a un certo punto della vita; oppure no, non lo diventa. Perché è bello essere madre, ma anche no. E si può lottare per esserlo, ma si può anche decidere di non esserlo, e rivendicarlo. Ognuna di queste scelte, consapevolmente o meno, porta con sé una storia, e ne costruisce altre, e nella coralità del racconto il film ci restituisce un ritratto del nostro paese realistico e necessario.

Sontuttebelle è un modo coraggioso per realizzare i desideri di molte. Il lavoro delle registe è raccogliere questi desideri in storie, disperse come sono in molte realtà diverse che la vita si riserva di offrire, e restituirle come bene comune, per capire e riflettere su cosa e quanto debba ancora cambiare la nostra società per essere definita civile.

Sul sito web del progetto ognuna può trovare le istruzioni per realizzare una autointervista e partecipare con la sua testimonianza al film. “L’obiettivo – dicono le autrici- non è addentrarsi in analisi psicologiche, ma piuttosto raccontare la nostra società oggi partendo dalla constatazione dello scarto esistente tra i successi della medicina, i cambiamenti sociali e culturali della nostra epoca e i sentimenti del proprio vissuto, mettendo al centro della maternità non un astratto istinto materno, ma i percorsi intellettuali ed emotivi, talora difficili e dolorosi, di ognuna.”

Un modo questo per intrecciare le esperienze, il proprio sentire, con quello di altre donne ancora, in una rete di relazioni necessaria per agire dei cambiamenti e riflettere, se – come si sente dire spesso da molti politici che in questi tempi cercano il consenso delle donne per i loro programmi elettorali – la civiltà di un paese si misura sulla condizione delle donne.

Il sito sontuttebelle.org

 

 

 

PASSAPAROLA: FacebooktwitterpinterestFacebooktwitterpinterest GRAZIE ♥
The following two tabs change content below.
La Società Italiana delle Letterate (SIL), fondata nel 1995, è costituita da circa duecento scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni. Siamo tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate ci consideriamo innanzi tutto lettrici.
Categorie
0 Comments
0 Pings & Trackbacks

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.