I Sud le Mafie/1 Solo l'amore salva. Conversando con Letizia Battaglia

«Ho sognato spesso di bruciare i miei negativi della cronaca degli anni ’70, ’80, e un po’ di ’90. Per disgusto , forse per  disperazione. Per annullare dalla mia vista lo schifo che aveva vissuto  Palermo. Che vive ancora la mia Palermo. Foto di morti ammazzati, di miseria, di boss, di povertà. Un giorno del 2004 stavo guardando con rabbia e tristezza una grande foto di una madre e tre figli poveri, coricati a letto per il freddo e per la fame, mi venne come un guizzo. Io queste foto, quelle che girano per il mondo, potevo distruggerle. Cioè potevo farle diventare altro. Una vita, un corpo nudo, un sorriso, mescolato alla foto di cronaca».

E’ quanto scrive Letizia Battaglia delle sue Rielaborazioni 2004-2012, la mostra che si è appena chiusa a Palermo in un luogo BorderLine  del centro storico, a pochi metri dalla Cala, in uno dei vicoli abbandonati della città, tra muri scrostati, detriti accumulati sulla strada, asfalto divelto, posteggiatori abusivi.

Un luogo outsider, che grida giustizia,  come le sue foto, da lei voluto, cercato e provocatoriamente scelto. Forse perché nei suoi sotterranei   – come lasciava intravedere una lastra di vetro sul pavimento – scorreva  impetuoso  per le piogge di quei giorni,  il fiume Kemonia.  Ad  indicare che nelle viscere di questa  città  che lei “ama e che la fa soffrire, carne della sua carne”, la vita continua a fluire. Malgrado tutto.

 

Il sorriso, il volto, il corpo nudo, con un ramo fiorito tra i seni, che attraversano la foto/scena di morti ammazzati, miseria, povertà , e la segnano, risignificandola, sono quelli di donne, alcune adolescenti.

 

Perché affidi alle donne questo compito di riattraversare il territorio?

«Perché le donne sono capaci di amare e solo l’amore può salvare questa terra».

Le donne già lo fanno,non credi?

«Non abbastanza, lo fanno nel privato, il fuori non è attraversato dalla stessa qualità e quantità d’amore. Amore, dedizione, impegno , è di questo che oggi abbiamo bisogno, ovunque».

Anche dentro le istituzioni dunque.

«Anche dentro le istituzioni. Purché  le donne non si lascino contaminare dagli umori che lasciano gli uomini sugli scranni».

Che significa per te vivere al sud.

«Il sud per me è bisogno di giustizia, non abbandonare in nessun momento, in nessuna occasione, questo principio semplice e universale.  Il mondo  appartiene a tutti ».

Lo sguardo di una donna, il tuo, quando fotografi la scena del delitto, è diverso da quello di un uomo?

«E più misericordioso nei confronti del perdente, sia esso un povero disgraziato o un boss di mafia».

PASSAPAROLA: Facebooktwittergoogle_pluspinterestFacebooktwittergoogle_pluspinterest GRAZIE ♥
The following two tabs change content below.
La Società Italiana delle Letterate (SIL), fondata nel 1995, è costituita da circa duecento scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni. Siamo tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate ci consideriamo innanzi tutto lettrici.

Ultimi post di SIL - SOCIETÀ DELLE LETTERATE (vedi tutti)

Categorie
0 Comments
0 Pings & Trackbacks

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.