Intervista a Licia Canton, scrittrice italo-canadese

Puo’ parlare delle attività principali dell’ Associazione Scrittori/Scrittrici Italo-Canadesi (Assic) che lei presiede?

«L’Associazione Scrittori/Scrittrici Italo-Canadesi è una comunità di scrittori, critici letterari e artisti che promuovono la letteratura e la cultura italo-canadese. Organizziamo attività allo scopo di promuovere le opere letterarie dei soci: letture e presentazioni di libri. L’ASSIC ha già indetto concorsi letterari. Ogni anno organizziamo incontri con il Blue Metropolis Montreal International Literary Festival, The Word on the Street – National Book and Magazine Festival, e La Settimana Italiana di Montréal e in particolare, un Convegno biennale dell’ Associazione: ogni due anni ci incontriamo in una citta’ diversa e fra queste, in due occasioni, abbiamo scelto una citta’ italiana. Ci teniamo particolarmente a mantenere stretti legami con l’Italia: ma siamo anche aperti a tutte le culture.  Riteniamo infatti che ci sia sempre molto da imparare da altre esperienze e che ci possano essere o si possano creare tante possibilità di collaborazione».

Come sono nell’Assic le percentuali fra i due generi?

«Siamo un centinaio di soci. Il numero di uomini e donne è press’a poco identico, le donne tendono ad essere più attive degli uomini nell’ambito dell’associazione. Io vengo dopo una presidente, anche agli inizi del 2000 c’è stata una donna a presiedere. Dell’attuale esecutivo fanno parte anche due soci fondatori dell’Assic, Joseph Pivato  dell’Alberta e Anna Foschi Ciampolini di Vancouver.

Le scrittrici italo-canadesi hanno spazio e visibilità nella cultura del Canada?

«Ci sono alcune scrittrici che sono piuttosto note al di là del contesto italo-canadese, come per esempio Mary di Michele. Originaria di Toronto, vive da 20 anni a Montreal, dove insegna alla Universita’ Concordia. E’ una poetessa, ma scrive anche romanzi. Il suo libro più noto è: Tenor of love, che parla della vita di Enrico Caruso. Mary di Michele è l’unica donna inclusa in una rosa di cinque scrittori italo-canadesi in Making a Difference, un’antologia notevole, a cura di Smaro Kamboureli. Vorrei menzionare ancora Mary Melfi, anche lei poetessa, e Caterina Edwards, di padre britannico e madre veneziana, che è l’autrice del mio romanzo italo-canadese preferito, cioè The Lion’s Mouth. La maggior parte di queste scrittrici scrive in inglese.

Elettra Bedon, originaria di Padova e che vive qui a Montreal dal 1980, scrive invece in italiano saggi e racconti per bambini e per adulti. Ultimamente non pubblica più tanto forse perché ha preso in mano le redini (insieme a Giulia De Gasperi), di Bibliosofia on-line, una rivista letteraria con una sezione dedicata alla letteratura italo-canadese e a quella di altre minoranze culturali presenti in Canada. Entrambe si accollano tutto il lavoro di traduzione in italiano dei saggi della rivista, senza alcun supporto finanziari».

Lei è essenzialmente poliglotta, potendo parlare e scrivere in inglese, francese e italiano. In quale lingua preferisce scrivere?

«In genere preferisco l’inglese ma la scelta dipende dal tipo di testo che mi accingo a scrivere, oppure da chi mi commissiona un lavoro. Ultimamente sto scrivendo racconti in francese. I lavori di critica li scrivo di solito in inglese. Per alcuni scritti però trovo le parole più consone ed espressive solo in italiano, soprattutto quando scrivo poesie. Tempo addietro mi è capitato di scrivere versi ispirati a mia nonna che non vedeva più, né sentiva più. La prima stesura l’ho scritta in dialetto. Poi in italiano. Questa poesia è stata premiata in un concorso a Ottawa. Ho provato a scriverla in inglese e l’ho anche sottoposta a Mary di Michele, ma ho capito che non andava bene e così ho lasciato perdere. Chissà, forse ci riproverò in seguito. Anche quando scrivo in inglese, talvolta uso alcune parole o espressioni in francese perché la mia ispirazione nasce qui, nel Quebec, dove si parla prevalentemente francese e non sempre esistono espressioni equivalenti in inglese. Naturalmente esiste sempre una traduzione letterale, ma l’espressività non è la stessa.

In quale relazione è l’Assic con l’Istituto Italiano di Cultura di Montreal?

«Le relazioni con l’Istituto Italiano di Cultura di Montreal sono ottime. Da tre anni una decina di scrittori italo-canadesi partecipa al circolo di lettura del Premio Strega. Circoli di questo tipo sono presenti un po’ in tutto il mondo. Cosi’ anche noi diamo il nostro contributo alla scelta di chi, secondo noi, dovrebbe vincere il Premio. Quest’anno poi, il 2 maggio, all’Istituto di Cultura abbiamo presentato l’ultima antologia che si intitola: ”Writing Our Way Home”. Questo evento fa parte del Festival Internazionale Blue Metropolis, che si tiene a Montreal ogni anno e che attira circa 20.000 persone in diversi incontri concentrati in cinque giorni.Subito dopo, sempre all’Istituto, c’e’ stato il Premio ACCENTI, rivista di cui io sono l’editor-in-chief. Ogni anno organizziamo un premio per la scrittura e uno per la fotografia. Attualmente all’Istituto italiano di cultura c’è un nuovo direttore, Martin Stiglio, che ha assunto l’incarico l’estate scorsa. Con lui abbiamo un buon rapporto ma abbiamo sempre lavorato bene anche con quelli che lo hanno preceduto. Il loro mandato principale è di promuovere l’arte e la cultura italiana in Canada, ma riescono sempre a trovare spazi per gli scrittori canadesi di origine italiana».

È sempre presente il tema dell’emigrazione nella scrittura degli autori italo-canadesi, soprattutto delle donne?

«Direi che è ancora presente. Ci sono alcuni che hanno cominciato a scrivere negli anni settanta su queste tematiche e adesso scrivono di altre cose. Nel complesso è un tema che riaffiora sempre. Ultimamente è uscito un nuovo libro di Terri Favro, scrittrice di origine italiana che vive a Toronto, ma che precedentemente aveva vissuto nella regione delle cascate del Niagara. Scrive racconti su riviste letterarie e antologie da molti anni ma non aveva mai pubblicato un romanzo. In questo libro parla dell’immigrazione e delle attività di contrabbando nella comunità italiana nella regione del Niagara. La storia è ambientata nel dopoguerra. La protagonista è una ragazza italiana, che arriva in Canada essendosi sposata per procura un uomo molto più vecchio che ha dei legami con contrabbandieri. Per le scrittrici più giovani invece il tema dell’emigrazione è superato. Alcuni scrittori non vogliono identificarsi come scrittori italo-canadesi, ma piuttosto come scrittori canadesi o semplicemente scrittori. È già successo però, quando organizziamo eventi al Blue Metropolis, che questi stessi autori accettino di essere inseriti nel novero degli scrittori italo-canadesi perchè il Festival gode di grande visibilità».

Quanto è ampia la distribuzione dei libri degli scrittori e delle scrittrici italo-canadesi a Montreal e, in particolare, di quelli scritti in italiano?

«Nelle librerie del centro di Montreal non se ne trovano molti. Qualche anno fa hanno aperto a S. Leonard una libreria che si chiama: “Pages & Co.”. Lì si trovano libri anche in italiano. I gestori sono persone giovani ed entusiaste. Vanno in Italia, nelle fiere, portano le novità. Ma, altrimenti, nella maggior parte delle librerie vengono venduti libri in francese e in inglese e manca una particolare attenzione alle opere di scrittori e scrittrici italo-canadesi».

È facile trovare editori che pubblichino opere letterarie?

«Ci sono sempre grandi difficolta’ per trovare un editore e dunque alcuni scrittori scelgono di fare il “self-publishing” o “online publishing” o “e-books” gestiti da loro stessi. Essendo editor di professione ho collaborato alla preparazione di alcuni volumi di questo tipo.

Recentemente il termine “scrittore” è stato ridefinito dal Conseil des arts et des lettres du Québec, Calq. Prima veniva considerato scrittore chi aveva pubblicato un libro o quattro racconti o quattro saggi, e il libro doveva essere pubblicato da un editore sovvenzionato dal governo. Ora si può definire scrittore anche qualcuno “self-published” e costui può far domanda per ottenere fondi allo scopo di finanziare un suo progetto futuro. Questa definizione forse verrà presto accettata anche dalla “Writers Union of Canada” che in questo momento sta rivalutando il “self-published”.

Come è arrivata alla scrittura e quale genere di libri preferisce scrivere?

«A 24 anni ho trascorso alcuni mesi a Roma. Andavo nei luoghi pubblici e osservavo le persone. Mi portavo dietro un quadernetto per appuntare le mie impressioni. Ho cominciato a scrivere. Poi, tornata a Montreal, dopo aver sostenuto il dottorato in Letteratura Canadese, ho cominciato a scrivere saggi e racconti. L’ultimo saggio che ho scritto si intitola: “What Our (Grand)Parents Taught Us: Bridging the Rural and the Urban”. E l’ultimo mio libro di racconti si intitola Almond Wine and Fertility. Sono quindici racconti che esplorano i rapporti tra donne e uomini. L’ultimo racconto che ho pubblicato, in una antologia internazionale di racconti, è “In the stacks” – una storia multiculturale. Parla dell’incontro di due studenti universitari che cercano entrambi dei testi sulla immigrazione italiana. Lei e’ incinta e ha poco tempo. Lui è un francofono che capisce l’inglese, ma non lo parla. Né parla l’italiano, sebbene suo padre sia di origine italiana, mentre sua madre e’ francese. Dopo i primi momenti di accesa discussione perché vogliono portarsi via tutti e due gli stessi libri, trovano il modo di aiutarsi a vicenda. Ho scritto questi racconti in inglese e sono stati tradotti in italiano. Il volume italiano è stato curato da Laura Ferri dell’Universita’ di Siena. Tuttavia la versione italiana non è stata ancora pubblicata per mancanza di un editore».

 

Licia Canton è una scrittrice italo-canadese, nata nel 1963 a Cavarzere in provincia di Venezia. Nel 1967 si è trasferita a Montreal, dove ha conseguito il dottorato in letteratura canadese presso l’Université de Montreal. È l’attuale presidente della Associazione Scrittori/Scrittrici Italo-Canadesi (Assic) ed è inoltre Editor-in-chief della rivista ACCENTI Magazine.

L’Associazione degli Scrittori/Scrittrici Italo-Canadesi (Assic) è stata creata nel 1986 a Vancouver ed ha soci in Canada, negli Stati Uniti, in Italia e in Francia. Membri dell’Associazione sono scrittori, artisti, critici, e professori che promuovono la letteratura, l’arte e la cultura italo-canadese. Gli artisti e scrittori sono di origine italiana e si esprimono in inglese, in francese, in italiano e in dialetto. L’Associazione ha l’obiettivo di sostenere scrittori e artisti italo-canadesi già affermati e di incoraggiare i nuovi, oltre che stabilire contatti con altre associazioni italiane nel Canada e nel mondo.

 

 

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