In libreria "Ballata per violino e pianoforte", di Anna Mainardi

Ballata per violino e pianoforte, di Anna Mainardi (Iacobelli, 2013)

Milli e Attilio hanno una grande passione in comune: la musica. Sono entrambi di La Spezia eppure s’incontrano per caso a Parma, quando danno gli esami di diploma: lui di violino, lei di pianoforte. Siamo alla fine degli anni Trenta: i due ragazzi si guardano, si parlano, si innamorano, si sposano. Fanno progetti per il futuro, lui vorrebbe entrare nell’orchestra del Teatro di Genova, lei si accontenterebbe anche solo di fare l’insegnante di piano. Ma la guerra incombe e come tante giovani coppie verranno separati: lui al fronte, lei a casa con gli anziani genitori e le sorelle minori, impegnata nel difficile compito di sopravvivere alla fame e ai bombardamenti. I sogni sono ormai infranti, la famiglia cresce, il dopoguerra è segnato dagli stenti: Attilio rinuncia al suo violino, Milli invece troverà rifugio nel suo pianoforte, suonando per vincere la depressione e aiutarsi a superare le difficoltà. Le note di Beethoven diventano così la colonna sonora di questa Ballata che – con l’andamento ipnotico dei cantastorie o il ritmo di una buona fiction televisiva – racconta allo stesso tempo una storia molto privata e cinquant’anni di vita italiana. Milli e Attilio emergono dalle pagine come una coppia tipica del tempo: lei forse troppo remissiva, lui troppo rigido e spesso autoritario. Ma, tra alti e bassi, hanno condiviso quarant’anni d’amore e consentito ai figli quella libertà che loro non hanno avuto: scegliere come vivere la propria vita.

Ancora una volta era riuscito a concentrarsi solo su se stesso e sulla musica e ancora una volta la musica non l’aveva tradito. Poi, come in sogno, si sorprese a ringraziare e a sorridere e a dire sì sì il concorso lo farò senz’altro, e intanto si sentiva leggero come una nuvola, impaziente però di correre altrove. Voleva sentir suonare la ragazza, adesso, vedere se si lasciava trasportare dalla melodia e osservare il suo viso, dopo. Da ciò avrebbe capito di lei tutto ciò che gli premeva sapere.

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