Parlare di poesia a Duino

Si è svolta dal 20 al 24 giugno a Duino Residenze Estive 2013, incontri residenziali di Poesia e Letteratura a Trieste e in Friuli Venezia Giulia, organizzata dalla rivista letteraria Almanacco del Ramo d’Oro, quest’anno con la partecipazione della Rete Sil del Friuli Venezia Giulia (Fvg), nella magnifica cornice del Collegio del Mondo Unito.

Come sempre hanno partecipato il gruppo di LeggereDonna, con Luciana Tufani e le amiche ferraresi, e il Gruppo DonnePoesia ’98, di Bologna. Quest’anno erano presenti anche le poete Bianca Tarozzi, Rosaria Lo Russo, Antonella Barina, la scrittrice Laila Wadia, la videomaker Daniela Rossi, insieme a tante amiche e amici che nel tempo ritornano.

Tema della manifestazione è stato: “Colloquio tra voci e scritture: l’epica, la lirica, la biografia. La forza delle donne. Voci femminili e maschili della contemporaneità”. Una serie di interrogativi hanno percorso, in sordina, gli incontri, le letture, i laboratori: ha senso occuparsi di poesia delle donne, oggi, in Italia, quando l’accesso pubblico alla scrittura poetica delle donne è aperto almeno tanto quanto quello maschile? Ha senso porsi questioni di “genere” in poesia? Ha senso prestare attenzione a temi quali il linguaggio, l’immaginario, il posizionamento, senza perseguire antinomie oppure ostinate separatezze, ma ragionando su percorsi, percezioni, angoli di osservazione?

Si è iniziato giovedì 20 con la presentazione del libro di Laila Wadia (Se tutte le donne, Barbera 2012), con una discussione sui temi degli incroci di culture, le migrazioni, i rapporti tra donne migranti e autoctone per quanto riguarda la libertà femminile, le relazioni che si instaurano a partire da ottiche  e tradizioni differenti.  Poi, la presentazione di una guida della città di Bologna scritta da donne, curata da Alba Piolanti e Maria Beatrice Masella (Bologna a modo nostro. Trame e percorsi 2012) ha indicato una rivisitazione della città che tiene conto dei percorsi soggettivi e dei rapporti speciali luoghi – memoria.

Il giorno seguente, dopo un intervento di Luciana Tufani sulla letteratura delle donne e la presentazione di alcune ipotesi di percorsi didattici finalizzati alla scuola primaria e secondaria, Antonella Barina ha presentato la sua “Edizione dell’Autrice”. Si tratta di un interessante laboratorio autoeditoriale, nel quale la poeta assume su di sé integralmente la funzione editoriale: dalla creazione dei testi, alla produzione delle immagini, all’impaginazione e alla stampa. Un’avventura che corrisponde al cammino creativo dell’autrice e che non avrebbe potuto essere attuato nello stesso modo da un editore terzo. A rappresentare il percorso, tra gli altri testi proposti, la Samizdat di Poesia (una delle collane di Edizione dell’Autrice) MestreNiente, prima raccolta poetica distribuita provocatoriamente nel 2003 con la scritta ‘Edizione dell’Autrice’, registrata in seguito come testata giornalistica. Barina, che nel tempo ha progettato e ralizzato diverse riviste, libri, notiziari e dossier per vari soggetti editoriali, ha inizialmente ideato una formula povera – A4 a doppia colonna con impaginazione manuale – per realizzare in una notte, con strumenti digitali minimi, un libretto a forma di menù da distribuire nel corso di letture poetiche improvvise, rispondendo a un desiderio di azione afficace e autonoma. Un’editoria di nicchia, che è cresciuta nel tempo, il cui scopo è stato la comunicazione immediata, ma anche l’intervento diretto volto all’empowerment della creatività femminile.

Ancora, nello stesso giorno, le voci delle grandi Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli sono giunte riprodotte da alcuni video girati da Daniela Rossi, artista promotrice e direttrice del Festival ParmaPoesia, che, in dialogo con Rosaria Lo Russo, ha presentato alcuni spunti e osservazioni sull’epica femmnile, dimostrando come la poesia italiana delle donne del secondo Novecento si è aperta a territori non lirici, con la forza e la passione delle guerriere. Azione rinforzata dal video Amica nostra Angela, di Nadia Pizzuti, sulla figura di Angela Putino, e dal libro Sensibili guerriere a cura di Federica Giardini (Iacobelli 2012), a testimonianza di una serie di fili non tanto sotterranei che percorrono molta produzione artistica e di pensiero, contemporanea. Una situazione in movimento che apre numerose ipotesi e scenari per la produzione poetica delle donne oggi, a partire dalla consapevolezza di una maturazione e signoria degli strumenti, dei linguaggi.

Per finire, a sera, con la presentazione  della nuova traduzione delle Elegie di Rainer Maria Rilke, curate e tradotte da Renata Caruzzi per Beit Editrice (Trieste), appena uscito in libreria.

Il 22, sabato, Bianca Tarozzi, poeta e già docente di letteratura inglese all’Università di Venezia, ha presentato la sua nuova traduzione dei Diari di una scrittrice di Virginia Woolf (1925-30)” (Rizzoli 2012). La straordinaria importanza dei diari dal 1925 al 1930 matura nella corrispondenza con il momento culminante dell’attività letteraria della scrittrice: sono gli anni dei produttivi dubbi sulla nuova forma letteraria che va elaborando.

Dopo, un gruppo di socie della SIL ha presentato I Quaderni SIL FVG, una piccola collana di pubblicazioni autonome che per ora consta di due numeri: Terzo spazio a cura di Melita Richter, su autrici dell’Est Europa e  Non importa se non capisci, segui il ritmo, a cura di Barbara Della Polla e Helen Brunner, sull’opera artistica di Maria Lai.

Il 23 si è parlato di vite e di passioni con alcuni libri biografici e critici che hanno indagato scrittrici contemporanee, scritture autobiografiche come Era ed è ancora di Serenella Gatti Linares (Gazebo 2012), Ospiti estranei di Verena Stefan (Tufani 2012), o comparazioni critiche come Passioni. Virginia Woolf, Vita Sackville-West, Marguerite Yourcenar,  di Anna Verna (Tufani 2012), o poesia come Il libro della memoria e dell’oblio di Marina Giovannelli (Samuele 2013), Congiunzione amorosa di Marco Marangoni (Moretti & Vitali 2013). Uno spazio a parte è stato dedicato alla presentazione dell’antologia poetica Cuore di preda. Poesia contro la violenza sulle donne, curato da Loredana Magazzeni (CFR 2012), di cui hanno parlato e letto molte presenti, autrici di testi dell’antologia.

Le serate della manifestazione prevedevano letture pubbliche, in vari luoghi, degli autori e delle autrici presenti.

Il focus degli incontri è stato proprio sulla interrogazione della scrittura poetica delle donne nella contemporaneità. Che cosa è cambiato, se è cambiato qualcosa, in Italia, a partire dagli anni ’70 fino a oggi? Se nelle antologie le poete sono ancora poche, ormai nella cultura pubblica sono presenti in numeri assai consistenti: nei libri, nei festival, nei media, anche nelle tesi di laurea o nei corsi universitari. Ma il confronto con una tradizione antica è ancora pressante. Oggi che tante donne hanno parola pubblica in poesia come si configura il nuovo della scrittura delle poete?

Quando è una donna a scrivere poesia, l’io – tu: chi parla? a chi parla? di chi parla? dove e come parla? Interrogativi aperti che hanno iniziato a prendere alcune direzioni di osservazione.

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One Comment
  1. rosanna rutigliano

    la strada da fare per esprimere le potenzialità delle donne in modo inclusivo, ma fermo, è ancora in salita, ma si sta procedendo con coraggio

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