Tutti i gialli di Annamaria

Come ci è finita Erica Franzoni, responsabile capo della Mobile di Genova, in un giallo Mondadori? In quella collana mitica c’è da tempo Agata Christie con la sua miss Marple, ma una giovane responsabile della Mobile italiana, perdipiù laureata, paritaria coi maschi, capace e determinata, mi pare un bel segno del percorso che abbiamo già fatto.

Di coraggio ne ha avuto anche la sua inventrice, Annamaria Fassio. Non conosceva nessuno alla Mondatori, nel ‘99. Eppure, la maestra elementare di Genova che in anni precedenti era stata anche tecnica istologa alla Facoltà di medicina, spedì il suo giallo al premio Tedeschi. Vinse e fu pubblicata, in questo consisteva il premio. All’età in cui gli altri vanno in pensione, Annamaria Fassio cominciò a scrivere nella collana dei mitici Gialli Mondatori, dove – tanto per dire – hanno pubblicato, da metà degli anni Cinquanta a oggi, Ellery Queen, Agata Christie, Ed McBain.

In questi giorni, in edicola, trovate Controcorrente, una fitta storia ambientata tra Cernobyl e Genova, che sarà risolta, come sempre, dalla sua creatura, la commissaria capo Erica Franzoni.

Ormai Fassio è diventata una firma fissa della leggendaria collana che con le due uscite mensili in tutte le edicole italiane, da Trento a Lipari, vende una media di 12 mila copie. E fu Ed McBain, che nel ‘97 la seguì in uno stage di scrittura noir alla scuola Holden, a sostenerla appena letto il libro vincitore del premio Tedeschi, Tesi di laurea, giudicandolo «un debutto sorprendente». Racconta Fassio, genovese nata in centro storico: «Con McBain siamo rimasti amici fino a che è stato in vita. E seguo sempre i suoi insegnamenti. Il primo: per scrivere un buon noir ci vogliono sei mesi di studio e tre di scrittura. Fin da ragazza buttavo giù fiabe e poesie, poi mi è venuta voglia di scrivere gialli e ho cominciato. Non volevo cambiare il canone di questo genere popolare che amo molto né pensavo di scrivere capolavori. Come dice Eliot in una poesia: non sono il principe Amleto e non sono destinato a esserlo».

Ma lo studio rigoroso c’è e si sente, le pagine di Fassio scorrono via bene con i ritmi giusti, un misto ottimo tra azione e studio dei personaggi. E se a volte alcune pagine possono suonare troppo splatter bisogna ricordarsi che ogni collana ha le sue regole e i gialli Mondadori quello, in campo stilistico, si attendono dai propri autori. In Tesi di laurea vennero appunto subito al mondo il commissario Antonio Maffina e Erica Franzoni, allora studentessa che dopo la laurea imboccò la carriera di poliziotta e che fa coppia fissa con Maffina, oggi divenuto vice questore. In quella prima storia Erica riapre un caso di omicidi seriali proprio per realizzare la propria tesi. Dieci anni dopo, in Gangster, Erica e Maffina lavorano entrambi alla questura di Genova e finiscono anche per fare appassionatamente l’amore, mentre intorno a loro un gruppo eversivo di destra, con  base a Chiavari, trama con i servizi deviati e con vecchi fascisti fuggiti in Argentina nel dopoguerra.

Ora Annamaria Fassio vive a Camogli e ogni anno pubblica un giallo per Mondatori, anche se in Come torrenti di pioggia (titolo da lei copiato da un verso di Mao per l’editore ligure Frilli nel 2006) si è invece  misurata con gli anni di piombo. E in Santiago 544 una spy story che è uscita nel 2010, sempre per Mondadori ma nella collana Segretissimo, ha raccontato i giorni del golpe cileno e la caduta di Noriega a Panama sullo sfondo di un traffico di uranio. Senza Erica e maffina, tanto per cambiare un po’ aria.

Nei suoi libri, in mezzo a storie globali, in filigrana risaltano quasi sempre Genova e la Liguria. Una città in gabbia (gialli Mondadori, 2003) è calata con forza nella Genova del G8. Ma la Fassio è rigorosa anche nel descrivere i quartieri della città e persino le Riviere. Poi Erica riparte per nuove esplorazioni e si trova coinvolta nella guerra in Kosovo, come accade con Di rabbia e morte pubblicato nel 2010.

Ma i gialli Mondatori non le hanno mai censurato i temi politici che dipana nei suoi libri? O osteggiato le sue trame così calate nell’attualità più controversa? Fassio scrive proprio di tutto. Di criminalità organizzata italiana e pure di Triade, che compare in Shangai, un noir nato dopo un viaggio in Cina. «Assolutamente no, nessuna censura da Mondadori. Lavoro con gente disponibile, che guarda la scaletta e interviene solo sul metodo e sul ritmo, mai sui contenuti».

Lei come lavora? «Tutti i giorni. Anche se non ho l’ispirazione per andare avanti, rileggo, limo, metto a posto le virgole. E continuo a studiare».

Come quando, per diventare maestra, lavorava da tecnica istologa e faceva le scuole serali.

Annamaria Fassio, Controcorrente Il Giallo Mondadori 3087, Euro 4,90, pagine 190

 

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