Tra pregiudizi e sentimenti

Londra, dal 1942 al 1944. E Nagpur, che oggi è nello Stato indiano del Maharashtra e nel 1942, ovviamente, era parte dell’Impero britannico. La storia del ventiquattrenne Baba si sviluppa in due luoghi e due anni e rivela, da parte dell’autrice, Shree Ghatage, una notevole padronanza delle tecniche narrative. Baba è un giovane indiano di famiglia ricca che scopre l’omosessualità del padre e decide di punirlo affrettando la sua partenza per Londra, allora sotto i bombardamenti tedeschi, per intraprendere la carriera di barrister, ovvero di avvocato patrocinante. Per farlo deve abbandonare la sua giovane moglie, Vasanti, che è stata scelta dalla famiglia come da tradizione, ma alla quale ha finito involontariamente per affezionarsi. Fin qui quasi nulla di strano, se non che l’autrice inserisce un elemento abbastanza improbabile che però da il “là” alla storia: durante un gita Baba cade e perde la memoria momentaneamente. Quel breve lasso di tempo gli basterà per compromettere la sua vita. In più Shree Ghatage sceglie di andare avanti e dietro nel tempo, senza per questo rendere la narrazione confusa, ma anzi vivacizzandola.

Fin qui il romanzo. Ma a interessare sono due elementi: la vitalità della narrativa femminile “mista” (Ghatage è nata a Bombay e vive in Canada) e la scelta di un protagonista maschile nel quale, almeno in parte, identificarsi. Si tratta di due elementi entrambi importanti: le scrittrici che vivono tra mondi culturali diversi stanno esprimendo temi e visioni originali che ci rendono più ricchi e più consapevoli. In più stanno innovando le lingue in cui scrivono. C’è da sperare che questo avvenga sempre di più anche per l’italiano. Non si tratta di gusto per l’esotico: la frattura tra il mondo raccontato dai nostri media e dalla gran parte dei romanzi e la realtà incredibilmente mista (e spesso inquietante) che si incrocia per strade, ha creato una sorta di schizofrenia. Di quale Paese parliamo?

Quanto a Shree Ghatage, che oggi ha 56 anni, nel 1998 ha ricevuto il Thomas Head Raddall Award, per una raccolta di racconti ambientati a Bombay, Awake When All the World is Asleep, che in Italia è stato pubblicato nel 2007 da Il punto d’incontro edizioni, con il titolo Il destino è sveglio quando tutto il mondo dorme. In un’intervista telefonica sul romanzo Sete a Justine Lewkowicz, che lavora per una radio canadese, Ghatage ha commentato che ciò che conta davvero nei matrimoni combinati, uno dei temi del romanzo, è se funzionano o no, proprio come nei matrimoni liberi. Il che è per noi irritante e di sicuro contrario al principio della libertà personale, ma contiene un fondo di verità. Soprattutto quando l’autrice aggiunge con ironia: il tasso di divorzi è più basso semplicemente perché non si nutrono aspettative verso il partner, si cerca solo di far funzionare le cose. In questo senso, come ha già dimostrato con altrettanta ironia la regista britannica (ma di origini indiane) Gurinder Chadha, in Matrimoni e pregiudizi (2004), l’India del Novecento assomiglia molto alla Gran Bretagna dell’Ottocento descritta da Jane Austen. E sta cambiando, fra mille contraddizioni, altrettanto in fretta

Shree Ghatage, Sete, traduzione di Federica Oddera, Neri Pozza,  237 pagine 16 euro

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