Cinema/ Gloria e Louise fuori dagli schemi

Gloria e Louise. Due donne fuori dagli schemi protagoniste di film molto diversi, due ritratti poco convenzionali accomunati da uno sguardo di dolorosa leggerezza. Per una volta ad occupare il grande schermo non sono volti e corpi levigati di irraggiungibile bellezza (ma nemmeno, per contrasto, le figure fragili e spiegazzate delle star ultrasettantenni) bensì donne “vere”, di quella età scomoda, indefinita, che una volta si chiamava mezza età.

In “Gloria”, il film cileno candidato agli Oscar 2014, una bravissima Paulina García, Orso d’Argento al 63° Festival Internazionale del Cinema di Berlino, interpreta una cinquantenne che esibisce le sue rughe insieme ai suoi desideri di passione e sessualità. Gloria si ribella al ruolo scomodo di donna separata, né bella né brutta, con figli grandi e distaccati. E cerca di dare un senso alle sue giornate trasformando la sua solitudine in una festa e trascorrendo le serate in sale da ballo per adulti single.

Una felicità fragile messa in crisi dai vigorosi amplessi del non più giovane Rodolfo (Sergio Hernández), che le dà l’illusione di un rapporto d’amore, facendola volteggiare fra speranza e smarrimento. Nel film Gloria, un personaggio solitamente destinato a restare sullo sfondo nelle vite degli altri, diventa una protagonista assoluta (non c’è una sola inquadratura in cui non sia presente con il suo corpo e le sue emozioni).

Racconta il regista Sebastián Lelio: “La sceneggiatura nasce da storie accadute a persone che conosciamo. Sono fatti reali che, in un modo o nell’altro, la città di Santiago ha reso possibile… In un certo senso Gloria è come Rocky: il mondo la maltratta e vuole farla cadere, ma lei riesce a rialzarsi e ad andare avanti, a testa alta”. Il mondo, ovvero gli uomini che incontra, come Rodolfo, vigliacco e incapace di staccarsi da una famiglia ingombrante o l’ex marito, infantile ed egoista. Ma Gloria canta, in macchina, con gli amici, alle feste di famiglia: la sua vita è scandita da una colonna sonora che mescola ballate romantiche e rock’n’roll, salse e boleri, musica disco e bossa nova. Così il finale, con la vecchia canzone di Umberto Tozzi che accompagna la protagonista in una danza sfrenatamente consolatoria, è un inizio, con una voglia inalterata di vivere.

Il fermo immagine di lui che ritorna sui suoi passi (dopo essersi allontanato da lei) è invece il finale dell’ultimo film diretto da Valeria Bruni Tedeschi, che descrive una donna molto diversa ma altrettanto fuori dagli schemi. “Un castello in Italia”, nei cinema italiani dal 31 ottobre, è una storia in parte autobiografica, con protagonisti la stessa regista e il suo ex compagno Louis Garrel. Louise (Valeria Bruni Tedeschi) e Nathan (Garrel), diversi per età e classe sociale, hanno ossessioni differenti. Lui non sopporta più il suo lavoro di attore, mentre lei è tormentata dal desiderio di restare incinta quasi per compensare la vicinanza con la morte annunciata del fratello Ludovic (Filippo Timi) che vive nella proprietà di famiglia (il castello del titolo) messo in vendita per i troppi debiti. Sapendo di essere troppo vecchia per avere un figlio, Louise cerca di convincere Nathan a ricorrere alla fecondazione artificiale, scatenandone il risentimento e quindi rifugiandosi in una religiosità consolatoria fatta di assurdi rituali superstiziosi. La regista non ha paura di mettere in scena, anche con ironia, le sue debolezze e la sua età; lascia che la macchina da presa si soffermi sul suo volto di una bellezza non stereotipata e ritrae senza reticenze due persone che stanno per annegare e si aggrappano l’una all’altra per salvarsi. E, misteriosamente, ce la fanno. Storia familiare e storia d’amore, “Un castello in Italia” è forse meno riuscito del primo film dell’attrice e regista, “E’ più facile per un cammello…”, ma resta impresso il personaggio di Louise, con la sua continua tensione nervosa, un’inquietudine che attraversa anche il rapporto con il fratello e la madre.

Gloria, REGIA: Sebastián Lelio SCENEGGIATURA: Sebastián Lelio, Gonzalo Maza
ATTORI: Paulina García, Sergio Hernández, Diego Fontecilla, Fabiola Zamora, Coca Guazzini, Hugo Moraga PRODUZIONE: Fabula, Nephilim Producciones DISTRIBUZIONE: Lucky RedPAESE: Spagna 2012 DURATA: 110 Min

Un castello in Italia, REGIA: Valeria Bruni Tedeschi SCENEGGIATURA: Valeria Bruni Tedeschi, Noémie Lvovsky, Agnès de Sacy ATTORI: Valeria Bruni Tedeschi, Louis Garrel, Filippo Timi, Marysa Borini, Xavier Beauvois, Céline Sallette, André Wilms PRODUZIONE: SBS Films DISTRIBUZIONE: Teodora Film PAESE: Francia, Italia 2013 DURATA: 104 Min

 

 

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