Il mio primo libro/ Dalle elementari trame gialle

Fiorella CagnoniChe scrivere sarebbe stato il sommo diletto l’ho capito in quinta elementare. Primavera avanzata del 1958. Tema, Il giorno più bello della mia vita. La grandissima maestra Tina Levi era ebrea ma avrebbe accettato di buon grado che secondo tradizione tutte scrivessimo della prima comunione. Così fu per la quasi totalità. Io raccontai nei dettagli d’azione la rapina di via Osoppo. Alla maestra Levi bastò un controllo nel registro delle assenze per capire, ove mai avesse avuto qualche dubbio, che la mattina del giovedì 27 febbraio ero irrimediabilmente a scuola, – ma apprezzò la fantasia, la dovizia di particolari e l’esuberanza della mia asserita casuale presenza alla scena del colpo, – spettatora minuscola ma già attenta alla cronaca nera.

A seguire furono giornali scolastici ancora prima della Zanzara, altri componimenti alle medie al ginnasio e al liceo con descrizione di’episodi di vita quotidiana di Socrate o di Ipazia d’Alessandria, e arrivarono pure piccoli premi… Agli inizi degli anni Settanta una notte mentre nella mia Volkswagen blu tornavo a casa, sul cavalcavia di viale Vittorio Veneto m’arrivò nella testa la prima trama gialla. L’amica che vedevo ogni giorno e quasi ogni sera, Paola Pcolette, e dalla cui abitazione rincasavo, l’indomani m’avrebbe come al solito cercata, di ritorno dalla scuola dove insegnava inglese; ma non m’avrebbe trovata, e da lì sarebbe partita una surreale ricerca di me. Che risultavo non abitare dove lei pensava che abitassi, non avere la famiglia che lei riteneva avessi, né il lavoro, né, né.

L’indomani glielo raccontai, com’era ovvio, e qualche tempo dopo in un pomeriggio senza riunioni e senza musica cominciammo insieme a scrivere le prime sette otto pagine di quella storia. Io andai avanti anche da sola, per qualche settimana. Poi altri amori, altra politica, altri divertimenti mi fecero accantonare quei fogli dattiloscritti sulla lettera 32 blu. Quando l’ho ritrovati, in un trasloco del 1983, ho ricominciato a raccontarla, la storia del cavalcavia. E ho finito il racconto, che per me si chiamava e si chiama “Il mantellino colombiano”. Una volta pronto l’ho mandato senza ritegno a Mondadori: era un giallo, no?

In attesa d’un responso qualche amica della Libreria delle donne di Milano l’ha letto giudicandolo avvincente, buono, una coinvolgente rappresentazione anche delle nostre vite di quegli anni. Un pomeriggio di primavera mentre lavoravo con mia madre all’acquisto di giocattoli tedeschi, telefona Laura Lepetit. E dice: “T’ha risposto, Mondadori? No? Bene. Lascia perdere Mondadori, te lo pubblico io con la Tartaruga. E comincia subito a scrivere il prossimo.” Sento ancora la sua voce, le sue parole precise. Un vero tuffo al cuore, che mai alcun amore m’ha prodotto così inatteso così completo così caldo. Il titolo poi l’ha scelto Lepetit, è stato Questione di Tempo, e il libro ha avuto successo e premi, qualcuno ne ha perfino comprati i diritti cinematografici. Nel frattempo Mondadori m’aveva risposto che no, a loro non andava bene. Avevo poi anche vista la scheda con cui il lettore incaricato, di cui naturalmente non ricordo il nome e il cognome, lo valutava poco interessante. Meglio così. Per sempre, meglio così.

Questioni di tempo è oggi pubblicato  da ebook @ women, libreria/casa editrice digitale femminista

Fiorella Cagnoni (Milano, 1947), scrittrice e femminista, vive in Salento. Insieme a Giovanna Foglia e a Serena Foglia, ha fondato Trust Nel nome della Donna (http://www.nelnomedelladonna.org ), fondazione che finanzia progetti di libertà femminile. Dal 2005 cura la collana di letteratura femminile La Chiocciola. Con Maria Gregorio ha curato alcune traduzioni dal tedesco per La Tartaruga (Gisela von Wisocki, La lanterna magica – Ombre Immagini Figure di donne, 1979) e con Sylvie Coyaud delle traduzioni dall’inglese sempre per La Tartaruga (Adorata Creatura, il carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville West, Pensare e scrivere un giallo di Patricia Highsmith). Ha scritto numerosi libri tra i quali spiccano Questione di tempo (La tartaruga, 1985) [premio Mystfest 1985 per il miglior giallo edito); Incauto acquisto (La tartaruga, 1992 – La Chiocciola, 2012); il manualetto filosofico meditativo Quattro Gatti (Zelig, 1995); Arsenico (La tartaruga, 2001); Due Racconti, (Zane Editrice, 2006); Alice Carta in Inghilterra (Zane Editrice, 2007); E Vecchi Merletti (Zane Editrice, 2011); Pasqua Bassa con Delitto (Zane Editrice, 2012). Il suo primo romanzo, Questione di tempo, inaugura il fortunato ciclo di gialli che ha come protagonista l’investigatrice Alice Carta.

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