La favola di Habiba

6ddf1f330db0840b84c84e5e88406701_f367Habiba è magica, come la squadra che ama. Habiba è africana, come dice sua zia Aminata, che non vuole che nessuno della famiglia dimentichi le proprie radici e le fa le treccine. E per la mamma, che ha attraversato il mare per vivere qui, Habiba è italiana. È incantevole, la favola raccontata da Chiara Ingrao, Habiba la magica. Una favola che sul filo di un’invenzione delicata e giocosa racconta di una bambina che si trova a vivere la fatica di crescere divisa tra mondi diversi. E ha tante paure. Del mare per esempio, che ha inghiottito il padre rimasto sul fondo, Habiba ha una paura terribile. Ma anche di andare in bicicletta, dei rumori che vengono dal piano di sopra e degli spiriti. E non basta a proteggerla la sciarpa giallorossa della sua squadra. Mentre Silvia, la sua amica del cuore dai capelli rossi, è laziale. È un altro il dono magico che l’aiuterà ad affrontare le sue paure. Una scopetta da strega, che le regala una gattara, in realtà una strega che ha deciso di andare in pensione.

Profondamente immersa nella vita di Roma, Habiba se ne sente estranea. È quando impara a volare, a cavalcioni di Scopetta, che impara a conoscerla. I gatti del Colosseo, l’angelo di Castel San’Angelo che finalmente vola libero. “I veri romani semo noi, mica ‘sto fanatico a cavallo!” dice il Pasquino ad Habiba quando Marc’Aurelio prova a cacciarla via. E l’Angelo, alla fine della festa, le mostra la città e le dice: “È la tua città, Habiba. È casa tua. Non permettere mai a nessuno di metterlo in dubbio: nemmeno a un imperatore.” Ma se il segreto volo notturno rischia di isolarla perché ormai tutto le sembra stupido, quando Scopetta l’abbandona e si ritrova da sola Habiba scopre che può volare con le sue forze. Glielo insegna Filomena, la vecchia strega, lo ripete il vento: “Chi vuole vola, cara mia”.

Una favola allegra, che mette allegria, a qualunque età.

 

Chiara Ingrao, Habiba la magica, Coccolebooks Belvedere Marittimo 2014, 152 pagine, 10 euro

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