Quando Mary abitò a Genova

Mary Shelley BiographyQuando Mary Godwin Shelley giunse a Genova nel 1822 col figlioletto Percy non possedeva molto denaro e lord Byron, amico di famiglia tanto da starle accanto durante la cremazione della salma del marito Percy avvenuta pochi giorni prima a Viareggio, l’aveva incaricata di trovare in città una villa per se stesso e un’altra, nelle vicinanze, che potesse ospitarla con il figlioletto Percy Florence. Così vivevano a pochi passi, lei a Villa Negrotto, lui a villa Saluzzo, in un tracciato lungo l’attuale via san Nazaro, che qualche decennio dopo Charles Dickens percorrerà proprio sulle tracce dei poeti romantici inglesi.

Mary Shelley giunse a Genova nel settembre 1822 e vi restò quasi un anno. Aveva 25 anni, era già nota per il suo romanzo storico Valperga e per Frankenstein, che l’anno seguente, rientrata in patria, vide rappresentato per la prima volta a teatro a Londra. Due anni dopo Frankenstein o il demone della Svizzera era in palcoscenico a New York e da allora non ha mai smesso di essere reinterpretato al cinema e al teatro.

Nel 1822-23 i due scrittori – lo racconta lei – passeggiavano insieme scendendo verso il mare da quella che oggi è via Zara, Byron meditando imprese poetiche e politiche, Mary inconsolabile e infreddolita, perché non aveva abbastanza denaro per scaldare con la legna la grande villa Negrotto che divideva con gli amici Hunt. Byron la aiutava facendole trascrivere i capitoli del suo Don Juan, Mary lavorava a una biografia del marito e ai propri scritti: in Albaro compose il poemetto The choice e un racconto, Trasformazione, dove racconta Genova come splendida, ricca di luce e di vigneti.

Mary scrisse anche varie lettere molto tristi ai pochi amici londinesi rimasti.

804f9488487ad72814468c122d6e910cMercoledì 11 giugno sul muro esterno di villa Negrotto, (in via Zara 24b, oggi casa privata), verrà posata una targa per ricordare il soggiorno della scrittrice inglese che aveva scandalizzato mezza Europa insieme al marito col quale era fuggita sedicenne. Lui, non ancora celebrato poeta, aveva 21 anni, era già sposato e baronetto, ma detestato dai propri pari in quanto ateo e proto socialista. Per taluni persino satanista. I due giovani si erano lasciati Londra alle spalle e, dopo aver vissuto in Francia e Svizzera, erano arrivati in Italia e poi, nel 1822, con la consueta corte di amici, figli e bauli, avevano preso in affitto a san Terenzo di Lerici la bianca villa Magni, sulla spiaggia, oggi ancora intatta nella baia verde che li incantò. Percy scriveva versi e faceva il bagno nudo, mentre gli amici, che erano poeti, editori, attivisti politici, dividevano la villa in una promiscuità che destava scalpore. Erano una banda di giovani romantici, vitali, eccessivi che si disperse quando una tempesta travolse la barca di Percy Shelley, l’8 luglio 1822, al largo di Viareggio.

Poco dopo Mary arrivò a Genova. Ora la Società delle Letterate e l’Associazione Amiche e Amici di Mary Shelley, insieme col Comune e altre istituzioni pubbliche, vogliono ricordarla con una targa (Byron ha una via dedicata in città e una targa sulla facciata di villa Saluzzo, in via Albaro, Percy Shelley una via e anche Dickens è ricordato in via san Nazaro).

Dopo la posa della targa, la scrittrice e la colonia ottocentesca inglese di Genova verranno raccontati in un convegno a Palazzo Ducale (ore 15.45) intitolato “Frankenstein a Genova”. Del resto il soggiorno di Mary fu solitario anche allora: la colonia di inglesi che in quegli anni era a Genova – la città era tappa obbligata del Grand Tour – la osteggiarono. Mary infatti, quando aveva scelto di mettersi con Percy, era pronta ad accettare la proposta di lui di condividere una famiglia allargata con la prima moglie Harriet e i due figli, dove ciascuno di loro potesse condurre una libera esistenza. Fu Harriet a non reggere: si uccise nel 1816 e Shelley solo allora sposò Mary, che lo seguì indomita in infiniti viaggi per l’Europa.

Mary del resto non aveva una biografia comune. Era figlia di due personalità della borghesia colta e illuminata inglese, la madre, che morì dandola alla luce, era Mary Wollstonecraft, scrittrice, giornalista a Parigi durante la Rivoluzione Francese e autrice, nel 1792, del saggio femminista A Vindication of the Rights of Woman. Il padre, William Godwin, uno scrittore libertario, adottò la figlia che la Wollstonecraft aveva avuto da un altro uomo e, rimasto vedovo, si risposò poi con una donna madre di due figli. Mary crebbe dunque in una famiglia allargata e aperta: la sorellastra Claire ebbe, a sua volta, una figlia da Byron.

Troppo persino per Godwin che impiegò del tempo a perdonare l’amata figlia Mary.

Il 5-6-7 settembre nuovo appuntamento con:  Mary e Percy Shelley. Luoghi del cuore e della memoria. Tra Lerici e Viareggio percorsi di mare e di costa

per informazioni e iscrizioni rivolgersi a silvia.neonato@gmail.com

Due Inediti di Mary Shelley

Una lettera, mio caro Trelawny, da questa collina di Albaro solitaria e battuta dal vento, può apparirti la lettera di un morto a un vivo. E, tagliata fuori come sono da ogni comunicazione con la vita, mi sembra che una lettera da te sarebbe per me come un segno inviatomi da un mondo di carne e sangue a un mondo di ombra. Qui sono come mi hai lasciato. Il vento fischia e io sono senza conforto come allora. Dimenticata da tutti, non posso dimenticare nessuno….

(Genova, 7 gennaio 1823)

 Genova!… splendida città che ti specchi nelle acque azzurre

del Mediterraneo. Le rocce e i promontori,

il cielo luminoso e gli allegri tuoi vigneti erano il mio mondo...

 (Dal racconto Trasformazione scritto a Genova, 1822)

 

La targa 

VILLA NEGROTTO, via Zara 24b, Genova

In questa villa soggiornò

MARY SHELLEY

con il figlio Percy Florence e gli amici Hunts, accanto a Lord Byron, dal settembre 1822 al luglio 1823, dopo la morte del marito Percy, cercando conforto nella scrittura che già l’aveva resa celebre con i romanzi Frankenstein e Valperga

 Comune di Genova, Associazione Amiche e amici di Mary e Percy Shelley, Società italiana delle letterate

Giugno 2014

 

 

 

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2 Comments
  1. Lia Secci

    Molto meritoria questa iniziativa! Nata a Genova per caso (da famiglia sarda) e a mia volta scrittrice, mi associo nel ricordo di Mary Shelley

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