Maria Messina, scrittrice da rileggere

Una delle passeggiate letterarie ormai in uso, con successo, tra i programmi della Sil ci ha portate, nei giorni 14 e 15 di giugno, a Mistretta, delizioso borgo dei Nebrodi la cui gente e i cui luoghi ispirarono gran parte dei racconti di Maria Messina.

Autrice oscurata, come tante e immeritatamente, dai fasti della storia letteraria maschile e finita nelle scorie della tradizione letteraria canonica, ebbe una vicenda editoriale sulla quale è utile soffermarsi. Una vicenda che, come una meteora, si accende e si spegne, due volte nel corso del ‘900, a distanza di circa cinquanta anni una dall’altra.

La sapiente scrittrice siciliana fu pubblicata, nei brevi anni in cui ha corso la sua produzione, tra il 1909 e il 1928, da noti editori come Sandron, Bemporad, Le Monnier e Treves. Dopo cadde nel silenzio, insieme al silenzio nel quale Messina si chiuse a seguito di una lunga malattia invalidante, fino al ’44, anno della morte.

Della sua vita sappiamo ben poco, se non che visse in molte città italiane a causa del lavoro del padre. Tutte le sue carte andarono distrutte, nel ’44, sotto un bombardamento. Si sono salvate le lettere che scrisse a Verga e alle quali, tuttavia, non fu data grande attenzione quando, nel 1979, a Catania, fu riordinata la biblioteca verghiana.  Ci resta inoltre un importante carteggio con l’editore Bemporad che ci testimonia il difficile rapporto delle donne con l’editoria. In queste carte, come in quelle di molte altre scrittrici, ricorre l’angoscia di chi scrive nella consapevolezza della propria grandezza e della difficoltà di raggiungere, in virtù del proprio sesso, l’editoria e quindi il lettore e la lettrice. C’è da dire, in proposito, che, per le scrittrici, c’è un’onta ancora più grave del silenzio quella di essere catalogate nei canoni letterari, nelle antologie, nelle esegesi di critica, con il titolo di “letteratura femminile”. Seppur rivendichiamo la irriducibile peculiarità e il valore della differenza nella autorialità, quel titolo offende in quanto segno di una minorità.

Alla nostra Maria Messina, nella sua vicenda editoriale, è toccata una doppia minorità: quella di non essere mai narrata nella sua singolarità di autrice raffinata e sapiente, ma come scolara di o “allieva di”. Per lei si sono scomodati Verga, Cecov, Mansfield, così da fare della sua scrittura un sottoprodotto epigonico e scolastico. Abbiamo voluto sentire, quindi, la nostra passeggiata letteraria a Mistretta anche come un risarcimento ad una “grande” per la quale sia giunto il momento di vivere di luce propria e di essere riportata nel suo alveo di autrice forte di una fisionomia assolutamente personale e indipendente.

La cifra narrativa di Maria Messina è il racconto che, esteso a un discreto numero di romanzi brevi, non perde la forza  della rappresentazione. Quella forza che consiste nel lasciare il racconto con un non detto finale, da cui affiora la tristezza di una vita o la crudeltà di un intero contesto sociale.

Tra le numerose raccolte di racconti, edite nel ventennio in cui scrisse, ricordiamo tra le altre: Pettini fini ed altre novelle (1909), Piccoli gorghi (1911), I racconti di Cismè (1913)  Ragazze siciliane (1921), Il guinzaglio (1921), Personcine (1922), I racconti dell’Avemaria (1922), Storie di buoni zoccoli e di cattive scarpe (1926). Tra i romanzi: La casa nel vicolo (1921). che ebbe una buona trasposizione cinematografica dopo la ristampa dell’editore Sellerio nel 1982, Primavera senza sole (1920), Alla deriva (1920), Un fiore che non fiorì (1923), Le pause della vita (1926).

Tocca citare il volume miscellaneo Partono i bastimenti (1980) che conteneva racconti sull’emigrazione di Sgorlon, Sciascia e Cassola, e due raffinati racconti della sconosciuta Maria Messina che nessuno prese in considerazione.

Non furono mai raccolti in volume le molte novelle, esattamente 40, che uscirono, tra il 1913 e il 1927, sul famoso “Corriere dei piccoli”, i cui titoli ameni, deliziosi e accattivanti sono ben lontani dalle tristezze dell’altra sua produzione.

Dopo il 1928 il nome di Maria Messina scomparve dalla scena letteraria italiana. La scrittrice siciliana fu riportata alla luce, nel 1982, dopo quasi cinquanta anni, da Sciascia che ne propose qualche racconto alla Sellerio. Se noi oggi la leggiamo lo dobbiamo all’intelligenza di Elvira Sellerio che colse subito la grandezza di Messina e ripubblicò, tra il 1982 e il 1993, gran parte dei suoi racconti. Restano, comunque, ancora inediti i romanzi: Primavera senza sole, Alla deriva, Un fiore che non fiorì, Le pause della vita. Facciamo appello alla nostra sapiente casa editrice Sellerio perché ci voglia regalare, a fronte dell’impegno della Sil che le ripropone in tutta la loro modernità, la lettura di queste altre opere, considerato anche il successo che, dopo quella riscoperta, Maria Messina ebbe all’estero. Fu tradotta, infatti, e apprezzata, con raffinate edizioni, in Francia, Spagna, Germania, Usa.

Quando la leggiamo, al di là del tempo e dello spazio che ci separa, sentiamo un’ appartenenza profonda come se le sue parole, riportando in vita una genealogia femminile e le sue storiche oppressioni, fossero state scritte per noi e da noi, nel ricordo delle nostre madri, nonne, zie. Pagina dopo pagina sentiamo di far parte di quell’universo magico nel quale sentiamo di aver lasciato al sicuro le nostre radici.

 

PASSAPAROLA: Facebooktwittergoogle_pluspinterestFacebooktwittergoogle_pluspinterest GRAZIE ♥
The following two tabs change content below.
La Società Italiana delle Letterate (SIL), fondata nel 1995, è costituita da circa duecento scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni. Siamo tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate ci consideriamo innanzi tutto lettrici.

Ultimi post di SIL - SOCIETÀ DELLE LETTERATE (vedi tutti)

Categorie
One Comment
  1. caterina arcidiacono

    BRAVA!!! MAria Messina è una grande, una grandiosa interprete della miseria e della forza della condizione delle donne del sud

0 Pings & Trackbacks

Lascia un commento