Padova/ Inventarsi una libreria. Delle donne

Quando si parla di lavoro, si fa sempre un po’ fatica a individuare luoghi e pratiche capaci di rispondere pienamente ai propri desideri. Intanto perché dalla tagliola del precariato è difficile sottrarsi; e poi perché sembra non vi sia spazio all’invenzione imprevista di nuovi scenari. In questo presente così complesso, capita spesso che siano le donne a suggerire imprese di audacia e coraggio, modi cioè in cui le intelligenze politiche riescano a eccedere la desolazione.

È ciò che è capitato a Chiara Melloni, Ilaria Durigon e Laura Capuzzo, trentenni che vivono a Padova e che dopo una laurea in filosofia e diverse esperienze politiche femministe, hanno avuto l’idea di aprire una Libreria delle donne proprio nella loro città d’adozione.

A Chiara, Ilaria e Laura ho rivolto alcune domande sul progetto e su come sta procedendo.

  • Come è nato il vostro desiderio?

 

Il desiderio di aprire una Libreria delle Donne non è nato improvvisamente, ma è piuttosto il frutto di un lungo percorso che abbiamo fatto insieme. Un percorso che è iniziato, tra noi, interessandoci a ciò che era stato ed è il pensiero delle donne, per poi proseguire aprendoci a ciò che questo pensiero aveva creato nelle donne, in tutta Italia. Abbiamo iniziato a partecipare a incontri legati al mondo politico e culturale femminile, accorgendoci sempre più di come questo mondo fosse stato in grado di creare dei luoghi in cui l’atmosfera che si respirava era assolutamente unica e speciale. I “luoghi delle donne” sono l’antitesi dei “non luoghi” di cui parla Augé. Sono anzi “più luoghi” degli altri: in essi la relazione tra le persone è il centro e il motore del loro costituirsi e svilupparsi. Qui la politica è immediatamente pratica concreta, e il pensiero un pensiero di vita. Il nostro desiderio è quindi nato da qui, dal desiderio di ricreare anche noi, nella nostra città, un luogo simile.

  • Pensare di aprire una Libreria delle donne, oltre a significare un lavoro per ciascuna di voi, ha un senso storico e politico preciso. Quanto ha contato la vostra pratica femminista in una decisione simile?

 

La pratica femminista è stata l’origine del nostro desiderio di aprire una Libreria. Questa origine si è poi intersecata con le nostre vite concrete, con il fatto che il lavoro che facciamo o il lavoro che non abbiamo, abbia avuto ed abbia delle ripercussioni molto pesanti sulle nostre vite. Il femminismo ci ha insegnato che bisogna partire da sé, bisogna fare della propria vita il campo di prova delle proprie pratiche politiche, con il rischio che ciò comporta, ma anche con tutto l’amore e con la passione che una simile scelta significa. Il femminismo non è solo il presupposto della nostra scelta di aprire una libreria delle donne, ma anche la sua “conseguenza”. Vorremmo cioè diffondere le pratiche che abbiamo imparato anche alle donne e gli uomini che non le conoscono: a noi hanno dato tantissimo. Vorremmo che tutte e tutti potessero conoscere il pensiero delle donne e fare esperienza delle sue pratiche. Il femminismo si colloca quindi, insieme, prima e dopo la nostra scelta.

 

Dalla campagna di crowdfunding, ovvero di raccolta collaborativa di fondi, abbiamo avuto e continuiamo ad avere numerosi riscontri positivi. Tutto il sostegno concreto, insieme economico e affettivo, che riceviamo ci conferma che il pensiero delle donne si riversa davvero in pratiche di relazione che affondano le loro radici in terreni altri rispetto a quelli della politica e della cultura dominanti. Tutto l’aiuto che ci è stato donato in questo periodo ci dà un’enorme forza: sappiamo che la strada è difficile e l’impresa in sé rischiosa, ma sappiamo anche di non essere sole. Il nostro progetto è di tutte le donne e gli uomini che vi partecipano attivamente con il proprio sostegno. La sua forza sta nelle relazioni, forza che quindi si moltiplica e non si esaurisce.

  • Come immaginate la vostra libreria e quali sarebbero le prime iniziative che vi piacerebbe proporre a lettrici e lettori?

 

Immaginiamo la Libreria come un luogo di tutte e tutti, un luogo accogliente, uno spazio di incontro e di confronto, ricco di cultura ma anche di allegria e gioia, perché leggere è piacevole e divertente. Sarà un luogo dove conservare e trasmettere la cultura e il sapere prezioso delle donne. Le iniziative vorremmo proporre saranno legate alla valorizzazione di questi aspetti e insieme rifletteranno anche il nostro desiderio di costruire uno spazio di relazioni sociali, relazioni di vita e buone pratiche che possano migliorare la qualità sociale di vita delle cittadine e dei cittadini di Padova. La libreria sarà quindi molto più che uno spazio di commercio di libri, sarà un luogo in cui conoscere, incontrarsi, tessere relazioni e creare circuiti virtuosi di amicizia.

La raccolta di fondi è in corso e l’obiettivo da raggiungere ancora lontano. Sarebbe un bel regalo per il 2015 stare accanto a Chiara, Ilaria e Laura, magari aiutandole con un gesto concreto per far nascere la Libreria delle donne di Padova.

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il progetto si può seguire anche su  fb e twitter

 

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