Odissea di femminismo e amori

odisseaBologna, terzo millennio, un giro di donne interessanti e vivaci. Attorno a Marina, una personaggia indimenticabile, simpatica e insopportabile, ruotano un mondo di amiche impegnate nei femminismi, occupate in mille faccende e affetti, lesbiche ed eterosessuali, di età diverse. L’Odissea qui narrata mirabilmente da Cristina Zanetti (sottotitolo: Cronache di incoscienza e vita estrema) è la loro, quella dell’epica e indomita squadra di amiche che si organizza intorno a Marina, napoletana da decenni trasferitasi a Bologna, quando le viene diagnosticato un cancro. “Non era possibile. Lei era indistruttibile, era la natura allo stato brado, la gioia di vivere in persona, non poteva capitarle un guaio del genere. E noi cosa avremmo dovuto aspettarci? La nostra intera vita d’impegno, una dannata direzione da seguire insieme nonostante le incomprensioni e le zuffe, tutto improvvisamente appeso a un filo. Dopo quelle sfacchinate, dopo il generoso sacrificio dei nostri anni migliori, non avremmo almeno meritato una salute di ferro, una specie di incolumità fisica per sopportare altre delusioni, altri fallimenti e forse esultare per qualche piccola vittoria che il futuro ci riservava?”.

Con queste parole e un tono che mantiene la lievità dell’ironia anche nella tragedia, l’io narrante, che di Marina è stata per anni compagna innamoratissima, racconta dunque l’Odissea della malata e i pensieri e la vita di amiche e parenti. Ma ci parla anche della propria nuova compagna, Virginia, medica e madre di due figli, alle prese coll’ingombrante passato amoroso della partner che di sicuro subisce ancora il fascino di Marina. E della propria sorella Gioia che vuole adottare un bambino e va ad un certo punto a prenderselo in Congo col marito. E delle cene luculliane che Marina, insieme alle amiche e alla nuova compagna organizza a casa propria ogni volta che esce dall’ospedale oppure cocnclude un ciclo di chemio e si sente meglio. Mensa salvifica e gioiosa che rende indimenticabile il Natale 2004 quando pulsa la speranza che l’amata, geniale, umorale Marina possa ancora guarire.

Un romanzo corale, una cronaca tragicomica e travolgente di vita e di morte, dove la protagonista trova modo di parlarci anche della tremenda madre non rimpianta e del proprio inarrestabile padre vedovo, che diventa vittima consenziente della rapace badante Ruxandra. La vita quotidiana fa infatti irruzione mentre la squadra di donne combatte il cancro come se fosse ormai malattia di tutte. E i ricordi incalzano, per anni molte di loro hanno portato avanti, dopo averlo creato, Immaginaria, Festival del cinema delle donne con Marina leader, ovviamente. Generosa e intrattabile, lei dà ordini e affronta la sua prova, forte delle tante presenze intorno a sé e dell’ironia che sa mettere in campo insieme alle sue ex compagne di lotta, ora trasformatesi in amorose infermiere.

Sempre in gruppo andranno in vacanza a Cervia, di modo che Marina resti vicina a medici e ospedali. Lì proseguiranno le loro cene mirabolanti, i discorsi, la visione di film, le risse, i momenti di speranza e quelli di tristezza.

Non svelerò il finale, che è decisamente spiazzante, ma inquadro in breve Cristina Zanetti (Bologna, classe 1953, socia della Sil), cantautrice e chitarrista, regista di cortometraggi, che oggi si dedica alla scrittura, ma che nel 1993 ha fondato, insieme a Marina Genovese, “IMMAGINARIA. Festival Internazionale del Cinema delle Donne…” (www.immaginaria.org), per 12 edizioni a Bologna e che prosegue ora con una formula itinerante.

Pare dunque evidente che Odissea è anche, in buona parte, autobiografico, come del resto lo era il suo primo, riuscito libro, Stop Movie. L’ingrato compito di vivere al passato. Romanzo del 2009 che parte dalla morte della madre (per lei la fine di un incubo) per poi seguire la protagonista finalmente libera dai legami familiari alla ricerca della propria identità lesbica. Stop movie, che avverte Cristina nel suo blog, è “liberamente ispirato a una storia vera”, parla poi di una donna che le stravolge, nel bene e nel male, la vita (Marina?). Anche nelle prove più ardue, Zanetti non dimentica mai la propria dichiarazione: “L’ironia è necessaria per convivere con le grandi emozioni”. Ironia di cui le siamo grate.

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Odissea. Cronache di incoscienza e vita estrema, Cicero, Venezia, 2004

Stop Movie. L’ingrato compito di vivere al passato, Cicero, Venezia 2009 (www.stopmovie.it).

Leggi anche Pina Mandolfo, Odissea di gruppo

Festival Internazionale del Cinema Lesbico Immaginaria (www.immaginaria.org) di Bologna.

Il suo blog www.geysir.it (www.geysir.it) è uno spazio dedicato alla produzione artistica delle donne in letteratura, musica, arti visive, dove segnala i contenuti misogini di certo tipo di comunicazione mediatica.

Per ordinare i due romanzi: info@ciceroeditore.com

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