Colonialismo italiano, diaspora e identità culturale attraverso le narrazioni delle donne

Il prossimo 14 aprile 2015 il Centro Donna Lilith dedicherà una mattina di studi al tema “Colonialismo italiano, diaspora e identità culturale attraverso le narrazioni delle donne” con il coinvolgimento e gli interventi delle/gli studenti del quinto anno dei licei scientifici “G.B. Grassi” e “Ettore Majorana” e del liceo “A. Manzoni” di Latina.
Saranno guide attraverso il percorso di questo tema le scrittrici Igiaba Scego e Gabriella Kuruvilla, la regista Pina Mandolfo e il fotografo Rino Bianchi.
Nel corso dell’incontro, partendo da un punto di vista femminile, si rifletterà sulle migrazioni, sul passato coloniale italiano e i suoi legami/rimozioni con il presente, e sulle non facili condizioni di vita in Italia delle persone che hanno la “fortuna” di essere portatrici di più culture.
Con il docufilm di Pina Mandolfo e Maria Grazia Lo Cicero “Orizzonti mediterranei. Storie di migrazioni e di violenze” entreremo a contatto con il calvario di chi fugge da luoghi di povertà e di guerra, luoghi in cui la violazione dei diritti umani è la norma. Il film contiene interviste e immagini di repertorio con cui le registe hanno “voluto dare voce agli ultimi del mondo. Uomini e donne, per i quali e per le quali le parole ‘diritti umani’ e ‘cittadinanza’ perdono di significato”. Le autrici ci raccontano le speranze di queste persone, “il legame reciso con le loro terre e con gli affetti, le violenze subite dalle donne, le indicibili sofferenze dei lunghi viaggi, che vedono l’ultimo lembo di Europa come una terra promessa”.
Con Igiaba Scego e le sue opere parleremo della grande Storia attraverso le storie individuali di cui essa è fatta. Con “Oltre Babilonia” passando per la Roma multietnica di oggi, luogo dell’approdo di tutte le protagoniste del romanzo, ci inoltreremo nelle storie intrecciate di personaggi, linguaggi, racconti, epoche, e paesi diversi. Con esse attraverseremo la Storia della Somalia degli ultimi anni dell’epoca coloniale e dell’indipendenza e la Storia della Buenos Aires dei desaparecidos degli anni settanta. Questo “vasto romanzo intensamente politico e intensamente carnale” e in modo più puntuale “Roma negata” saranno il punto di partenza per parlare dell’esperienza coloniale italiana e della necessità di non dimenticare.
Con Gabriella Kuruvilla e “E’ la vita, dolcezza” ci inoltreremo nella difficile ricerca di una propria identità, nella condizione di incertezza, precarietà e spaesamento tipici non solo di chi si trova a vivere in bilico fra due mondi e due culture diversi, ma anche della nostra società. In “Milano, fin qui tutto bene” Kuruvilla ci racconta con ironia di quel multiculturalismo che invece di essere segno di ricchezza, per le/gli immigrate/i (non solo straniere/i) in Italia è causa di serie difficoltà.
L’Italia pare non voglia rendersi conto che siamo/siamo stati/e tutti/e migranti, che viaggiare è insito nella natura umana e che quando ci si trova a vivere in condizioni di gravi disagi, il desiderio di andare alla ricerca di luoghi ove sentirsi al sicuro o alla ricerca di qualità di vita migliori ci spinge addirittura a intraprendere viaggi che ci fanno abbandonare anche gli affetti e possono metterci al rischio di perdere la vita.

Gabriella Kuruvilla
Gabriella Kuruvilla (giornalista, scrittrice, pittrice, architetta) di padre indiano, del Kerala, e madre italiana, vive e lavora a Milano. Ha collaborato con vari quotidiani e riviste, tra cui “Il Corriere della Sera”, “Max”, “Anna”, “Marie Claire” e “D di Repubblica”

Bibliografia
Media chiara e noccioline, Roma, DeriveApprodi, 2001
nell’antologia ‘Pecore Nere’ 200
E’ la vita, dolcezza, Milano, Baldini&Castoldi Dalai, 2008.
Questa non è una baby sitter, Terre di mezzo, Milano, 2010
Milano, fin qui tutto bene, Laterza, Milano, 2012

Pina Mandolfo
Pina Mandolfo è operatrice culturale e organizzatrice di eventi negli ambiti dell’immagine e della scrittura.
È socia fondatrice della Società Italiana delle Letterate.

Bibliografia
Desiderio (La Tartaruga Baldini&Castoldi, Milano, 1995), edito in Germania e Svizzera (Das Begehren, Piper, Monaco, 1996);
Una necessità chiamata famiglia (Leggendaria, maggio 2001);
Racconto di fine anno (in Principesse azzurre, Mondadori, 2004).
Il sud delle donne, le donne del sud (in Cartografie dell’Immaginario, Sossella, Roma, 2000);
La felicità delle narrazioni (in Lingua bene comune, Città aperta, 2006);

Videografia
Viola di mare (2009, vincitore del NICE festival);  soggetto e co-sceneggiatrice
Le Governanti.
Con Maria Grazia Lo Cicero ha firmato la sceneggiatura e la regia dei corto/lungometraggi:
Carpe Diem (Finanziato dalla Provincia regionale di Palermo, 2005);
Silenzi e Bugie (finanziato con i Fondi Strutturali della Comunità europea, 2006 e vincitore del Sottodiciotto Film Festival di Torino e della targa CIAS);
Correva l’anno (2008);
Donne, sud, mafia: videolettera dalla Sicilia (Obn film produzione) documentario;
Orizzonti mediterranei. Storie di migrazioni e di violenza” documentario.

Igiaba Scego.
Igiaba Scego è nata in Italia da famiglia di origini somale, si occupa di scrittura, giornalismo e di ricerca incentrata sul dialogo tra culture e la dimensione della transculturalità e della migrazione.
Collabora con molte riviste che si occupano di migrazioni e di culture e letterature africane tra cui «Latinoamerica», «Carta», «El Ghibli», «Migra» e con alcuni quotidiani come «la Repubblica», «il manifesto», «L’Unità» e «Internazionale».

Bibliografia
La nomade che amava Alfred Hitchcock Roma, edizioni Sinnos, 2003.
Rhoda, Sinnos, 2004.
Pecore nere. Racconti insieme a Gabriela Kuruvilla, Laila Wadia e Ingy Mubiayi, Roma, Edizioni Laterza, 2005.
Amori Bicolori. Racconti, Roma, edizioni Laterza, 2007.
Quando nasci è una roulette. Giovani figli di migranti si raccontano, edizioni Terre di Mezzo, 2007.
Oltre BabiloniaDonzelli, 2008.
L’albero in Nessuna PietàSalani, 2009.
La mia casa è dove sonoRizzoli, 2010. Libro autobiografico che descrive una famiglia dispersa tra SomaliaGran Bretagna e Italia.Roma negata – Rino Bianchi, Igiaba Scego – Editore Ediesse

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La Società Italiana delle Letterate (SIL), fondata nel 1995, è costituita da circa duecento scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni. Siamo tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate ci consideriamo innanzi tutto lettrici.

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