Mary e Castruccio, un discorso sull'amore e sulla guerra

Mary Shelley desta finalmente molta curiosità, tanto che vengono ora proposte per la prima volta in italiano, da L’orma editore, alcune sue lettere all’amato e agli amici, I miei sogni mi appartengono (traduzione e note di Marco Federici Solari). Geniale, volitiva e poco preoccupata di dare scandalo, la scrittrice già nel 1815 scrive appassionata a Percy Shelley che non vuole staccarsi da lui nemmeno un giorno e infatti lo seguirà, anche se sposato, in giro per l’Europa. Una vita privata contro corrente per una donna che leggeva in italiano, latino, francese, libertaria in politica e straordinaria innovatrice, qualunque fosse il genere letterario affrontato. Se infatti il suo Frankenstein cambiò il nostro immaginario collettivo dando vita al primo umanoide non nato da donna ma dagli esperimenti di uno scienziato, nuove idee Mary immise anche nella creazione del suo lungo romanzo storico Valperga, pur ispirandosi al maestro Walter Scott, sulle cui ginocchia lei, peraltro, giocava fin da piccola.

Lo si capisce leggendo Valperga, vita e avventure di Castruccio, Principe di Lucca (si trova in molte biblioteche per fortuna) cui quest’anno Carla Sanguineti, presidente dell’associazione Amiche e amici di Mary Shelley, dedica un’altra tappa dei percorsi shelleyani che lo scorso anno si sono dipanati tra Genova, Lerici e Viareggio. Il 3 settembre, sempre con la collaborazione della Società delle letterate e di molte istituzioni, si andrà infatti, con studiosi e teatranti, per le vie medievali di Bolano, sopra La Spezia, dove il 20 ottobre 1314 entrò vittorioso Castruccio degli Antelminelli che dal castello del borgo poteva dominare la Lunigiana, dai confini col genovesato a quelli della lucchesia e del pisano.

Ma perché Mary ha dedicato a Castruccio e alle sue gesta un romanzo di 600 pagine? Dopo molti studi sulle fonti italiane ed europee, Mary lo scrisse tra il 1817 e il 1823, proponendo la figura di Castruccio Castracani come emblema del potere patriarcale in una società divisa in guerre civili tra Guelfi e Ghibellini: la sua promessa sposa Eutanasia, che governa su Valperga è invece l’emblema del buon governo, basato sulla pace e la giustizia.

Proprio le scelte di guerra di Castruccio, coinvolto nelle lotte tra papato e Impero suo malgrado, inducono Eutanasia, che pure lo ama ancora, a rifiutare il matrimonio con lui e a trovare amicizia e complicità nell’altra protagonista del romanzo, l’eretica Beatrice, figlia di Guglielma, la fondatrice, insieme a Maifreda, dell’eresia femminile più significativa del Medio Evo e di cui Luisa Muraro ha riproposto le figure nel suo celebre saggio del 1986.

Le grandi descrizioni di battaglie e di costumi, o di avvenimenti tragici come la cacciata dei Ghibellini da Lucca o lo svolgimento di un’ordalia con la prova del fuoco a Ferrara, sono affreschi propri del romanzo storico, ma Mary, che non riuscì a portare a termine il suo progetto di scrittura di una storia delle donne cui dedicò tanti studi, qui rovescia il ruolo delle figure femminili facendone le protagoniste assolute.

Tra le scrittrici a lei contemporanee in Inghilterra già alcune avevano affrontato il tema della guerra e della violenza ascrivendoli al potere patriarcale. E tuttavia Mary compie un ulteriore passo in avanti inventando una personaggia che non segue il proprio uomo nella sventura e nelle sciagure da lui stesso determinate.

Eutanasia, infatti, e credo sia la prima a farlo nella storia della letteratura, rinuncia a Castruccio considerando il rifiuto della guerra più importante dei suoi stessi desideri. Ma Eutanasia è personaggia complessa e sfaccettata quanto Castruccio e a un certo punto si sente costretta a organizzare la difesa del proprio castello di Valperga. Entra così anche lei nella logica delle armi: la figura sua e quella di Castruccio, le loro stesse parole cominciano ad assomigliarsi.

Sarà tragica la sua fine: mandata in esilio dal vincitore Castruccio, che la ama e ancora piange sul loro destino segnato dalle ferree leggi della storia, muore nel naufragio della nave che la trasporta.

L’altra protagonista è Beatrice, innamorata di Castruccio fino a quando scopre che lui ama sempre Eutanasia: Mary Shelley aveva letto il Muratori e si era appassionata alla storia delle due eretiche medievali, al punto da immaginare che la figlia di Maifreda, affidata dalla madre a un frate prima del rogo, sopravviva a Ferrara senza sapere delle sue origini e là diventi una profetessa molto seguita. Perseguitata a sua volta dall’Inquisizione, Beatrice esce vincitrice dalla prova del fuoco e trionfa tra le acclamazioni dei ferraresi. Ma l’amore per Castruccio la perderà.

Come la Corinne di Madame de Stael, uscito nel 1807 e da Mary letto tre volte, solo un amore infelice per un uomo che si rivela indegno fa precipitare una donna come la poetessa Corinne o la profetessa Beatrice, nella malattia e nella follia.

L’abbraccio delle due donne sconfitte da Castruccio, Eutanasia e Beatrice, è comunque l’immagine che precede la fine del romanzo e il naufragio.

***

Nel tentativo di decifrare meglio il nucleo sentimentale e fantastico che ha originato l’interesse di Mary Shelley per Castruccio, il percorso di Bolano inizia con un convegno a cui partecipano i due curatori e traduttori di Valperga, Keir Elam e Lilla Maria Crisafulli del Centro Interuniversitario per lo Studio del Romanticismo dell’Università di Bologna, lo storico Franco Bonatti dell’Accademia Capellini della Spezia e la scrittrice e studiosa Carla Sanguineti.

Dopo il Convegno verrà proiettato Come un incantesimo, passeggiata letteraria nel Golfo dei Poeti lungo le tracce di Mary e Percy Shelley a cura di Pina Mandolfo e Maria Grazia Lo Cicero, il video che è uno dei contributi della Società Italiana delle letterate ai Percorsi Shelleyani del 2014 a Genova, Lerici e Viareggio. Alla sera, tra gli spalti e la piazza del Castello, una rappresentazione teatrale delle storie del romanzo con la regia di Maria Grazia Chilosi.

La giornata del 3 settembre a Bolano inizia alle 16,30 Oratorio del Comune di Bolano, che ne cura la realizzazione insieme con l’Associazione Amiche e amici di Mary Shelley, la Società Italiana delle Letterate e la Compagnia Teatrale “La Corte”.

Mary Shelley, I miei sogni mi appartengono, 2015, pagine 60, 5 euro, traduzione e note di Marco Federici Solari, L’Orma editore

Mary Shelley, Valperga, vita e avventure di Castruccio, Principe di Lucca Oscar Mondadori, 2007. Traduzione, introduzione e note di Lilla Crisafulli e Keir Elam.

Luisa Muraro, Guglielma e Maifreda. Storia di un’eresia femminista, 1986, La Tartaruga. Seconda edizione 2003. Oggi in pdf a cura della Libreria delle donne di Milano.

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