Cuento de aguas para voces y orquesta

Cuento de aguas para voces y orquesta, spettacolo che intreccia, o meglio “meticcia”, nello spirito della manifestazione, teatro e musica, lingua italiana e spagnola, arte e cultura italiane e cubane, è il risultato di un lungo e avventuroso percorso di residenza creativa a Cuba della compagnia Metec Alegre, durato cinque anni, sul tema “utopie perdute, utopie sognate” (parafrasando Leonardo Padura Fuentes scrittore cubano), il progetto ha coinvolto attori, musicisti, tecnici italiani e cubani nella costruzione di un fruttuoso dialogo interculturale. La struttura drammaturgica dello spettacolo nasce da un processo di creazione collettiva che ha coinvolto la regista napoletana Alina Narciso, i musicisti cubani Walfrido Dominguez, Sandra De Aguero Quesada e Ivan Ariel Sanchez e il musicista napoletano Valerio Virzo. Utilizzando le tradizioni del “magico” presenti nelle città di Napoli e Santiago come ponte culturale, il tema del viaggio per mare e del viaggio della speranza come metafora su cui far lievitare la grande domanda sull’utopia, è stata elaborata una drammaturgia fiabesca vicina a quella del “cunto napoletano” e del “patakin cubano”.
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