Dell’ambivalenza. Dinamiche della narrazione in Elena Ferrante, Julie Otsuka e Goliarda Sapienza

Dell’ambivalenza. Dinamiche della narrazione in Elena Ferrante, Julie Otsuka e Goliarda Sapienza, a cura di Anna Maria Crispino e Marina Vitale (Iacobelli editore)

con saggi di Paola Bono | Roberta Mazzanti | Serena Guarracino | Monica Luongo | Nadia Setti | Lidia Curti | Francesca Maffioli | Laura Marzi | Ambra Pirri | Antonia Anna Ferrante | Cristina Giudice | Marta Cariello | Sylvia De Fanti

“Partendo dall’analisi di alcuni testi di Elena Ferrante, Goliarda Sapienza e Julie Otzuka, i saggi contenuti in questo volume mettono in luce la molteplicità interiore e la spesso irrisolta relazione con la propria fisicità e i suoi meccanismi di piacere e dolore, desiderio e ripulsa. Così, nell’imperioso imporsi narcisistico dell’io, si gioca l’ambivalenza femminile nei confronti del corpo e della sessualità in tutte le sue varianti agite o fantasticate (eterosessuali, omosessuali, queer). L’ambivalenza insomma è ciò che consente di tenere insieme le parti diverse e a volte conflittuali del proprio sé nel faticoso processo del divenire: una certa letteratura sta cercando le parole per dirlo”.

*”L’ambivalenza, un tempo forse meno riconosciuta, riconoscibile e confessabile come dinamica sottesa alla «irrazionalità» e «incongruenza» che il giudizio maschile imputava – e spesso tuttora imputa – ai comportamenti femminili considerati privi di «ragionevolezza», ha perso la sua connotazione di «duplicità bugiarda» per assumere le connotazioni di un sentire che sembra governare in modo particolare le relazioni tra donne, nella sfera privata e in quella sociale e politica. L’ambivalenza, fuori dal suo ambito psico(pato)logico, ci appare sempre più come ciò che consente di tenere insieme le parti diverse e a volte conflittuali del proprio sé. È nel rapporto tra l’Io e il mondo che, più in generale, il riconoscimento e l’accettazione del nostro essere ambivalenti ci obbliga a una riformulazione della categoria di «soggetto», alla sua scomposizione e al suo scardinamento”. Continua a leggere l’anticipazione dell’introduzione a cura di Anna Maria Crispino e Marina Vitale pubblicata per il manifesto, il 28 giugno 2016

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