Lo spazio femminile nel teatro della democrazia

Martedì 13 Febbraio dalle 17 alle 20.30 nella Sala Squarzina del Teatro Argentina a Roma un incontro sullo spazio femminile nel teatro della democrazia, a cura di Marina Inversi (Alfabeti Comuni).

Dalle leggi di Atene a oggi, lo spazio femminile del pensare, agire e sue rappresentazioni, è stato condizionato dalle scritture e loro linguaggi ove il genere è stato confinato, imprigionato, o ingabbiato. Strettoie da cui piano piano il soggetto,
grazie al tantissimo impegno di scrittrici (quasi assenti le drammaturghe) e saggiste dimostrano altre riconoscibilità. La parola a teatro è parola politica, spazio e forma di democrazia, spazio che fu negato alle donne come l’istruzione pubblica, il voto fino a tempi recentissimi e molto altro anche in piena rivoluzione femminista.

Rinominare il femminile per reinterrogarci sull’identità: soggetto, suo azzeramento, e riscritture. Come rispettare o amare la soggettività se la escludiamo? Perché la diversità costruisce società? Perché il genere, le sue differenze e le diverse visioni potrebbero divenire possibilità di cambiamento?
L’attualità ci chiede anche di riformulare il concetto di materno: perché? Le filosofe contemporanee, Camus, Morante, Zambrano, Kane… il teatro come spazio politico e spazio di rappresentazione della drammaturgia dalle “porte aperte” o chiuse o decisamente ostinate.

 

Intervengono: Francesca Brezzi, Francesca Maffioli e Laura Marzi, Pier Paolo Fiorini, Marina Inversi, Giorgio Patrizi, Alessandra Pigliaru, Siriana Sgavicchia, Valentina Valentini.

 

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