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	<title>SIL - Società Italiana delle Letterate</title>
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	<description>duecento  scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali</description>
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		<title>Call for articles &#8211; Il corpo delle donne, l’aborto, i diritti riproduttivi. Bilanci e prospettive</title>
		<link>http://www.societadelleletterate.it/2013/05/call-for-articles-il-corpo-delle-donne-laborto-i-diritti-riproduttivi-bilanci-e-prospettive/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=call-for-articles-il-corpo-delle-donne-laborto-i-diritti-riproduttivi-bilanci-e-prospettive</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Segnaliamo l’apertura della <em>call for articles</em> per il quinto numero di <em>AG-About Gender Rivista Internazionale di Studi di Genere</em></strong>, curato da Alisa del Re e Lorenza Perini. Gli articoli devono essere inviati entro il <strong>30 settembre 2013.</strong>

<strong>
</strong> <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/call-for-articles-il-corpo-delle-donne-laborto-i-diritti-riproduttivi-bilanci-e-prospettive/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnaliamo l’apertura della <em>call for articles</em> per il quinto numero di <em>AG-About Gender Rivista Internazionale di Studi di Genere</em> (ISSN: 2279-5057), dal titolo<strong> Il corpo delle donne, l’aborto, i diritti riproduttivi. Bilanci e prospettive.</strong></p>
<p>Questo numero della rivista, curato da Alisa del Re Università degli Studi di Padova) e Lorenza Perini (Università degli studi di Padova), si propone di stimolare un dibattito sul tema delle scelte di interruzione di gravidanza che le donne compiono in Europa, così come nelle Americhe e in altre parti del mondo.</p>
<p>Il bando è rivolto a contributi teorici o di ricerca empirica che afferiscono a diverse discipline delle scienze sociali: dal diritto all’economia, dalla sociologia alla filosofia politica, dall’antropologia culturale alla geografia di genere. Gli articoli possono essere sottoposti alla rivista in lingua italiana o in lingua inglese, e devono essere inviati entro il <strong>30 settembre 2013</strong>. Per sottoporre gli articoli è necessario <a href="http://www.aboutgender.unige.it/ojs/index.php/generis/user/register" target="_blank">registrarsi</a>.</p>
<p>Segue il bando, disponibile anche al link: <a href="http://www.aboutgender.unige.it/ojs/index.php/generis" target="_blank">http://www.aboutgender.unige.<wbr>it/ojs/index.php/generis</wbr></a></p>
<p>Call for articles</p>
<p><strong>Il corpo delle donne, l’aborto, i diritti riproduttivi. Bilanci e prospettive.</strong></p>
<p><strong>Curatrici</strong>: Alisa Del Re (Università degli Studi di Padova), Lorenza Perini (Università degli studi di Padova)</p>
<p>Con la nostra proposta di ricerca vogliamo sollecitare un dibattito sul tema delle scelte di interruzione di gravidanza che le donne compiono in Europa, così come nelle Americhe e in altre parti del mondo. Le traiettorie e le strategie che derivano da tali scelte sono fortemente condizionate dal modo in cui gli ordinamenti giuridici e le leggi si rapportano all’aborto, dalle visioni ideologiche e morali sottostanti, dalle criticità e limitazioni nell’applicazione delle leggi, dai significati che il corpo delle donne assume nelle culture di genere che caratterizzano i contesti sociali e comunitari in cui esse vivono. Nei contesti nazionali in cui le richieste di depenalizzare l’aborto e garantirne un accesso senza ostacoli né discriminazioni sono più sentite, accade che correnti religiose fondamentaliste e forze di stampo conservatore si adoperino per contrastare il diritto delle donne di scegliere. Da questo punto di vista, la focalizzazione sull’aborto si collega ai temi più generali dei diritti riproduttivi e della libertà delle donne di disporre del proprio corpo. Rispetto a tali tematiche, l’aborto è certamente una cartina di tornasole per verificare lo stato attuale della cittadinanza delle donne nel mondo. Tuttavia, il numero monografico è aperto anche a contributi che discutano i diritti riproduttivi e la libertà femminile dell’uso del proprio corpo privilegiando altri oggetti di ricerca, quali l’inseminazione artificiale, le politiche di sterilizzazione, l’accesso ai metodi contraccettivi.</p>
<p>Gli aspetti su cui il numero monografico intende concentrarsi sono i seguenti:</p>
<p>1. Dove l’aborto è permesso, almeno a certe condizioni: il caso italiano e non solo</p>
<p>Le nostre osservazioni partono dal caso italiano, che vede una messa in discussione giornaliera della legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza dal 1978. Un aumento massiccio della presenza sul territorio e nelle istituzioni di movimenti conservatori, per lo più di matrice cattolica – come il Movimento per la vita che ha lavorato a fondo sull&#8217;obiezione di coscienza per ottenere una larga adesione da parte dei medici – ha avuto negli ultimi anni l’effetto di diminuire progressivamente, e in maniera sempre più netta, le prerogative della legge, fino a renderla in alcuni casi e in alcune aree del Paese addirittura inapplicabile. Due recenti convegni – il primo del movimento “Usciamo dal silenzio” e il secondo organizzato dall’associazione dei medici non obiettori – hanno rilanciato il tema della piena applicazione della legge, proponendo un manifesto e una raccolta firme a sostegno della 194 e una riflessione su una possibile riforma dell’obiezione di coscienza in materia. E’ il segno che – almeno in Italia, ma certamente non solo qui – ci sia necessità di riflettere sulla regolazione giuridica del fenomeno dell’IVG e sugli eventuali limiti nell’applicazione delle leggi. Ci chiediamo: quali sono le limitazioni, sul piano normativo, politico, socio-culturale, che ostacolano l’accesso delle donne all’interruzione volontaria della gravidanza? In quali paesi e in quali situazioni il dibattito pubblico e le istituzioni stanno portando verso una ridefinizione in senso limitativo di un diritto che si pensava ormai acquisito? Come reagiscono i movimenti delle donne a tali <em>minacce</em>? Quali sono gli elementi che invece potrebbero favorire una maggiore qualità del rapporto tra donne e le (loro) scelte di procreazione?</p>
<p>2. Dove l’aborto è vietato.</p>
<p>Vi sono paesi in cui l’aborto è espressamente vietato (di solito mediante la previsione di sanzioni penali) e dove le pratiche clandestine di interruzione della gravidanza minacciano seriamente la salute delle donne, causandone talvolta la morte (in Africa, in America Latina, ma anche in alcuni paesi europei). Spesso la volontà delle donne di scegliere se avere o no dei figli si scontra con la volontà delle Chiese, con le ideologie tradizionali ed i sistemi patriarcali che di fatto ne controllano i corpi. Ad aggravare ancora di più la loro condizione di subordinazione, sul piano internazionale organismi come l’AID o IPPF propongono politiche di sterilizzazione forzata per la regolazione delle nascite. D’altro canto, stando alle convenzioni internazionali, i governi hanno l’obbligo di garantire alti standard di tutela della salute, di non attuare discriminazioni e di garantire ad ogni persona di non dover subire trattamenti inumani e degradanti. Su questi aspetti, le domande che ci poniamo sono: quali sono gli effetti della penalizzazione dell’aborto sulla salute delle donne? Quali sono le pratiche di interruzione di gravidanza che le donne comunque agiscono? Qual è il livello del dibattito pubblico su questi temi? Quali sono i soggetti che si battono per la depenalizzazione dell’aborto, e quali argomenti e azioni mettono in campo?</p>
<p>In sintesi, considerando la focalizzazione sul tema dell’aborto ma anche il tema più generale dei diritti riproduttivi, ai contributi di ricerca chiediamo di toccare uno o più dei seguenti punti:</p>
<p>1) Mappatura del mondo rispetto a leggi, effettività e costumi relativi all’interruzione di gravidanza: casi di studio/regolazioni/processi sociali sui diritti delle donne di avere o no dei figli.</p>
<p>2) Le lotte e le resistenze delle donne su questo terreno, le proposte, la giurisprudenza, gli interventi legislativi limitativi di diritti pre-esistenti, oppure legalizzanti diritti precedentemente negati.<s> </s></p>
<p>3) Politiche di pianificazione familiare attraverso sterilizzazioni forzate, divieto di aborto, aborti selettivi, limiti all’inseminazione artificiale.</p>
<p>Gli approcci disciplinari interessati a questo campo di ricerca sono molteplici. Saranno particolarmente benvenuti i contributi provenienti dai seguenti ambiti di studio: giuridico, filosofico, storico, politologico e delle scienze sociali.</p>
<p>I contributi dovranno essere della lunghezza minima di 6000 parole e redatti in una delle due lingue in cui viene pubblicata la rivista (italiano e inglese), si vedano a questo proposito le linee giuda della Rivista.</p>
<p>I contributi dovranno essere inviati entro il <strong>30 settembre 2013. Per sottoporre gli articoli è necessario <a href="http://www.aboutgender.unige.it/ojs/index.php/generis/user/register" target="_blank">registrarsi</a>.<br />
</strong></p>
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		<title>La lunga vita letteraria di Dacia Maraini</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 10:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Socie onorarie]]></category>
		<category><![CDATA[Dacia MAraini]]></category>
		<category><![CDATA[socie onorarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la motivazione per la proclamazione di Dacia Maraini socia onoraria SIL, scritta da <a title="Mazzanti Roberta" href="http://www.societadelleletterate.it/2012/06/mazzanti-roberta/">Roberta Mazzanti</a>. <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/la-lunga-vita-letteraria-di-dacia-maraini/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sobrietà e ardimento, delicatezza di tocco e coraggio di calarsi nel buio del mondo, dei corpi e dei sentimenti; accuratezza realistica e ricchezza fantastica; forza polemica contro i soprusi e amorosa solidarietà verso le creature miti; curiosità priva di compiaciuti esotismi nell’esplorare mondi lontani e passione mai spenta nel rivisitare quelli più prossimi e familiari… in quest’armoniosa compresenza di qualità diverse e dimensioni solo apparentemente inconciliabili, sta l’originalità della lunga e fertilissima carriera letteraria di Dacia Maraini.<br />
Nel problematico ma vitale intreccio familiare di legami e di assenze, Dacia apprende l’anticonformismo, il senso della giustizia e l’amore verso le arti nel loro insieme, in primo luogo verso l’arte della parola e le potenzialità fantastiche dei racconti, assorbite fin dalla precoce e durissima esperienza di prigionia in un campo di concentramento giapponese. Tre anni, dal 1943 al 1946, in cui il padre Fosco, la madre Topazia Alliata e Dacia bambina con le sorelline Yuki e Toni patiscono fame e crudeltà come punizione collettiva per l’antifascismo dei due giovani genitori, lì rinchiusi con altri italiani che non avevano accettato di aderire alla Repubblica di Salò. Le fiabe materne e le narrazioni di un padre “dalla testa luminosa e pensante, piena di memorie e di conoscenze straordinarie”, aiutano la figlia a “dimenticare la fame e la paura”.<br />
Scrittrice di romanzi e racconti, autrice e regista di testi teatrali, saggista e poetessa, viaggiatrice fin dai primi anni di vita, impegnata femminista e polemista, Maraini si mette precocemente in luce nell’ambiente letterario romano con alcuni racconti e collaborazioni in riviste quali “Paragone”, “Nuovi Argomenti”, “Il Mondo”. Nei primi anni Sessanta esordisce con i romanzi <em>La vacanza</em> (1962), <em>L’età del malessere</em> (1963), <em>A memoria</em> (1967) e con il primo libro di poesie <em>Crudeltà all’aria aperta</em> (1966).<br />
Coinvolta insieme ad altri scrittori – tra i quali Alberto Moravia, Enzo Siciliano, Carlo Emilio Gadda – nella realizzazione del Teatro del Porcospino durante gli anni Sessanta, scriverà da allora molti testi teatrali, fra i quali <em>Maria Stuarda</em> e <em>Dialogo di una prostituta con un suo cliente </em>sono i primi a ottenere successo in Italia e all’estero. Pochi anni dopo, nel 1973, è fra le fondatrici del Teatro della Maddalena, gestito e diretto da donne impegnate nella militanza femminista e nell’informazione sui temi del mondo femminile. Nel 1972 pubblica il romanzo <em>Memorie di una ladra</em>, e nel 1975 <em>Donne in guerra</em>, tradotto in molte edizioni straniere come accade anche al ben noto <em>Storia di Piera</em> pubblicato nel 1980 e nato dalla collaborazione con Piera Degli Esposti.  Fra i numerosi altri libri pubblicati negli anni Ottanta e Novanta, emerge per successo di pubblico e critica e per i riconoscimenti – i più noti sono il premio Supercampiello e il premio Libro dell’anno 1990 – il romanzo <em>La lunga vita di Marianna Ucrìa</em>, che avrà una versione cinematografica firmata dalla regia di Roberto Faenza e una messa in scena con l’adattamento della stessa Maraini per la regia di Lamberto Pugelli.<br />
Il prolifico decennio dei Novanta comprende anche saggi critici originali come <em>Cercando Emma</em> (1993), serrato confronto con Flaubert e la sua eroina Bovary; <em>Un clandestino a bordo</em> (1996), meditazione sulla maternità nata da un dialogo con Enzo Siciliano, in cui è svelato il dolore per la perdita di un figlio mai nato; e si chiude con la raccolta di racconti <em>Buio</em>, che le merita nel 1999 il premio Strega.<br />
Negli anni Duemila, fra i tanti volumi che presentano i suoi romanzi, raccolte teatrali e libri di memorie, si trovano <em>Il treno dell’ultima notte</em> (2008), romanzo storico ambientato fra la rivolta ungherese del 1956 e lo sterminio nazista ad Auschwitz; <em>La ragazza di via Maqueda</em> (2009); <em>La seduzione dell’altrove</em> (2010) dedicato al desiderio di viaggiare verso l’ignoto e verso l’altro, inteso non solo come luogo ma come “un altro corpo, un’altra tradizione, un altro pensiero”;  <em>La grande festa</em> (2011), sofferta e sobria esplorazione della morte e del lutto. E nel recentissimo <em>L’amore rubato</em>, uscito nel 2012 – anno in cui è insignita del Premio Campiello alla carriera – Dacia Maraini torna con vigore al tema della violenza misogina, rinnovando ancora una volta un’attenzione e mobilitazione personale senza riserve a favore delle donne, e sviscerando in otto racconti il nodo straziante fra passione e possesso, nelle pieghe più intime di antiche e nuove umiliazioni.</p>
<p>Per la sua intensa e personalissima esplorazione dei rapporti fra le donne e il mondo, articolata in tutte le forme della scrittura creativa e in diverse epoche e luoghi; per aver trovato forme capaci di parlare tanto alle donne quanto agli uomini, tanto a chi possiede strumenti letterari quanto a chi si rivolge alla letteratura per essere trasportata in altre dimensioni o per capire meglio quella in cui abita, la Società Italiana delle Letterate ha il piacere di nominare Dacia Maraini Socia Onoraria.</p>
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		<title>Igiaba Scego su &#8220;L&#8217;Unità&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 10:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Socie onorarie]]></category>
		<category><![CDATA[Igiaba Scego]]></category>
		<category><![CDATA[socie onorarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Proponiamo l'articolo scritto dalla nostra <a title="Igiaba Scego" href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/igiaba-scego/">socia onoraria </a>per <em>L'Unità </em>del 13 maggio. <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/igiaba-scego-su-lunita/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento una balena spiaggiata.<br />
Questi giorni più che mai.<br />
Il dibattito in corso su ius soli si, ius soli no, vedo che non mi sta facendo tanto bene.<br />
Possibile che su questa legge di civiltà ci sia questo stallo? Possibile che il dibattito torna sempre al punto di partenza come se fossimo in un eterno gioco dell&#8217;oca? Possibile che questo benedetto traguardo non si raggiunge mai?<br />
Dieci anni fa, eh si il tempo passa, ho scritto un po&#8217; per rabbia e un po&#8217; per gioco un racconto dal titolo <em>Salsicce</em>. Nella storia una musulmana sunnita, nata in Italia, non sa bene come definire se stessa. È italiana o somala? Entrambe le cose o niente? E per rispondere al suo quesito decide di comprarsi un pacco di “impudiche” salsicce di maiale e mangiarsele per cena. Per i musulmani la carne di maiale è <em>haram</em>, ovvero proibita. Come gli ebrei anche i musulmani hanno l&#8217;interdizione a consumare questo alimento. Quindi la protagonista del racconto decide di compiere questo peccato per dimostrare agli italiani che anche lei è italiana e che in qualche modo la devono accettare nella comunità italica. Molti negli anni successivi mi hanno chiesto se mi ero davvero mangiata le salsicce. E io ripetevo a destra e a manca che il racconto non era autobiografico, ma la metafora di una condizione. Infatti mi ero ispirata ai racconti del seicento spagnolo dove ebrei e musulmani (colpiti dagli editti di espulsione della cristianissima Spagna) erano costretti a dimostrare la buona fede delle loro conversioni facendosi vedere in pubblico consumando vistosamente questo alimento proibito. Il racconto e in generale i racconti delle mie colleghe, raccolti insieme nel volume Laterza <em>Pecore Nere, </em>hanno avuto una grande fortuna. <em>Pecore Nere</em> è uscito nel 2005 proprio quando in Francia scoppiavano le rivolte delle banlieu. Ed è stato la prima prova letteraria di fiction sul tema figli di migranti, identità divisa, cittadinanza. Ora nel 2013 <em>Pecore Nere</em> è ancora di attualità. Succede spesso che io, Ingy Mubiayi, Gabriella Kuruvilla, Laila Wadja siamo chiamate per parlare dei racconti di questa raccolta. Il commento che fanno tutti è questo: “sono racconti molto attuali. Raccontano davvero la realtà italiana di oggi”. E lì che mi viene da piangere. Per me sono racconti vecchi. Mi piacerebbe che la gente li leggesse per curiosità letteraria e non perché sono di attualità. Ma non è colpa delle persone se l&#8217;Italia è ferma a quel 2003. I problemi miei, di Gabriella, di Ingy, di Laila di allora, sono i problemi di tutti i figli di migranti di oggi. Lo Ius soli ancora non c&#8217;è e la volontà di fare questa legge nemmeno. Il dibattito politico e mediatico sul tema è ancora ad un binario morto. E alcune dichiarazioni mi fanno venire letteralmente il latte alle ginocchia. Possibile che dopo tanti anni non si riesce davvero a risolvere la questione. Possibile che ancora oggi, come nel 2003,  devo sentire dichiarazioni dove la popolazione viene spaventata? Quando si dice che con lo ius soli l&#8217;Italia verrebbe invasa da un&#8217;orda di puerpere pronte a partorire qui si dice qualcosa che non corrisponde alla verità. La legge che si chiede è l&#8217;accesso alla cittadinanza ai nati e ai cresciuti  in Italia. Persone residenti che vogliono un documento che corrisponda al proprio percorso di vita. Le nostre sono identità complesse, non c&#8217;è dubbio. Ma nella complessità c&#8217;è bellezza. Ci si sente italiani, ma ci si sente l&#8217;altrove dei propri genitori. Si è un mix di culture, lingue, religioni, visioni, sogni. E questo può essere solo una ricchezza per un paese sempre più ripiegato su se stesso e disilluso sul futuro. Tenere fuori dalla cittadinanza tanti cittadini significa non abbracciare la modernità e il futuro. Io vorrei che i politici italiani invece di fare dichiarazioni a vanvera cominciassero a studiare la storia antica.<br />
In una sua famosa orazione del 48 D.C. L&#8217;imperatore Claudio sosteneva che il futuro dell&#8217;impero romano era legato alla capacità di Roma di inglobare le province nel suo tessuto imperiale. E questo era possibile solo con la cittadinanza. Non a caso Claudio ricorderà che fin dalle sue origini Roma si era aperta agli stranieri: Numa era un sabino, Tarquinio Prisco un etrusco di padre greco.<br />
“C&#8217;è forse da pentirsi che siano venuti i Balbi dalla Spagna e uomini non meno insigni dalla Gallia Narbonense?” Chiede Claudio al suo uditorio “Ci sono qui i loro discendenti, che non ci sono secondi nell&#8217;amore verso questa nostra patria. Cos&#8217;altro costituì la rovina di Spartani e Ateniesi, per quanto forti sul piano militare, se non il fatto che respingevano i vinti come stranieri?”.<br />
Sarebbe bello che la politica italiana imparasse dagli antichi romani. Però c&#8217;è una cosa che mi consola. Quando parlo con il droghiere, la portiera, l&#8217;imprenditrice, la fruttarola ecco loro non hanno dubbi “chi nasce in Italia è italiano”. La gente per strada lo sa, ora tocca alla politica.</p>
<p>Pubblicato su <em>L&#8217;Unità</em>, 13 maggio 2013 (<em><a href="http://www.unita.it/immigrazione/scego-la-politica-e-ferma-la-gente-lo-sa-1.500477?page=1">L&#8217;Unità online, </a></em><a href="http://www.unita.it/immigrazione/scego-la-politica-e-ferma-la-gente-lo-sa-1.500477?page=1">15 maggio</a>)</p>
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		<title>Silvia Neonato incontra Luce Irigaray a Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 10:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi organizzati dalla SIL]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.societadelleletterate.it/?p=3610</guid>
		<description><![CDATA[Il <strong>18 maggio, ore 17.45</strong> al Palazzo Ducale Silvia Neonato presenta Luce Irigaray in occasione della presentazione del suo ultimo libro <strong><em>All'inizio lei era</em></strong> (Bollati Boringhieri, 2013) <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/silvia-neonato-incontra-luce-irigaray-a-genova/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>18 maggio, ore 17.45</strong><br />
Palazzo Ducale &#8211; Sala del Munizioniere</p>
<p><strong>Incontro con Luce Irigaray</strong><br />
Incontro con <strong>Luce Irigaray</strong> in occasione della presentazione del suo ultimo libro <strong><em>All&#8217;inizio lei era</em></strong> (Bollati Boringhieri, 2013)</p>
<p>Partecipa <strong>Silvia Neonato</strong>, giornalista</p>
<p><strong>Luce Irigaray</strong> è direttrice di ricerca in filosofia al Centre Nationale de la Recherche Scientifique di Parigi. La sua formazione multidisciplinare si riverbera nella sua riflessione. Dal 1974, anno della pubblicazione del suo rivoluzionario Speculum, l&#8217;altro in quanto donna si è dedicata alla costruzione di una cultura a due soggetti, maschile e femminile, portatori di valori differenti ma di analoga importanza per l&#8217;elaborazione di legami e di civiltà.</p>
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		</item>
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		<title>Le donne TerreMutate chiamano</title>
		<link>http://www.societadelleletterate.it/2013/05/le-donne-terremutate-chiamano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-donne-terremutate-chiamano</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:41:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[TerreMutate]]></category>
		<category><![CDATA[Verso L'Aquila]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.societadelleletterate.it/?p=3513</guid>
		<description><![CDATA[Ecco il programma dell'incontro delle TerreMutate a L'Aquila, previsto per il <strong>18 e 19 maggio 2013. </strong> <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/le-donne-terremutate-chiamano/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/Programma+2013.pdf">Scarica il programma in PDF</a></p>
<p><a href="www.laquiladonne.com">www.laquiladonne.com</a></p>
<p>IL PROGRAMMA DEL 18 E 19 MAGGIO 2013<br />
Il cuore delle giornate del maggio 2013 saranno gli incontri nelle quattro “stanze”, tutte nel centro storico, in cui si discuterà di desiderio e di bellezza, di nuovi disegni di città, di territori e corpi violati, di presente e futuro delle Case delle donne.<br />
*** Le abbiamo chiamate ancora una volta “stanze”, perché vogliamo che siano un preannuncio della ri-costruzione delle nostre case e della Casa delle donne dell’Aquila che<br />
vogliamo in centro storico. Il sindaco Massimo Cialente e l’assessora Stefania Pezzopane, in più occasioni pubbliche, hanno dichiarato che la sede provvisoria, individuata nell’ex scuola materna in Viale Duca degli Abruzzi, ci sarà assegnata a breve e che la sede definitiva sarà l’ex convento di Santa Teresa in via Roma. Luoghi che visiteremo insieme a voi.<br />
*** E quest’anno ci sarà una quinta “stanza”, in piazza Duomo: è il Salotto-in-Piazza, dove vogliamo passeggiare e parlare, sederci e mangiare, ascoltare musica, visitare bancarelle di libri e oggetti belli, il cui acquisto servirà anche a finanziare il nostro progetto.<br />
*** Lo studio delle architette di Camilla Inverardi ci aiuterà ancora una volta a visitare “L’Aquila com’è” e a vedere che non si tratta più solo di macerie ma di un intero centro<br />
storico in rovina.<br />
LE QUATTRO STANZE<br />
SALA DA PRANZO: Buone Pratiche per la Casa delle Donne un luogo per aggregare le<br />
Case esistenti e quelle progettate, per percorrerne la storia e immaginarne il futuro.<br />
STUDIO – BIBLIOTECA: Violenza di Genere: oltre la Rappresentazione, oltre la<br />
Riparazione un luogo per superare il gran rumore mediatico sul femminicidio, riportando l’attenzione dentro ognuna di noi, per non nascondersi in una estraneità al fenomeno; e scovare gli spazi nascosti in cui la violenza si annida.<br />
CUCINA: Nei Territori Violati, Protagoniste del Cambiamento, un luogo per riconoscere la presenza delle donne in tutti i luoghi in cui si difendono convivenza civile e ambiente; in cui si progettano nuovi modi di affrontare la crisi del modello patriarcale.<br />
GIARDINO: Città del Desiderio, Spazi della Bellezza e della Cura, vogliamo riunire in questa stanza tutti i progetti, i sogni, le utopie (concrete e praticabili) che le donne sanno inventare per disegnare in modo nuovo il mondo che abitano.<br />
LE DUE GIORNATE°°°<br />
Sabato 18 maggio<br />
- ore 12-17: Visite guidate per il centro storico dell’Aquila<br />
- ore 16-19: Incontri nelle “stanze”<br />
- dalle ore 20: incontro collettivo in Piazza Duomo con cena e festa<br />
Domenica 19 maggio<br />
- ore 10 &#8211; 13: Incontri nelle “stanze”<br />
(su prenotazione altre visite a L’Aquila)<br />
- &#8211; ore 14: pranzo e incontro finale in piazza Duomo<br />
PER PRENOTARSI NELLE STANZE laquiladonne@gmail.com</p>
<p>PER INFORMAZIONI SU LOGISTICA, VIAGGI E CAMBIAMENTI DI PROGRAMMA www.laquiladonne.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giacoma Limentani presenta la Trilogia a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Socie onorarie]]></category>
		<category><![CDATA[Giacoma Limentani]]></category>
		<category><![CDATA[socie onorarie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.societadelleletterate.it/?p=3618</guid>
		<description><![CDATA[<strong>Martedì 28 maggio alle ore 18</strong>, presso Fandango Incontro (via dei Prefetti, 22) la nostra <a title="Giacoma Limentani" href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/giacoma-limentani/">socia onoraria</a> presenta <em>In contumacia - Dentro la D - La spirale della tigre</em><strong>
</strong> <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/giacoma-limentani-presenta-la-trilogia-a-roma/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Iacobelli editore è lieta di invitarla alla presentazione di</p>
<h3 align="center"><span style="color: orangered;"><em><strong>TRILOGIA<br />
In contumacia &#8211; Dentro la D &#8211; La spirale della tigre</strong></em></span></h3>
<p align="center">di<br />
<strong>Giacoma Limentani<br />
</strong></p>
<p>Intervengono, insieme all&#8217;autrice:<br />
<strong>Filippo La Porta</strong><br />
<strong>Franco La Torre</strong><br />
<strong>Micaela Procaccia</strong><br />
<strong>Lidia Ravera</strong></p>
<p>Coordina:<br />
<strong>Laura Zanacchi</strong></p>
<p><strong>Fandango Incontro via dei Prefetti, 22 &#8211; Roma<br />
martedì 28 maggio &#8211; alle ore 18</strong></p>
<p>Ebrea romana fuori del comune, Giacoma Limentani ama definire &#8220;romanzi di memoria&#8221; i testi raccolti in questa <strong><em>Trilogia</em></strong>. In contumacia (1967), <em>Dentro la D</em> (1992) e <em>La spirale della tigre</em> (2003) hanno l&#8217;incedere ondivago del Midrash, dove tutto è sempre presente, quasi, si direbbe, per rendere accettabili dalla coscienza vicende che sono insieme personali e collettive, attuali e bibliche. Vicende che prendono il via da quella materia incandescente ancora viva e vicina che è la storia del secolo scorso, con le sue guerre e rivoluzioni, persecuzioni e violenze. Frammenti dell&#8217;oggi, del passato recente e di un più antico passato che può essere biblico, come di tradizione familiare, si mescolano negli scritti che questa <strong><em>Trilogia</em></strong> racchiude fra le parentesi della prefazione di Lidia Ravera e della postfazione di Stefania Lucamante. E la modalità narrativa, personalissima, si rivela di potente attualità per i temi che l&#8217;oggi ci ripropone e, insieme, per l&#8217;ansia di scavare nel passato in modo da cercarvi un po&#8217; di pace nel presente, anche grazie all&#8217;insegnamento dei momenti belli, che pure sono stati vissuti.</p>
<hr width="400" />
<p><strong>Stefania Baldazzi</strong> <strong>0644243208-3333288420<br />
<a href="mailto:stefania.baldazzi@iacobellieditore.it" target="_blank">stefania.baldazzi@<wbr>iacobellieditore.it</wbr></a><br />
<a href="http://www.iacobellieditore.it" target="_blank">www.iacobellieditore.it</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Musmeci Valentina</title>
		<link>http://www.societadelleletterate.it/2013/05/musmeci-valentina/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=musmeci-valentina</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 15:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Socie]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre socie]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Musmeci]]></category>

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		<description><![CDATA[Valentina Musmeci vive a Trento con i 3 figli e insegna inglese. Ha viaggiato in Europa, Libia, Egitto, Sudan, Yemen, Oman, Qatar, Cipro, India, Cina, Malesia, Birmania, Laos, Thailandia, Stati Uniti, Sud America, Isole Caraibiche. Ha scritto e fotografato per &#8230; <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/musmeci-valentina/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/vm-foto-di-guido-bissattini.jpg"><img class="alignright  wp-image-3608" title="vm foto di guido bissattini" src="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/vm-foto-di-guido-bissattini.jpg" alt="" width="258" height="384" /></a>Valentina Musmeci vive a Trento con i 3 figli e insegna inglese. Ha viaggiato in Europa, Libia, Egitto, Sudan, Yemen, Oman, Qatar, Cipro, India, Cina, Malesia, Birmania, Laos, Thailandia, Stati Uniti, Sud America, Isole Caraibiche. Ha scritto e fotografato per la Rivista del Trekking, L&#8217;Adige e siti di viaggio. Collabora con APT Trentine, Centri di ricerca e Associazioni. Conduce da anni ricerche sull&#8217;attività didattica per bambini in ambito artistico e naturalistico. Si occupa di volontariato e clownterapia.</p>
<p>(Foto di Guido Biassettini)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La SIL presenta Grazia Giurato a Catania</title>
		<link>http://www.societadelleletterate.it/2013/05/la-sil-presenta-grazia-giurato-a-catania/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-sil-presenta-grazia-giurato-a-catania</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 15:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi organizzati dalla SIL]]></category>
		<category><![CDATA[Grazia Giurato]]></category>
		<category><![CDATA[Pina Mandolfo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.societadelleletterate.it/?p=3605</guid>
		<description><![CDATA[Alla Libreria Prampolini il<strong> 16 maggio ore 18.30</strong>...<em>e noi ci crediamo ancora?</em> <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/la-sil-presenta-grazia-giurato-a-catania/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/grazia-giurato.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3606" title="grazia giurato" src="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/grazia-giurato.png" alt="" width="135" height="185" /></a><strong><em>Ancora ci credo</em>, di Grazia Giurato</strong></p>
<p><em>e noi ci crediamo ancora?</em></p>
<p>ne parliamo con<br />
Grazia Giurato, Elvira Seminara, Carmen Greco, Pina Mandolfo, Angelo Scandurra<br />
e con quanti e quante vorranno condividere il proprio pensiero&lt;</p>
<p>Libreria Prampolini<br />
giovedì 16 maggio ore 18.30<br />
Via Vitt. Emanuele 333</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Goliarda Sapienza in Context. Intertextual Relationships with Italian and European Culture</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 14:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Goliarda Sapienza]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Fortini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.societadelleletterate.it/?p=3596</guid>
		<description><![CDATA[Goliarda Sapienza sbarca a Londra! Ecco il programma delle due giornate sulla scrittrice, li <strong>31 maggio e 1 giugno </strong>presso l'IGRS. Con la socia <a title="Fortini Laura" href="http://www.societadelleletterate.it/2012/10/fortini-laura/">Laura Fortini </a>e la proiezione del documentario <a title="L’AntiGattopardo. Catania racconta Goliarda Sapienza" href="http://www.societadelleletterate.it/2013/02/lanti-gattopardo/">L'Antigattopardo</a>! <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/goliarda-sapienza-in-context-intertextual-relationships-with-italian-and-european-culture/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Goliarda Sapienza in Context. Intertextual Relationships with Italian and</strong><br />
<strong>European Culture</strong></p>
<p>31 May – 1 June 2013, IGRS (Senate House, London. Room G35)</p>
<p><strong>Programme</strong><br />
<strong>31st May 2013, Documentary Screening &amp; Theatrical Performance</strong><br />
17.00 – 17.40 Documentary screening: L&#8217;Anti Gattopardo. Catania racconta Goliarda<br />
Sapienza, by A. Aiello and G. Di Maio.<br />
17.40 – 18.20 Reading: the letters of rejection of <em>L&#8217;arte della gioia</em> from publishers, realised and performed by Angelo Pellegrino and Paola Pace<br />
18.20 – 18.50 Short break<br />
18.50 – 19.30 Modesta&#8217;s monologue: an excerpt from the play <em>L&#8217;arte della gioia</em> by Paola Pace</p>
<p><strong>1st June 2013, Conference</strong><br />
10.00 – 10.30 Registration &amp; Coffee<br />
<strong>10.30 – 11.30 Charlotte Ross</strong> (University of Birmingham): Goliarda Sapienza’s ‘French connections’<br />
<strong>11.30 – 12.30 Panel 1: Writing the Self: the Text as Context</strong><br />
Andrée Bella (Università degli Studi di Milano-Bicocca): L’ossatura di uno scheletro saldato dalla gioia. La scrittura di Goliarda Sapienza come pratica parresiastica per curare sé stessi e il mondo<br />
Mariagiovanna Andrigo (Université Paris-Sorbonne): Goliarda Sapienza’s &#8216;permanent autobiography&#8217;<br />
12.30 – 13.30 Lunch<br />
<strong>13.30 – 15.00 Panel 2: Sapienza in Context</strong><br />
Valentina Fulginiti (University of Toronto): The accented voice of Goliarda Sapienza: Sicilian legacies in <em>L’arte della gioia</em><br />
Emma Gobbato (Università degli Studi di Sassari): Goliarda Sapienza the Unknown Script Writer<br />
Laura Ferro (Sapienza, University of Rome): Testimony and invention in Goliarda Sapienza&#8217;s work<br />
15.00 – 15.30 Coffee break<br />
<strong>15.30 – 17.00 Panel 3: Female Bonds and Literary Intertetxs</strong><br />
Aureliana Di Rollo (Monash University, Melbourne): Unfastening biological bonds: motherhood and mother-daughter relationships in Goliarda Sapienza&#8217;s <em>L&#8217;Arte della Gioia</em><br />
Alberica Bazzoni (University of Oxford): Agency and history in Sapienza&#8217;s <em>L&#8217;arte</em><br />
<em> della gioia</em> and Morante&#8217;s <em>La storia</em><br />
Belèn Hernàndez (Universidad de Murcia): Orlando and Modesta, two women&#8217;s voices for freedom<br />
<strong>17.00 – 18.00 Laura Fortini</strong> (Roma Tre University): Oltre il canone: Goliarda Sapienza e la tradizione letteraria italiana del Novecento</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La Foresta dei racconti Abi(ta)ti a Roma</title>
		<link>http://www.societadelleletterate.it/2013/05/la-foresta-dei-racconti-abitati-a-roma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-foresta-dei-racconti-abitati-a-roma</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicazione@societadelleletterate.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti delle socie]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara della Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Cassiopea Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.societadelleletterate.it/?p=3506</guid>
		<description><![CDATA[Uno spettacolo in forma di mostra. Una mostra in forma di spettacolo. Sala Santa Rita - Roma, dal 10 maggio al 7 giugno 2013. Inaugurazione giovedì 9 maggio 2013 ore 18.30. <a href="http://www.societadelleletterate.it/2013/05/la-foresta-dei-racconti-abitati-a-roma/" class="sil_cread">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/MANIFESTO.jpg"><img class="wp-image-3507 alignleft" title="ayout 1" src="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/MANIFESTO.jpg" alt="" width="255" height="371" /></a><br />
A cura di Cassiopea Trieste</p>
<p>Uno spettacolo in forma di mostra.<br />
Una mostra in forma di spettacolo.<br />
La foresta dei racconti abi(ta)ti, progetto installativo ideato da Barbara Della Polla e Rossella Truccolo, ha preso il via alcuni anni fa da un laboratorio di “sartoria migrante” che ha coinvolto decine di donne di varie nazionalità ed è una particolare commistione di più generi espressivi.<br />
“Abitando” l’originale architettura della Sala Santa Rita, gli abiti luminosi e parlanti offrono un’esperienza interdisciplinare e plurisensoriale in bilico tra artigianato, teatro, arte e narrazione.<br />
Una foresta d’abiti pazientemente cucita da abili mani di donne, fili, trame, sogni, dove l’oggetto “vestito” perde il suo valore quotidiano e scopre una molteplicità di usi e di richiami.</p>
<p><a href="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/VESTI-DARTISTA-1-1.jpg"><img class=" wp-image-3509 alignright" title="VESTI D'ARTISTA-1-1" src="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/VESTI-DARTISTA-1-1.jpg" alt="" width="268" height="765" /></a></p>
<p>Abiti come spazi da abitare. Abiti-installazione che toccano il cielo ed accolgono i visitatori, ognuno con una storia da raccontare: storie che parlano di donne e tessiture, storie di lingue diverse che si potranno ascoltare attraverso un i-pod abbinato ad ogni abito-racconto.<br />
La foresta dei racconti abi(ta)ti è parte del progetto Vesti d’artista, che vuole dare voce alle tessiture reali e metaforiche che le donne conservano gelosamente da secoli unendo generazioni. Confezionare abiti è prendersi cura dei corpi riportandoli alla loro originaria bellezza. Allo stesso tempo, l’abito diventa un viaggio perché racchiude colori e forme e tracce dell’identità di ogni donna che l’ha pazientemente confezionato.<br />
L’abito s/veste il suo uso quotidiano diventando mappa per narrare il mondo: luogo di relazioni, di viaggi, di ascolto, di trasformazione, di scritture e di racconti.</p>
<p><strong>Inaugurazione giovedì 9 maggio 2013 ore 18.30</strong><br />
<strong> Sala Santa Rita &#8211; Roma</strong></p>
<p><strong> Dal 10 maggio al 7 giugno 2013</strong><br />
<a href="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/INVITO_DIGITALE_OK.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3508" title="Layout 1" src="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/INVITO_DIGITALE_OK.jpg" alt="" width="545" height="430" /></a><br />
<a href="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/VESTI-DARTISTA-1-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3510" title="VESTI D'ARTISTA-1-2" src="http://www.societadelleletterate.it/wp-content/uploads/2013/05/VESTI-DARTISTA-1-2.jpg" alt="" width="827" height="2362" /></a></p>
<p>L&#8217;installazione è promossa da Roma Capitale<br />
Aassessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico</p>
<p>progetti per la cultura/donne per la cultura<br />
______________________________</p>
<div id=":6r"><wbr>_____<br />
cooperativa sociale cassiopea<br />
<a href="http://www.cassiopeateatro.it" target="_blank">www.cassiopeateatro.it</a><br />
<a href="mailto:info@cassiopeateatro.it">info@cassiopeateatro.it</a></wbr></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
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