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Il progetto, fondato su narrazioni biografiche, è volto a far conoscere e a valorizzare la presenza e l’apporto delle donne alla vita poltica, sociale e culturale del territorio del confine orientale italiano. Finalità del lavoro è raccontare le storie delle donne perché la memoria non vada dispersa e per il desiderio di ritrovare la parola del sentire individuale di ogni donna, accordando la "Storia" con le storie personali degli individui - uomini o donne - che l'hanno vissuta. Per questo l’indagine è allargata anche a diverse donne che provengono dall’Istria, dalla Croazia, dalla Serbia, dalla Slovenia, si dovrebbe dire dalla Jugoslavia, o ancora dall ‘Impero austro-ungarico, e anche dal territorio del Friuli, perché la “linea di confine”, reale, metaforico, interiore, non è mai segnata uniformemente, segue dei margini estremamente sfaccettati, si insinua in ambiti differenti, assume vesti e travestimenti molteplici. Si sono interrogate donne, over '65, provenienti da esperienze e situazioni storico-sociali diverse, portatrici di valori, appartenenze e visioni del mondo differenti. Il progetto si è fondato su incontri, interviste, colloqui registrati, con donne che hanno operato nei diversi campi delle attività produttive, sociali e culturali, e donne che hanno vissuto una vita legata prevalentemente alla famiglia o comunque privata. Importante è segnalare che la scelta ha cercato di esprimere le diversità culturali e linguistiche che sono state e sono una ricchezza per il territorio. Non solo donne di classi sociali medio-alte, ma anche donne che, provenienti da situazioni socialmente deboli, hanno saputo, in condizioni difficilissime e a volte estreme, dare prova di capacità e carattere. Le donne intervistate sono imprenditrici, operaie, scienziate, artiste, donne che hanno operato nel volontariato sociale e nella cultura, in politica, nelle professioni, casalinghe, ecc. Queste testimonianze risultano diverse per estensione, scrittura, punto di osservazione, uso del linguaggio, ambito d’esperienza, sfera di interessi, mediazione con la realtà, interrogazione sul presente, riflessione sulla storia e sulla contemporaneità, investimento emotivo, azione politica, ecc. D’altra parte esplicitare il “posizionamento” da cui si osserva la realtà è un punto rilevante che la saggistica femminista ha messo in luce da diversi anni: ogni narrazione, ogni storia, ogni atto di parola si situa in una determinata realtà, ne calca l’orizzonte e in questo senso assume il proprio significato; è sempre uno sguardo parziale che rivela come i soggetti di parola (uomini e donne) sono portatori di una visione della realtà che si iscrive in caratteristiche plurime: di sesso, di classe, di età, di riferimenti culturali, ecc. oltre che di specifiche individuali inclinazioni. Il libro offre la testimonianza e la narrazione di donne che hanno vissuto una realtà caratterizzata da sconvolgimenti politici, da guerre, da situazioni difficili incentrate su ruoli e comportamenti aggrovigliati e sfaccettati nelle loro diversità, presenti tuttavia sul medesimo territorio e spesso all'interno delle stesse famiglie. Tutte poste davanti a scelte complesse, a situazioni di tensione o di grave drammaticità e tutte capaci, nei momenti opportuni, di scelte radicali, capaci di mettere in gioco la propria vita normale e di rischiare il cambiamento. Quelli presentati sono ritratti di donne a tinte forti, che rivelano carattere e iniziativa personale, sanno mettere in scena relazioni di scambio e di reciprocità progettuale, hanno consapevolezza di una soggettività aperta. E sono anche ritratti che rivelano caratteristiche individuali interessanti quali l'allegria, la capacità intensa di amare e di soffrire, il senso di giustizia e il rifiuto del calcolo personale, la generosità e la capacità comunicativa, l’amore per la libertà, ecc. Si dice spesso che la vita eccede lo stesso vivere delle persone e che a volte alcuni tratti, alcune sfumature si imprimano nella memoria e abbiano una forza persuasiva maggiore di molte azioni o parole insistite. E sono molti i tratti appena accennati ma estremamente significativi e persistenti nella memoria, una volta letto il libro, che fanno ricordare un comportamento, una frase, che illuminano una immagine, un carattere. Come le ironiche osservazioni di Alma Morpurgo, ormai centenaria e distante dalle contese della vita, sul perché non si fosse mai sposata: perché con gli uomini bisogna mostrarsi poco brillanti, poco disinvolte, ma piuttosto bisognose di protezione, altrimenti si è molto corteggiate ma mai sposate. |