Laicità. Dove è finita, perché proteggerla, perché non la vogliono
mercoledì 16 giugno 2010

CopertinaIl nuovo numero di Marea (n. 2 del 2010)

Abbonamento 2010 scontato a 20 euro + i numeri del 2009 in omaggio per le socie SIL (MODULO)  

Di cosa parliamo quando diciamo la parola laicità? Cosa pensiamo sia oggi una persona quando si dice laica, e fino a che punto la laicità è un valore condiviso e da salvaguardare, tra i tanti oggi, in Italia e in Europa, che vacillano di fronte ai numerosi attacchi a diritti che pensavamo acquisiti, come la cittadinanza, l’autodeterminazione, la tutela dei soggetti più deboli, l’accoglienza e la solidarietà?
È possibile ed è giusto, nel nome del rispetto per ogni differenza culturale e religiosa, ripensare alla laicità dello stato come ad una concezione superata e da perfezionare allargando, nello spazio pubblico, la presenza delle manifestazioni della fede individuale, o è bene invece tenere fuori la simbologia religiosa nei luoghi condivisi, come ad esempio la scuola, gli uffici pubblici, i tribunali, gli ospedali?

Non sono domande o questioni di poco conto, queste, e soprattutto non sono questioni prive di forti implicazioni per le donne, e di conseguenza per l’intera società. 
La questione dei simboli religiosi a scuola; la presenza delle associazioni religiose negli ospedali, specialmente dove le donne partoriscono o abortiscono; il favorire da parte degli stati una forte componente di istituti scolastici di ispirazione religiosa con finanziamenti e agevolazioni; l’ammissione di un diritto parallelo di stampo religioso accanto a quello statale: sono solo alcuni dei casi che mettono in gioco, e in discussione, la centralità e la preminenza della laicità delle istituzioni non in luoghi lontani, ma nella vicinissima Europa, e chiamano in causa direttamente anche il nostro paese.
Perché la persona che si dice laica è accusata spesso di eccessi ‘laicisti’, e cosa comporta questa accusa rispetto al progetto di costruzione di una società nella quale siano garantite le espressioni di tutti i credo religiosi, e anche quelle di chi di religioni e di fedi non ne ha?
Questo numero, al quale hanno collaborato studiose da tutto il mondo che all’estero hanno una vasta eco e che raramente hanno spazio in Italia, può aiutare, speriamo, a informarsi su una questione centrale per il presente della nostra democrazia.

Sommario

L’EDITORIALE


FARO [news dal mondo]

Il coraggio di dire no: intervista a Parvin Ardalan
America Latina: aborto chimico on-line
ONU: una elezione sospetta di Élaine Audet

ORCA [laicità]

L'ipocrisia della libertà di Monica Lanfranco
L’Ufficio Internazionale per la laicità di Marieme Helie Lucas
Relazioni pericolose di Gita Sahgal
In difesa della laicità di Maryam Namazie
La merce più redditizia del libero mercato di Nawal Al Saadawi
Conflitto e tradizione: intervista a Gita Sahgal di Deniz Kandiyoti
Grande confusione di Barbara Romagnoli
Laicità è: risposte di Dounia Ettaib e Tiziana Dal Prà di Monica Lanfranco
Studiare il fenomeno polenta di Maria Grazia Pantè
Una volta era pubblica e laica di Rosangela Pesenti

Flusso [satira e sarcasmo]

Ancora uno sforzo, signor Quick! di Leila Adjaoud

Delfino [uomini rari si raccontano]

Francia: il velo che semina zizzania di Henri Pena-Ruiz

CONCHIGLIE [libri e cinema]

Appello dell’Ufficio Internazionale per la Laicità

Info: http://www.mareaonline.it/