Cinque artiste piene di grazie

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Un viaggio nell’universo femminile affidato alle opere di cinque artiste: Maimuna Galgano, Melina Mulas, Antonella Ortelli, Carla Sanguineti e Lorella Zanardo. È la mostra Piene di grazie allestita alla Palazzina delle Arti alla Spezia che rimarrà aperta sino al 24 marzo. Cinque artiste e cinque modi diversi di interpretare i valori del femminile attraverso oggetti, specchi, disegni, fotografie, documenti audiovisivi.

Maimuna Galgano, nata nel torrido deserto del Sindh in Pakistan, espone i poveri indumenti delle nomadi della sua terra  che si oppongono alla negazione del corpo delle donne e ne rivendicano l’esistenza. Quegli stracci sono interamente ricoperti di multicolori tappi di bottiglia che producono suoni ad ogni movimento e che danno “voce” a chi ne è privo.

Gli sguardi sono invece l’obiettivo della ricerca iconografica di Melina Mulas. Sguardi che esplorano, interrogano, ammiccano, rifuggono. Sono gli sguardi delle “amala”, le donne che fanno da madri ai bimbi tibetani in esilio in India, e delle monache che hanno conquistato gli stessi diritti dei monaci e studiano sugli antichi testi. Sguardi non comuni che grazie alla sensibilità dell’artista  diventano un terreno di indagine antropologica e di incontro tra culture. Melina Mulas da più di vent’anni è in stretto contatto col governo tibetano in esilio per il quale ha realizzato il libro Il terzo occhio, dove sono raccolti i ritratti di molti dei principali Lama tibetani.

Carla Sanguineti dal 1988 crea opere con specchi e fotografie, acciai o materiali specchianti. Nella mostra di Spezia espone rielaborazioni artistiche ispirate a sette fotografie di Melina Mulas: tracce del percorso della conoscenza del mondo nel rapporto tra universo e inconscio. In un’altra sala della mostra disvela il corpo femminile con specchi, foto e materiali diversi e lo fa rappresentandone parti che si distaccano e prendono forma propria. Così le spalle, il seno, le mani, i fianchi diventano l’espressione delle molteplici sfaccettature dell’essere donna.

Nella stessa sala Antonella Ortelli lascia segni su carta che fluttuano sinuosi e discreti come i suoi pensieri, le sue sensazioni. Segni su venti tavole che affiorano e svaniscono e che sono gesti liberi dell’artista,«una liturgia del corpo nello spazio» come ha scritto Anna Fontanetto nella scheda di presentazione.

La dittatura dei corpi perfetti e la loro mercificazione televisiva è il tema del notissimo documentario Il corpo delle donne di cui è autrice Lorella Zanardo, visitato sul web da 5 milioni di persone, che viene proiettato ai visitatori. Zanardo propone una galleria di facce quasi inespressive che nascondono la loro vulnerabilità e si negano alla pietas. In questo trionfo di silicone e dell’apparire risuonano come un richiamo le parole di Anna Magnani che durante la lavorazione di un film esorta perentoria il suo truccatore a non coprirle le rughe, nemmeno una.«Ci ho messo una vita a farmele venire».

 PIENE DI GRAZIE. Donne che parlano di donne Mostra promossa da: Comune della Spezia Sindaco, Massimo Federici Assessore alla Cultura, Diego Del Prato, prodotta da: Istituzione per i Servizi Culturali. A cura di: Marzia Ratti e Cinzia Compalati Segreteria organizzativa: Federica Basini Sede: Palazzina delle Arti – via Prione 236, 19121

Durata: 19 gennaio – 24 marzo 2013 INFORMAZIONI e CONTATTI: Orari: mercoledì e giovedì 15-18 venerdì, sabato e domenica 10-13 / 15-18 chiuso il lunedì e martedì Informazioni e prenotazioni: 39 0187 778544

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