Una donna del Sud Maria Occhipinti 5 novembre dalle 9,45 alla casa delle donne di Roma

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Cosa volevo, cosa cercavo nessuno poteva capirlo. Ma a me mancava la musica, l’arte, la poesia. Avevo fame di queste cose e non sapevo dirlo … Potevo perire miseramente schiacciata come un verme da quell’ambiente arretrato e barbarico, potevo soccombere sotto le nerbate di mio padre, ma sentii confusamente che sarei sopravvissuta e che un giorno “avrei parlato”. (Una donna di Ragusa)

Programma

5 novembre 2021 9.45 / 18.45

Sala Tosi – Casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara 19, Roma

A cura di Gisella Modica, Serena Todesco, con il sostegno della Società Italiana delle Letterate (SIL)

 Elvira Federici, Presidente SIL

Serena Todesco, studiosa di letteratura siciliana contemporanea

Maria Rosa Cutrufelli, scrittrice

Adriana Chemello (Università di Padova – SIL) dialoga con Marilena Licitra (figlia di Maria Occhipinti).

Dibattito

Pausa pranzo 12.30-13.30

Nadia Terranova, scrittrice

Gisella Modica, scrittrice

Maria Attanasio, scrittrice e poeta

Dibattito

Maria Grazia Calabrese, sceneggiatrice

Proiezione del documentario Con quella faccia da straniera. Il viaggio di Maria Occhipinti (Pinup Filmaking, 2013), scritto da Maria Grazia Calabrese e diretto da Luca Scivoletto.

La giornata si svolge interamente presso la Sala Tosi (capienza 25 posti). Per seguire l’evento in presenza o per ricevere il link del collegamento in remoto, è richiesta la prenotazione entro il 30 ottobre tramite e-mail, all’indirizzo serena.todesco@gmail.com. L’accesso sarà subordinato al possesso del Green Pass.


di Gisella Modica e Serena Todesco     

Cosa succede quando una donna del Sud mette il suo corpo di traverso e si ribella alla violenza patriarcale della guerra? Che cosa succede quando è la stessa donna che poi ne scrive a partire da sé?

Il 2021 è il centenario della nascita di Maria Occhipinti (1921-1996) «Una donna di Ragusa» come lei si definisce nello scritto autobiografico più celebre, dove racconta la sua ribellione alla proscrizione obbligatoria indetta tra il 1944 e il 1945. Incinta di pochi mesi, il 4 gennaio del 1945 Maria si sdraia sull’asfalto per bloccare il passaggio del mezzo che avrebbe portato al fronte tanti giovani uomini, tra cui suo marito.

Da allora, inizia la sua vita straordinaria tra l’Italia, l’Europa, la Svizzera, l’America e le Hawaii, fatta di lotte intransigenti, di passione politica, e di attivismo pacifista ed ecologista, ponendosi come anticipatrice dell’ecocritica femminista.

Ma soprattutto scrive, riflette su di sé, offrendo a noi la possibilità di squarciare il velo e indagare sulla verità dei fatti: su cosa si cela, per esempio, dietro quel primo gesto di ribellione.

L’incontro promosso dalla SIL, con la collaborazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma, vuole ricordare e diffondere la memoria di Maria Occhipinti, e insieme la ricerca di una genealogia capace di modificare l’orizzonte simbolico e politico di un Sud ancora oggi percepito come subalterno.

Il Sud di Maria è il Sud di tante altre donne antesignane, straordinarie. Di «capopopolo» come Concetta Mezzasalma o come Concetta La Ferla, la cui memoria ci è stata restituita dalla scrittrice Maria Attanasio nel libro Di Concetta e le sue donne (Sellerio 1999).

Guiderà l’incontro il tema «il Sud delle donne», a partire dallo sguardo di Maria e dal suo orizzonte simbolico radicale e originale, allo scopo di ridare senso e visibilità ad altre straordinarie «madri del Sud» che nel dopoguerra, così come oggi, hanno messo i loro corpi di traverso contro il patriarcato ma la potenza del loro gesto è stata spesso travisata e rimpicciolita dalle interpretazioni maschili.

Quando parliamo di «madri del Sud», desideriamo confrontarci con figure storiche e letterarie che sentiamo vicine perché trasmettitrici di un Sud/luogo dell’anima, di un immaginario vivo e creativo. Una dimensione extra territoriale di soggettività eccentrica in perenne interrogazione di sé e dell’altro/a. Un legame inscindibile che trasforma il Sud in un dispositivo di lotta e di emancipazione ben presente nella scrittura, nella parola e nell’azione, che Maria Occhipinti ha portato con sé dentro e fuori dai confini regionali. Con il suo fare empatico, intransigente e scevro da etichette e dal rischio di rimanere imbavagliata dentro un’ideologia di partito, comunista o anarchica che sia, è diventata di fatto una figura mobile del femminismo transnazionale, impossibile da classificare. La sua soggettività politica ed esistenziale, si tramanda a noi sotto forma di pratica di libertà. Se il femminismo si intreccia a un’azione creatrice di mondo (Hannah Arendt), l’essere «madre» di Maria Occhipinti, per le nostre pratiche femministe contemporanee, significa allora la restituzione continua del portato simbolico di un Sud come modalità creativa che pratichiamo nelle nostre lotte, come nelle letture e scritture.


Insieme alla figlia di Maria, Marilena Licitra, interverranno Elvira Federici (presidente SIL), le studiose Adriana Chemello, Serena Todesco, le scrittrici Maria Attanasio, Maria Rosa Cutrufelli, Gisella Modica, Nadia Terranova.

Leggeremo e dialogheremo sui testi di Maria Occhipinti, e la ricorderemo con la visione del documentario Con quella faccia da straniera. Il viaggio di Maria Occhipinti (2013), regia di Luca Scivoletto e sceneggiatura di Maria Grazia Calabrese.

Opere di Maria Occhipinti

Maria Occhipinti Una donna di Ragusa Feltrinelli Milano 1976; Una donna libera Sellerio Palermo, 2004; Il carrubo e altri racconti Sellerio 1993; Anni di incessante logorio Pensieri poetici, Prefazione di Adriana Chemello, Sicilia P Elle edizioni, 2016. Scarica la locandina formato PDF


 

 

 

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