Dacia, la scrittrice fedele alle donne

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Da domani 29 agosto esce nelle librerie l’ultimo libro di Dacia Maraini, dal titolo che non crea ambiguità: L’amore rubato, dedicato alle donne che, come recita la scheda editoriale «combattono una battaglia antica e sempre attuale, contro gli uomini amati che sempre più spesso si dimostrano incapaci di ricambiarle, di confrontarsi con il rifiuto, il desiderio. Davanti a queste donne, mariti, amanti, compagni si rivelano ragazzini che stentano a crescere e confondono la passione con il possesso e, per questo, l’amore lo rubano».

È politica la fedeltà che da una vita Dacia Maraini mostra alle battaglie delle donne, che siano in favore della propria identità, della forza e capacità di resistenza nelle generazioni, della propria scrittura. Lo ha fatto con le poesie, con i racconti, i romanzi, il teatro, lo ha fatto con le scelte di vita, come quella che l’ha vista adottare un piccolo borgo abruzzese, Gioia dei Marsi e far nascere lì una piccola scuola di teatro. Perché, come scrive in apertura del sito www.daciamaraini.it, “Ho girato e rigirato quattro fiochi/ riflettori da cinquecento watt per/ cercare di ricavarne luce per ogni scena…”. E come non indirizzare luce proprio sull’aumento esponenziale della violenza contro le donne oggi, sul dolore che genera dentro. Dacia lo fa gettando luce sulle Voci, (1994), quelle delle donne uccise dai propri compagni, vittime di “femminicidio”, luce sul Buio, (2001), con le dodici storie di violenza nell’infanzia e nell’adolescenza, che ricevette il premio Strega, luce sui Passi affrettati (Ianieri Edizioni, 2007) quelli «che hanno le donne in fuga  da situazioni di violenza famigliare o da discriminazioni ataviche”, lavoro in cui ha seguito “dieci vite femminili vere raccolte con Amnesty International in giro per il mondo, dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California, all’Europa per denunciare sopraffazioni (…) e i cui diritti sono stati interamente devoluti a favore di associazioni che difendono le donne che hanno subito violenza».

E se, in Donne mie (1974) Dacia Maraini invitava chi scrive poesia a «tenersi attaccata stretta ai contenuti», «perché la sofisticazione/ delle forme non è mai del tutto sua», pure dobbiamo riconoscere che oggi la scrittura delle donne, sia in poesia sia nella narrativa, ha raggiunto maturità ed eccellenza, cioè una potenza delle forme che rende più dirompenti i contenuti.

E’ il caso di tante narratrici e poete italiane, a cui viene pubblicamente riconosciuto talento e capacità da parte di pubblico e di critica.

E’ accaduto, come in una rivoluzione silenziosa e senza spargimento di sangue, che le figlie delle figlie delle donne che fecero l’Unità d’Italia, e poi la Resistenza, hanno saputo fare buon uso della propria eredità letteraria.

Certo, grazie all’impegno, alla forza morale ed etica di scrittrici come la Maraini, che hanno saputo far combaciare vita e scrittura, anche a prezzo di profonde sofferenze o incomprensioni, e di ricerca di una coerenza di pensiero che è forza per tutte le altre donne.

Se Dacia Maraini è popolare e amata fra le scrittrici italiane, lo deve alla fedeltà di cui dicevo, fedeltà al pensiero e al proprio stile narrativo, uno stile che vuole rimanere diretto, comunicabile, acuminato ed esatto «contro chi vi ingiuria / tutti i giorni senza neanche saperlo,/ contro chi vi tradisce senza volerlo,/ contro l’idolo donna che vi guarda seducente / da una cornice di rose sfatte ogni mattina/ e vi fa mutilate e perse prima ancora di nascere,/ scintillanti di collane, ma prive di braccia,/ di gambe, di bocca, di cuore,/ possedendo per bagaglio / solo un amore teso, lungo, abbacinato e doveroso/ (il dovere di amare vi fa odiare l’amore, lo so)/ un amore senza scelte, istintivo e brutale».

Dacia Maraini il 1° settembre riceverà a Venezia il Premio Campiello alla carriera

Il 4 settembre prossimo, alle ore 21, presso la sala centrale Parco Nord della festa dell’Unità di Bologna,  si terrà l’incontro “Dacia e le altre. Incontro con Dacia Maraini” con Niva Lorenzini, Loredana Magazzeni, Anna Maria Tagliavini, Giancarla Codrignani

Dacia Maraini:

L’amore rubato, 202 pagine 12,75 euro, Rizzoli Milano 2012 (1994)

I libri citati:

Voci, 300 pagine 14 euro, Rizzoli Milano 2003 (1994)

Buio, 214 pagine 15 euro, Rizzoli Milano 2003 (2001)

Passi affrettati, 64 pagine 8,55 euro, Ianieri Edizioni Pescara 2007

Donne mie, Einaudi Torino 1974

 

 

 

 

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