"Stop Movie. L’ingrato compito di vivere al passato", il primo romanzo di Cristina Zanetti

Cristina Zanetti, Stop Movie. L’ingrato compito di vivere al passato (Cicero 2009)

www.stopmovie.it

www.geysir.it (Blog esplorativo di cristina zanetti)

 

“L’ironia è necessaria per convivere con le grandi emozioni”, afferma l’Autrice nella pagina dei ringraziamenti. Nell’affermazione non c’è soltanto un riconoscimento d’intenti nella modalità di scrittura ma anche un invito a leggere attraverso questa chiave un romanzo “liberamente ispirato a una storia vera”.

In copertina, l’autoritratto di Cristina Zanetti sullo sfondo dell’isola di Stromboli ci rimanda il volto di una donna che può guardare al passato riuscendo infine a “concentrarsi sul presente”.

Il romanzo è scritto in prima persona: la protagonista non ha nome, quello che conta è il viaggio che “Lei” compie per uscire dalla “Palude” dei rapporti familiari, attraversare la “Foce”, il lungo e ricco spazio di ricerca di un’identità lesbica femminista radicale, fino a raggiungere l’“Onda”, a prendere in mano il presente (le tre parti in cui è diviso il libro).

Punto di partenza è la morte della madre, che pone fine a un incubo, quello di un perenne giudizio alimentato da “oscurantismo medievale”, da una “apocalittica visione del bene e del male”: “ero ai suoi occhi un mollusco in balìa di chiunque non avesse altro da fare che prendersi gioco di me, plagiarmi dalla testa ai piedi e condurmi alla perdizione eterna. Come aveva fatto lei”. L’elaborazione della fine di questo rapporto fatto di continui conflitti non è indolore; è complessa ma la lucidità ironica con cui viene portata avanti rende queste pagine non retoriche, ma avvincenti.

Alla dimensione del rapporto familiare si intreccia quella della vita sentimentale, segnata dalla presenza di una compagna che scompiglia la vita di Lei “con la forza di un toro”, che tende a imporle le sue priorità, riproponendo in un certo senso le modalità del rapporto materno. Quando il rapporto finisce Lei dovrà rielaborare un nuovo lutto, compreso l’abbandono del progetto di vivere insieme nella mitica Stromboli (quella dell’immagine di copertina), ma anche ritrovare la capacità di costruire un nuovo rapporto sentimentale.

“Questo romanzo è liberamente ispirato a una storia vera”, dice Cristina Zanetti; si potrebbe aggiungere: a tante storie vere, come d’altra parte testimoniano i tanti ringraziamenti ad altre donne che hanno in qualche modo accompagnato la stesura del testo. La storia principale si intreccia infatti a quella di una comunità lesbica impegnata nella realizzazione del Festival Internazionale del Cinema Lesbico Immaginaria (www.immaginaria.org) di Bologna.

Attraverso le problematiche della protagonista molte ritroveranno le problematiche di una militanza e di una vita quotidiana femminista che l’ironia della scrittrice ci rimanda con piacevolissime pagine (si raccomandano quelle sulla vita con cani e gatti!). Non è di poco conto che Cristina Zanetti giunga all’esperienza della scrittura dopo avere praticato altre forme di creatività artistica (disegno, pittura, fotografia, musica) oltre che essersi impegnata nella scelta dei film per Immaginaria: un lungo allenamento a raffinare lo sguardo.

Giovanna Romualdi, il Paese delle Donne

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