Europa, la cura, e la lezione di Simone Weil

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L’Europa e il suo “deficit di cura”. Quando è accaduto? Cosa ha spinto i governanti europei ad abbandonare lo stato sociale per una austerità che lascia la grande parte degli abitanti dei diversi paesi in una situazione di crescente malessere, debito endemico e disoccupazione? Perché diminuiscono le speranze nei confronti della politica mentre aumentano le deformazioni identitarie?
Ne avevamo parlato il 10 maggio scorso. Oggi escono le relazioni e gli interventi di quel convegno sulla rivista Leggendaria.
Se nel “trentennio glorioso”, le donne hanno avuto la capacità di essere costituenti, oggi sono i cambiamenti simbolici portati dalla esperienza singolare della differenza femminile (il “fare la differenza”) a mostrare la pochezza di modelli democratici esausti. Per questo, la nostra idea di Europa fa perno sulla “cura”, sulle relazioni come possibilità di operare ribaltamenti e di aprire conflitti in grado di mettere in questione l’ordine stabilito. Pecchiamo forse di ottimismo?
Nel numero 110 della rivista Via Dogana della Libreria delle Donne di Milano, viene ripreso il pensiero politico di Simone Weil negli anni 1941-1942-1943.

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