La Tomba di Antigone di Maria Zambrano

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Roma, dal 5 all’11 novembre2007 – ore  21 durata un’ora
Teatro Cometa Off
Via Luca della Robbia n. 47

La Tomba di Antigone di Maria Zambrano musiche di Dimitry Yanov-Yanovsky (Lacrymosa) Hildegard von Bingen (O Virtus Sapiente) Istvan Marta (Doom. A Sigh) Franghiz Ali-Zadeh (Mugam Sayagi) Anonimo (Canto tradizionale) drammaturgia interpretazione regia di Maria Inversi

Prenotazioni: 06.57.28.46.37 – Ufficio stampa: 347.74.20.671 – Informazioni: 329.88.29.344

Nel testo di Sofocle Antigone si suicida;  in quello della Zambrano la tomba si trasforma nella possibilità di rinascere a nuova vita. Quella che le negarono gli eventi, il padre, la madre, i fratelli, il re. Nel luogo del silenzio lontana dalle cose accadute e che accadono fuori dal perimetro in cui è rinchiusa, forte della sua solitudine, certa di subire un’ingiustizia umana, Antigone ascolta le ragioni del suo cuore in conflitto e cerca perdendola e ritrovandola, passo dopo passo quella luce interiore, che le consentirà di raggiungere la verità del suo essere lì, oltre le leggi della città, le ragioni di tutte le guerre, il potere arrogante. Può così far rinascere innocenza e coscienza, comprendere i sogni premonitori, ridare forza a pulsioni e desideri. La regia ha ridotto il testo di un’ora ricreando l’ossatura drammaturgica di cui il testo, scritto per altre finalità, era mancante. Così Antigone ci giunge col battito del suo cuore forte e fragile come quello dell’adolescente, dell’adulta o di chiunque un giorno comprenda che tutto il mondo che è dentro di sé  chiede di essere riconosciuto e amato. Il pubblico a fine spettacolo si trattiene spontaneamente, a volte a lungo. Ma su questa Antigone Maria Inversi, che intende il teatro anche come incontro empatico coi differenziati pubblici, ha lavorato per anni cercando il disvelamento della parola zambraniana che indaga la conoscenza e la sua meta come concetti – immagini. Maria Zambrano nel suo decennale esilio romano (regime franchista) è entrata in contatto, tra gli altri, con Elena Croce, Elsa Morante, Cristina Campo. Fu sostenuta con la sorella Aracoeli da artiste e intellettuali residenti a Roma. Ha pubblicato su Botteghe Oscure. 

Intervista a cura di Antonietta Lelario “…il testo di Maria Zambrano ha cominciato a “parlare” e il palco si è riempito di immagini nonostante che la rappresentazione fosse un monologo; le parole sono diventate corpo, emozioni, senso profondo di un’esistenza…”; Donatella Massara (Milano) “…l’attrice-regista ha un’eccezionale capacità interpretativa. Spirituale e purificata ma non disincarnata Maria trasferisce vigore ed energia nel testo cristallizzando in ogni parola una misteriosa sapienza, la voce-corpo-parole vola nello spazio di cono di luce e ci tiene ammagliate/i per un’ora di spettacolo…Affiancano le letture brani musicali, una interruzione vocale, il freddo della caverna, dunque, dalla quale, per pochi secondi, udiamo uscire la voce di Antigone. Ma una grande pietà cade per tutto lo spettacolo, clemenza per noi che partecipiamo nell’ombra, costretti a capire che Antigone non è mai morta, così vuole Maria Zambrano, sepolta viva la giovane parla e ci spiega il disegno assurdo di una donna che avrebbe dovuto celebrare le sue nozze…”; Vito Procaccini (Foggia) “…Nella sala affollata, il pubblico in un’atmosfera sospesa ha seguito con trepidazione la rielaborazione  che riprende Antigone nella tomba dove Sofocle l’aveva lasciata…”; ISAB (Udine) “…E’ più che teatro è più che rappresentazione …Una preparatissima attrice italiana, Maria Inversi, anche autrice e regista teatrale, sa mettere in scena una riduzione de “La Tomba di Antigone” della Zambrano con una fluidità e una capacità – complici il gioco di luci e l’ottima scelta musicale – che affascinano. Un monologo scandito e interpretato con sicurezza e solidità, capace di rendere comprensibili insieme dolore e filosofare a chiunque, e di sollevare nell’animo di chi ascolta dubbi e tumulti che il quotidiano riesce a cancellare…”; Primo Piano a cura di Titti Danese  su  ELLE ; Intervista RAI 3 –  Lampi    rubrica teatrale a cura di C. Faloci.

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