La deportazione delle donne: memoria e differenza

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 Incontro con MARTA BAIARDI

Livorno, 13 febbraio 2008 – ore 16.30
Centro Donna
Largo Strozzi, 3

L'incontro è organizzato dal Comune di Livorno – Assessorato alle politiche di genere e dall' Associazione Centrodonna Evelina De Magistris di Livorno

"Cominciavo già a convincermi che la gente non poteva capire". Così scrive al ritorno in Italia Liana Millu, ebrea pisana, entrata dopo l’8 settembre nella resistenza, arrestata in una missione a Venezia e poi deportata ad Auschwitz.  
Il lager, per Marta Baiardi, è  "questo sistema programmatico di annichilimento della identità corporea, esistenziale e sociale delle persone internate … Si è perpetrata nel sistema concentrazionario una riduzione delle persone alla loro nuda vita".

Marta Baiardi, insegnante, lavora attualmente all’Istituto storico della Resistenza in Toscana. Tra le altre pubblicazioni, si segnala la sua collaborazione al fondamentale lavoro, curato da Enzo Collotti, “Ebrei in Toscana tra occupazione tedesca e RSI”. Marta Baiardi si è occupata della didattica della Shoah, ha studiato particolarmente le testimonianze femminili della deportazione e ha fatto parte del movimento per “l’autoriforma gentile della scuola”

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