CENTRO STUDI DONNE PER LA PACE

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a cura di WAVEs (women arts/associations venice)- presidente Laura Guadagnin

S.Elena, Campo della Chiesa, 3 -Venezia 30122

L'incontro tra culture dell'est e dell'ovest attraverso l'arte, la poesia, i tavoli di pace sono il nucleo di questo Centro, accompagnato dalle istituzioni attraverso la Consulta delle Cittadine, ed altre associazioni che lo sostengono come l'Aba (ass.anoressia e bulimia) per le situazioni di presa in carico di conseguenze di problematiche legate all'emigrazione, come traumi di abbandono ecc., e di altre come l'Auser per la raccolta delle storie.

Grande spazio all'arte contemporanea, a partire da un Portale di prossima apertura sull'arte delle donne del '900 veneto, con respiro internazionale per coloro che operano a Venezia, al sito di prossima apertura

www.venicewave.com


Gli Abiti di luce di Gabriella Goffi sono installazioni silenziose composte con pazienza, confezionate con le mani, intelligenza d’artista, e pensate con testa e cuore.

In lei gli elementi dell’infanzia, i rituali femminili, la luce imprigionata e dilagante, l’ossessione dei ricordi, le paure, la fragile e magnifica consapevolezza dell’essere donna in cammino, producono un’intensa poetica. Le sue installazioni sono abiti che praticano una danza, un dialogo tra corpi in cui moltiplicare le forze, per spingersi più in là, per superare con lentezza, amore e tattilità gestuale la condizione di esilio volontario o necessario.

La materia è fatta di tessuto e suoni e luce, elementi che orientano il lavoro nel recinto della ricerca contemporanea quella più legata alla poesia, al respiro misurato e alle parole più silenziose mantenendo vitalità energetica o forza evocativa.

 

Laura Guadagnin e Grazia Sterlocchi sono poete e creatrici di eventi, come Settima Stanza, scuola di poesia, e come Waves (Women arts/ass.Venice). Con la loro voce e la poesia di Ana Blandiana, la più grande poeta di lingua rumena, accompagnano il percorso della mostra, di stazione in stazione, insieme alle amiche moldave e romene, alla dolcezza e alla nostalgia dei loro canti e all'energia dei loro rituali, che abitano lo spazio “sacro “ della CasaMare, quello lasciato nelle case dell'est, e ritrovato qui come CasaComune.

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