Lexikon deutschsprachiger Epik und Dramatik von Autorinnen (1730-1900)

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Gudrun Loster-Schneider e Gaby Pailer, Francke Verlag (a cura di), Tubinga e Basilea 2006 (con CD)

La peculiarità dell’“enciclopedia dell’epica e della drammaturgia di autrici tedesche” curata da Gudrun Loster-Schneider e Gaby Pailer è la sua innovativa impostazione metodologica che ha per scopo una nuova ricezione politica della letteratura di donne. A differenza dei dizionari enciclopedici su artiste e scrittrici finora pubblicati il volume non è più “codificato biograficamente” bensì focalizzato sui testi; esso mira infatti principalmente a distaccarsi da una tradizione che, proprio mettendo l’accento sulle vite delle artiste, ha finora “perpetuato uno stereotipo”, inserendo la letteratura di donne all’interno di “astratte ricerche di genere” impedendole così l’accesso a una biblioteca “comune”.


La nuova enciclopedia è invece orientata sui testi: le autrici sono elencate in ordine alfabetico ma le notizie biografiche, limitate alle sole date di nascita e di morte, lasciano spazio ad un ricco riassunto delle opere, cui segue la preziosa interpretazione di note studiose, germaniste sia italiane sia tedesche, che permette al lettore e alla lettrice di ottenere informazioni generali sulla poetica dell’artista in questione.
La nuova impostazione metodologica adottata dalle due autrici si basa principalmente su tre importanti criteri di lavoro. Secondo il primo criterio, quello cronologico, vengono prese in considerazione solo le opere create nell’intervallo fra il 1730 e il 1900, ossia in un periodo, quello della modernità, particolarmente significativo nella storia delle donne. Il secondo criterio riguarda il genere letterario. Il repertorio delle opere comprende i soli testi teatrali e, in parte, brani di prosa. Si prendono cioè in considerazione quei generi e sottogeneri letterari che, nella tradizione enciclopedica femminile, sono stati per lo più discriminati. Di contro ai racconti per bambini, alla letteratura gotica o d’avventura – da sempre considerati tipici campi femminili – stanno generi finora marginalmente trattati nella letteratura di donne, quali drammi storici, tragedie, commedie o romanzi di formazione. Il terzo criterio riguarda la scelta delle autrici e delle opere trattate. Accanto ad artiste molto note stanno scrittrici “sconosciute”, come accanto a opere canoniche stanno testi poco noti, nel rispetto di un’ampiezza più possibile neutrale. Così accanto a grandi nomi quali Lou Andreas-Salomé, Annette von Droste-Hülshoff, Bettina von Arnim, Caroline von Günderrode, Rosa Mayreder, Isolde Kurz o Ricarda Huch, stanno autrici ingiustamente discriminate dalla memoria storica quali ad esempio Carmen Sylva, pseudonimo di Elisabetta regina di Romania, alla cui corte liberale e dagli alti ideali femministi si formarono grandi artiste, come Dora Hitz, borsista di Villa Romana a Firenze nel fine secolo.

Il CD-ROM arricchisce di gran lunga il volume mettendone in risalto l’innovativo valore. Esso consente ricerche sia semplici sia “combinate” anche con la possibilità di rintracciare interi passi all’interno di un’opera. Anche il CD contribuisce dunque alla valorizzazione dei testi il cui approccio ed eventuale approfondimento viene facilitato da informazioni sulle diverse edizioni e da preziose indicazioni bibliografiche.

Claudia Vitale

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