Due autrici, con ruoli diversi, raccontano la storia di donne che hanno varcato la soglia dei settanta. Questo non è solo un bel libro: è un libro bello anche da guardare e da assaporare. Serena Dinelli, infatti, ha commentato ogni capitolo di Paola con sue suggestioni, sue esperienze e con ricette semplici e profumate, mentre, con la firma Dominko*, ci ha regalato intriganti illustrazioni.
Si può raccontare la propria biografia, dove il privato oltre ad essere politico è anche storia collettiva di una generazione di donne, attraverso dodici parole? Si può. Paola, con il contributo attento e affettuoso di Serena, lo ha fatto.
Dodici brevi saggi, o dodici brevi racconti?, ma densi di esperienza e di citazioni che arricchiscono il racconto stesso. Dell’amore (“accetto amori dove ognuno è consapevole di come è l’altro/a”, scrive Paola), dell’autorizzazione (“autorizzarci alla conoscenza, alla consapevolezza per accrescere coscienza e forza interiore”), del corpo (“solo se cerchiamo di non sconfiggere la nostra età, potremo godere di più della vita”), del desiderio (citazione da Gioconda Belli: “Il problema non è ciò che si pensa delle donne, ma ciò che noi donne abbiamo accettato di pensare di noi stesse”), della differenza (“La differenza, le differenze ci fanno sentire coraggiose e intrepide, ci fanno scoprire valore e potenza”), della fratellanza inquieta (“A causa delle loro differenze evolutive, donne e uomini vivono paure e bisogni diversi rispetto alle relazioni: le donne temono l’isolamento, gli uomini l’intrappolamento. …..un secolo crudele ma nel corso del quale per la prima volta una generazione di donne ha pensato e concretamente tentato di vivere un rapporto tra pari con l’altro sesso” e, da Iaia Caputo: ”Una condizione tragica….un drammatico malessere maschile….Il nostro è un paese bloccato da una misoginia che ormai pervade l’intero corpo sociale”), dell’identità (“Più una donna vive per se stessa, più è capace di dare agli altri e alle altre”), del lavoro (qui voglio citare Serena:”…la condizione di stagista: condizione di lavoro che fa sentire le persone irrilevanti, totalmente interscambiabili, pressate a essere flessibili fino all’insignificanza”), della libertà (“La libertà non ci viene regalata, la dobbiamo pretendere e conquistare, tutti: specialmente tutte”), delle madri/non madri (“D’altra parte penso che i figli, le figlie si dovrebbero fare per desiderio proprio.
E non altrui”), delle relazioni (“”Brutti tempi per le relazioni…Uomini spesso disorientati e fragili, tra consumismo, crisi del patriarcato e globalizzazione. A rischio di cercare l’identità perduta in schegge di machismo, che certo non li aiuta a farsi carico delle loro vulnerabilità e a cercare altre strade”), della salute.
E qui l’immagine che accompagna lo svolgimento è una bella figura di donna, come tutte le altre del resto, vestita di giallo su sfondo blu impegnata in un salto a gamba tesa, sul mondo. Le donne sono più longeve degli uomini ma si ammalano di più, ci dice Paola. E io aggiungo: farmaci fino ad ora testati quasi tutti su uomini di circa 70 chili non aiutano le donne a guarire, la medicina di genere è una disciplina incredibilmente recente.
*
Paola Leonardi, Serena Dinelli, Sapori e saperi delle donne, Iacobelli editore, 2014
PUOI SEGUIRE LA SIL SU:PASSAPAROLA:
