L'arte di Emma Dante

Entrare nello spazio sacro di Emma, sia esso di una messa in scena che di un libro (romanzo, drammaturgia), è essere trascinati oltre la porta  di Alice. Significa accettarne la sfida che ogni volta lei ci ripropone e a cui non bisogna resistere. Oltrepassare la soglia dei luoghi comuni, delle convenzioni, liberando con gioia, e questa è la sua particolarità, uno spazio di sé che la vita quotidiana soffoca. La sua arte, il suo trascinarci dentro, è l’arte della donna-maga, donna che conosce corpi come luogo del creare, che conosce oggetti e cose.
Emma non sembra potere fare a meno dei corpi, corpi parlanti, corpi che si lamentano, gridano, gioiscono, agiscono nello spazio e nella parola. Corpi che si compongono come cera, che si piegano, che saltano, ballano, si accucciano in mezzo a un’infinità di oggetti che hanno a che fare con la domesticità, con il lavoro, con la materia, quasi lei fosse un pittore che crea materia dall’olio, dalla creta. Così come corpi sono le sue parole, le parole che trapassano i fogli facendosi scrittura. Una scrittura corposa che non dimentica mai di essere contenuta in un essere vivente e di questo si fa testimone. L’uso del dialetto impastato con l’italiano, la distorsione linguistica che diventa quasi musica e tracima in musica, divenendo elemento ineludibile del presente. Porta d’ingresso per l’appunto.
La carriera di Emma Dante nasce con gli anni trascorsi all’Accademia Silvio d’Amico dove si diploma nel ’90, poi attrice dal talento indiscutibile. Seguono anni composti da piccoli studi, ricerche, prime indagini sui corpi e sulla parola. Un talento che si manifesta impressionante a chi ha avuto la possibilità di vedere quei primi studi, in case di amici dove lei e i suoi attori si esibivano. Non manca mai, sino da quei tempi, il doppio binario del teatro e della scrittura.
La vittoria del Premio Scenario nel 2001 con lo spettacolo Mpalermu è il salto, il suo precipitare nella scena italiana che trasforma con decisione e forza. Una scena che ci trasporta nel degrado palermitano come perverso luogo di gioia e di vita.
Per le donne e gli uomini che assistono stupefatti al suo lavoro e a quelli successivi (Carnezzeria, La Scimia, Vita mia, Mishelle di sant’Oliva, Cani di bancata, Acquasanta, Il castello della Zisa), si apre senza mediazioni, con una verità terrificante, l’abisso di una condizione degradata, violenta, mafiosa, eppure da quegli spettacoli si esce con il cuore in gola, con l’emozione di essere stati tuffati in una avventura che è vita.
Intanto, tra un susseguirsi ininterrotto di premi, Emma rende più chiara la sua scrittura oltre la drammaturgia, nasce il romanzo Via Castellana bandiera, che ancora una volta ha a che fare con lo scandalo della carne, un romanzo legato strettamente al percorso queer di spettacoli come Mishelle di sant’oliva e Le pulle. Il romanzo, che riceve riconoscimenti tra cui il Premio Vittorini, ora è diventato un film presto nelle sale.
Da non dimenticare, la regia della Carmen di Bizet alla Scala con la direzione di Daniele Barenboim che ha suscitato tanto scalpore. E l’innovazione, nella riscrittura di fiabe stravolte che ricordano quelle di Angela Carter, che ci fanno precipitare nell’oscurità e nelle risate, e deliziosi spettacoli e libri-noir per bambini: La favola del pesce cambiato, Anastasia e Genoveffa e Cenerentola.

Per la sua straordinaria aderenza al contemporaneo, di cui diventa indiscussa portatrice di valori innovativi,  per la sua arte così strettamente legata al corpo di donna, al corpo queer, al corpo parola, per il grande tributo alla lingua materna; per le “porte” che ha aperto, il fervore didattico con cui costruisce la sua squadra di attori e di attrici nello spazio de la Vicaria a Palermo, per il senso profondo di una nuova educazione all’arte, la Società Italiana delle Letterate ha il piacere di nominare Emma Dante Socia Onoraria.

PASSAPAROLA: Facebooktwittergoogle_pluspinterestFacebooktwittergoogle_pluspinterest GRAZIE ♥
The following two tabs change content below.
La Società Italiana delle Letterate (SIL), fondata nel 1995, è costituita da circa duecento scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni. Siamo tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate ci consideriamo innanzi tutto lettrici.

Ultimi post di SIL - SOCIETÀ DELLE LETTERATE (vedi tutti)

Categorie
0 Comments
0 Pings & Trackbacks

Lascia un commento