Leggere Maria Messina a Mistretta

mistre11Ci sono diversi modi per godere della lettura di un libro. Calvino ne sapeva qualcosa quando invitava il lettore a leggere “nella posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato … coricato sulla schiena o … A testa in giù. Col libro capovolto, si capisce”.

Ma c’è un altro modo per vivere le emozioni che la lettura suscita, anche se può rivelarsi non  altrettanto comodo. Attraversare fisicamente gli stessi luoghi descritti dall’autore: scendere e  risalire gli stessi vicoli; sostare sulla soglia di una casa, sugli stessi gradini o sulla stessa panca; guardare con i propri occhi gli stessi squarci di paesaggio, le angolature, i tagli di luce osservati e poi trascritti sul foglio dall’autore.

Se poi l’autore – l’autrice nel nostro caso – è vissuta nei primi del novecento, ma i gradini, i vicoli, le case sono rimasti immutati nel tempo, come se il tocco di una bacchetta magica ne avesse imprigionato, insieme ai tagli di luce e ai colori, anche gli odori, allora l’emozione è davvero forte. Ma non basta. Puoi renderla ancora più forte affondando i denti – mentre leggi al tramonto seduta su quel gradino – in una morbidissima “pasta reale” a forma di fiore, impastata con mandorle e zucchero e che odora di vaniglia e cannella. Gli stessi odori, lo stesso sapore che l’autrice ti ha descritto nella pagina precedente. L’incantesimo a questo punto è perfettamente riuscito: sei una personaggia tra le personagge del libro.

La scrittrice di cui si parla è Maria Messina(1887-1944) “una giovane donna minuta con un visino pallido dai grandi occhi luminosi incorniciato da una massa di fini capelli castani” come la descrive la nipote Annie, scrittrice anch’essa. “Una Mansfield siciliana” secondo la definizione di Sciascia.

Il luogo è Mistretta, sui Nebrodi, “paese acchiocciolato ai piedi del Castello, con le sue casucce rossastre piccole e affumicate” dove ai tempi della scrittrice non c’era neppure la luce elettrica, non c’era neppure un cinematografo e la posta partiva una volta al giorno. “Forse neanche una volta!” Ma quel che è peggio, scriveva Maria Messina, “le signore escon poco […] non c’è modo di fare conoscenza e […] ci si annoia mortalmente”. Eppure Maria Messina, con Mistretta, con i suoi quartieri e vicoli creò un legame così forte da ambientarvi quasi tutta la sua produzione letteraria: nel quartiere di Santa Caterina ambienta “Pettini Fini”; nella strada di Santo Nicola descrive “le donne che stavan tutta la mattinata a calzettare all’ombra mentre i bimbi facevano il chiasso lontano”; altre storie ambienta nel vicolo di Santa Maria, dove “sotto il cielo terso, fra le case come assonnate solo qualche lume brillava di tanto in tanto”.

Li ha tanto amati, quei luoghi, quei silenzi, quel paesaggio, che se passeggiando ti ritrovi per esempio al Rosario “durante un bel crepuscolo d’estate, quando il cielo, tutto rosso e oro, accende i tetti delle case”, ti pare proprio di vederla “la gna Vastiana che andava come una spola da Santa Caterina”; o, se sei  nel quartiere di Sant’Antonio,  e alzi gli occhi dal libro, ti può capitare di vedere “Angelo e Mariangelina che facevano il telegrafo, lui dal terrazzino di pietra sotto la pergola, lei dalla finestrella”.

E’ lo stesso paesaggio che in alcuni punti – dopo una curva, una strettoia, una discesa -, o in alcune ore del giorno, all’imbrunire soprattutto, può trasmettere un senso di oppressione, di immutabilità, dovuta alla assenza di spazio, di punti di riferimento, e facendo leva sul tuo stato d’animo del momento, può trasformare il luogo, il vicolo, in un gorgo/prigione.

E’ sotto la spinta di queste emozioni contrastanti che nasce la passeggiata letteraria sulle tracce di Maria Messina,  autrice poco conosciuta, che ha amato talmente il paese di Mistretta da restituirne tutto il suo fascino e la sua ambivalenza. Come affascinante e ambivalente è  la sua scrittura. Una scrittura che dà spazio, a chi legge, di  interagire col testo, costruire percorsi, operando incursioni dentro i non detti, i silenzi, per scoprire la sua voce segreta. Non a caso il silenzio è la prima cosa che colpisce passeggiando, soprattutto al tramonto, tra i vicoli del paese. Silenzi pieni di colore, degradanti dal rosso, all’arancio, al blu, al violetto. Come colorati sono i silenzi delle personagge di Maria Messina, e che bene ha colto in un suo saggio Clotilde Barbarulli. Silenzi ad una prima lettura interpretabili come fatale rassegnazione, passività o scelta di dipendenza, ma dentro i quali uno sguardo sessuato è capace di leggervi gesti di resistenza, di negazione del potere dell’altro su di sé, di libertà. Di luce.

Gesti di luce è infatti  il titolo scelto per la passeggiata, ed è anche il titolo del laboratorio durante il quale alcune alunne del liceo di Mistretta, protagoniste assolute della passeggiata, hanno  riletto e reinterpretato alcuni testi di Maria Messina.

 

Le opere di Maria Messina sono tutte edite da Sellerio editore Palermo:

La casa nel vicolo; L’amore negato; Pettini fini; Le briciole del destino; Il guinzagli; Ragazze siciliane; Piccoli gorghi; Personcine; Casa Paterna.

Clotilde Barbarulli Luciana Brandi, I colori del silenzio Luciana Tufani editrice, Ferrara

PASSAPAROLA: Facebooktwittergoogle_pluspinterestFacebooktwittergoogle_pluspinterest GRAZIE ♥
The following two tabs change content below.
La Società Italiana delle Letterate (SIL), fondata nel 1995, è costituita da circa duecento scrittrici, insegnanti, studiose di varie letterature, giornaliste, ricercatrici e operatrici culturali di diverse generazioni e provenienti da varie regioni. Siamo tutte naturalmente appassionate di libri e di storie e in quanto letterate ci consideriamo innanzi tutto lettrici.

Ultimi post di SIL - SOCIETÀ DELLE LETTERATE (vedi tutti)

Categorie
One Comment
  1. Nella Seminara

    Leggerò il tuo articolo su Maria Messina su segnalazione del prof Nino Testagrossa.
    Sono di Mistretta, ho letto alcuni racconti e romanzi della nostra amata scrittrice
    (quelli che ho trovato nelle biblioteche e nelle librerie) e so dove è sepolta nel cimitero monumentale di Mistretta.
    Ti invito a visitare il mio bolg. Su GOOGLE cerca: blog di Nella Seminara e Speciale Nella Seminara.
    Complimenti! A presto. Ciao Nella

0 Pings & Trackbacks

Lascia un commento