L'ora delle ragazze Alfa

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di Valeria Palumbo, 2009, Fermento

«Per arrivare al vertice, una donna deve aver fatto un immenso sforzo d’adattamento. Le donne non giocano mai in casa. Giocano sempre in trasferta, in un posto estraneo.

L'ora delle ragazze Alfa di Valeria PalumboAlla fine padroneggiano perfettamente due sistemi: quello altrui e il proprio. Gli uomini al vertice si muovono come pesci nell’acqua. Lo stesso accade alle donne. Ma le donne possono anche volare», Maria Fischer, Head Hunter.
La prima ondata del femminismo ha conquistato il diritto di voto. La seconda la libertà sessuale. Adesso è il momento della terza: negli Stati Uniti e in gran parte d’Europa le donne stanno ottenendo la parità anche sul lavoro, nello sport e nei posti chiave della politica, della cultura e dell’economia.

La spallata
definitiva? A 60 anni dal saggio fondamentale di Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, parrebbe proprio di sì, nonostante le brusche frenate, le violenze, i pregiudizi e gli ostacoli che ancora si pongono sul cammino di metà dell’umanità. Protagoniste di questa nuova epoca, le cosiddette ragazze Alfa, colte, decise, poco ideologizzate, perfino poco solidali, ma molto determinate a prendersi il loro posto nel mondo. Quanta strada alle spalle!

 

Questo saggio si ispira a una frase di una straordinaria intellettuale ebrea tedesca dell’Ottocento, Rahel Varnhagen, che confessò sconsolata a un’amica: «Per noi non c’è alcun posto, alcun ruolo, alcun titolo ufficiale da esibire nel mondo». Le ha fatto eco, nel 2008, Alice Schwarzer, icona del femminismo tedesco, che, paragonando le donne agli ebrei, ha affermato: «Per noi non c’è patria, ma per questo siamo cittadine del mondo». Benché la Schwarzer, come molte femministe degli anni Settanta, sia molto critica verso questa nuova “Onda” femminile, la situazione continua a migliorare. E questo vale per tutti i campi, anche per i più inespugnabili fortini del potere maschile: in questo saggio si ricostruisce, passo dopo passo, come le donne li hanno conquistati. Ed è davvero una lunga storia.

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