"Viola di mare" è la storia d’amore di due giovani donne, Angela e Sara, cresciute nel medesimo microcosmo arcaico, ma suggestivo e di superba bellezza. Una Sicilia la cui realtà passa attraverso i sensi. Nel film i diversi tempi della passione, il tempo della scoperta, quello della gioia, della felicità e del dolore si intrecciano con i tempi della natura che, con i suoi ritmi, ora luminosa e quieta ora furiosa, fa da contrappasso allo snodarsi della storia.
Il film racconta anche di sopraffazioni, ingiustizie sociali e sopratutto dei “millenari” soprusi patiti dalle donne. Contro tutto questo la protagonista, Angela, oppone una irriducibile resistenza.
E se tutto ciò contro cui deve lottare richiederà un prezzo lei è disposta a pagarlo: accetta una metamorfosi esteriore, si travestirà da uomo senza mai rinunciare, nell’intimo, alla sua identità di donna.
Il cerchio narrativo si chiude con un esito imprevisto, forse doloroso, che però vale a ricomporre l’identità della protagonista e a conferire significato alto alla legge del desiderio, l’unica per la quale, come Angela ci fa intendere, valga la pena di pagare un prezzo.
La mia disposizione e il mio desiderio per questo progetto coincidono, come sempre nei miei lavori, con la mia passione “politica”. Così, da un lato, la vicenda di Angela e Sara, il loro amore, il coraggio della verità, la sete di giustizia spero si leggano come storia di ogni essere umano di ieri e di oggi. Dall’altro mi auguro che dal testo, oltre a quello estetico, emerga anche un valore pedagogico e morale, per contribuire, con la forza delle immagini e facendo leva sulle emozioni, alla modificazione del senso comune.
Pina Mandolfo
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