Del lottare con le parole o dell'empatia

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Occuparsi di un artista sempre significa incontrare una persona, e ogni teoria che tenga separate vita e arte finisce per scontrarsi con l’evidenza di una contiguità. Nel caso dell’udinese Antonella Sbuelz non ci possono essere dubbi: i tratti caratteriali – la capacità d’ascolto delle problematiche altrui, il rispetto per le diversità d’ogni tipo, la percezione della complessità nella vicenda umana, la partecipe comprensione del dolore e della gioia del vivere, in una parola l’empatia – incidono in modo profondo e determinante sulla sua scrittura, come si vede nel suo ultimo volume di poesie, Transitoria.

Antonella Sbuelz coltiva da sempre la poesia, anche se è forse più nota per i suoi racconti e romanzi – tra cui Il movimento del volo e Greta Vidal.  Eppure dalla poesia cominciò il suo fortunato percorso nel 1988 con L’abaco Magenta, per proseguire poi con pubblicazioni di liriche su riviste del settore e con ripetute affermazioni in concorsi per testi inediti. E proprio una sua vittoria a Torino nel 2010, al Premio InediTo, ha dato l’avvio alla prima edizione di questo Transitoria, che a fine estate 2012 ha ottenuto anche il Premio “Alberona”.

Dei molti fattori che si intrecciano nella tersa scrittura riferisce Davide Rondoni nella prefazione al volume. A questi si unisce  un aspetto intrinseco alla personalità stessa dell’autrice, che fa sì che In Transitoria sia racchiuso un mondo, quello della poeta e quello di persone a lei care, familiari con i quali vive o ha condiviso tratti di esistenza, amici frequentati o persi per strada, uomini e donne, bambini e animali che ha avuto modo di osservare in varie circostanze. E quando lo sguardo di Antonella si sofferma su un soggetto sarà subito una carezza che lo sfiora, una memoria che ricostruisce, un pensiero che (si) interroga.

Questo percorso si dipana nella raccolta poetica, divisa in cinque sezioni. Dal titolo, che prospetta un orizzonte problematico di dispersione, alle sezioni, agli esergo ai testi, vengono declinati modi e forme in cui, nella pur inevitabile impermanenza, si può immettere una qualche luce.

Al centro del libro sta emblematicamente la sezione Tempo, dove si trovano le cruciali liriche Transitoria I e Transitoria II – la prima che termina con “il fare che viviamo appena un niente” e la seconda che inizia con il medesimo verso – dallo scenario cupo, di vento burrascoso.

Qui si scontrano ragione, come consapevolezza dell’importanza d’ogni esperienza, e sentimento del trascolorare di stagioni più vitali e, forse, più felici. Ma attorno a questo nucleo critico ruota dell’altro: le Figure, in cui le persone recuperano la storia personale salvata dalla dimenticanza, e, fondamentali, gli Amori. In questa sezione si afferma il senso profondo dell’Eros, fra passione e tenerezza, ricondotto alla concretezza del momento vissuto.

In Sguardi, invece, mutato il ritmo, si martellano aforisticamente versi contro le storture che mortificano la vita individuale e sociale e si introduce un tema che avrà pieno sviluppo nell’ultima, rivelatrice, sezione: Verbo. Dal primo testo, Alba in cui compare il verso “E il mondo diventa di voce” fino all’ultimo, ‘In nudo di parole’, Antonella Sbuelz traccia un itinerario tormentato ed esaltante in cui le contraddizioni si condensano tutte nella ‘lotta’ con la parola, lotta quotidiana e dall’esito incerto, ma comunque salvifica, “per farsi scudo al nero”.

 

Antonella Sbuelz, Transitoria, Raffaelli Editore, Rimini 2011, pp.108 euro 13,00.

Il movimento del volo, Frassinelli 2007 268 pagine 17 euro

Greta Vidal. Una storia di passioni nella Fiume di D’annunzio, Frassinelli 2009, 327 pagine, 19,50 euro

L’abaco Magenta, Anterem Verona1988 44 pagine, s.i.p.

 

 

 

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