Strenne/Saggi Tra storia della repubblica, femminismo, padri e memoria

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Daniela è singolare

In principio fu il Demau (Demistificazione autoritarismo patriarcale). E parliamo di metà degli anni Sessanta e di quel gruppo di donne che può essere considerato l’avvio del vivace e multiplo femminismo italiano. E parliamo di una delle protagoniste, Daniela Pellegrini –  il Cicip&Ciciap di Milano è il “suo” luogo –  che, grazie alla Fondazione Badaracco di studi e documentazione sulle donne, racconta oggi la propria storia e la propria biografia femminista in Una donna di troppo .  Un libro singolare – in effetti Storia di una vita politica “singolare” è il sottotitolo – nelle diverse declinazioni che si possono dare all’aggettivo. Singolare è infatti il mescolarsi di registri narrativi: una biografia che intreccia documenti, riflessioni, appunti, ragionamenti collettivi rimessi insieme, in una prospettiva cronologica, dalle sapienti mani di Chiara Martucci che del libro è curatrice. Singolare poi come è il percorso di vita di Daniela Pellegrini, donna emancipata e “in carriera” che  di quella emancipazione negli anni Sessanta non si accontenta più e sceglie una strada, con ma talvolta anche contro altre donne, in cui politica delle donne e vita si intrecciano senza soluzione di continuità : «E’ la vita di ciascuna a dare valore reale alla politica», scrive. Da leggere – anche se  di impegnativa lettura – perché è un contributo importante alla ricostruzione dei percorsi femministi  (e semmai intenerirsi riconoscendo amiche nelle foto di allora a Pinarella di Cervia e Paestum ) e perché, in questi tempi avari e di “mondanità erudita”, è la biografia  di una donna irriducibile e generosa di sé e del proprio pensiero. Assunta Sarlo

Daniela PellegriniUna donna di troppo, Storia di una vita politica “singolare” , a cura di Chiara Martucci, Franco Angeli, pag. 272, 33 euro

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Guasti dell’emancipazione

Un libro di facile lettura che ha come scopo quello di raccontare che cosa manca alle donne (specie le giovani donne) oggi, per essere pienamente cittadine. Che mette in evidenza i possibili guasti della sola emancipazione, come l’omologazione al maschile o la “scelta” di aderire al modello di femminile disegnato dai maschi. Che indica nel cambiare alcune parole  come conciliazione, pari opportunità uomo donna, rappresentanza femminile, la strada per cambiare il mondo. Il libro di Giulietta Ruggeri, ricco di dati e con una bibliografia utilissima,racconta come la maternità, in Italia, sia punita dall’organizzazione del lavoro, sociale e politica. Un libro da leggere e da regalare alle giovani donne che “credono di avere dei diritti”. Silvia Neonato

Giulietta Ruggeri, Cambiare le parole per cambiare il mondo, Pari opportunità punto a capo, il caso Genova, 2012 Edizioni Libero di scrivere, Genova, pp.173, euro 14

Le oscillazioni del cuore

C’è un vizio d’origine nel rapporto tra le donne e la scena istituzionale, in Italia. Risale a prima della fondazione della repubblica italiana, a un decreto luogotenenziale che il 1° febbraio 1945 riconobbe il diritto di voto delle donne, ma non quello di essere elette. È da questa origine incerta della cittadinanza, riparata con una legge apposita un anno dopo, che le autrici ricostruiscono la relazione con la politica delle donne italiane. Rispetto al traditional gender gap, che fino agli anni sessanta vede le donne in posizioni prevalentemente conservatrici, abbiamo oggi il modern gender gap, che vede le donne in posizioni eccentriche, mobili. Spesso astensioniste,  ma tra i 20 e i 30 anni votano al 7 per cento in più dei loro coetanei, oppure votanti soprattutto a sinistra, nel 2001 e nel 2006, più degli uomini. Una ricostruzione puntuale delle oscillazioni del cuore femminile nello spazio pubblico. Bia Sarasini

Assunta Sarlo, Francesca Zaizyc, Dove batte il cuore delle donne? Voto e partecipazione politica in ItaliaLaterza Roma-Bari 2012 172 pagine 12 euro

Don Gallo e il femminismo

L’ultimo libro di don Andrea Gallo, con eloquenti vignette di Vauro, è una rivisitazione di un Vangelo scomodo, di un prete scomodo, una difesa dell’amore tout court, dei trans e delle prostitute, che ascoltarono e cedettero in Gesù e si salvarono, perché un peccatore che si riconosce tale, ha sempre la speranza di cambiare vita.

Don Gallo in queste pagine confessa anche il suo debole per le donne, gli  piace parlare con loro, discutere, e ascoltare e riconosce il maschilismo strisciante nel mondo, sul lavoro, nella politica, nel sesso. E proprio il sesso, dice, è l’esempio più bello del dono di Dio all’umanità. Un libro sul Gallo-pensiero,  come scambio con l’altro, un inno alla dignità delle donne,all’umanità (“Restiamo umani”), Gesù non condanna e non giudica, ma aiuta a prendere coscienza e a perdonare a oltranza . Franca Speranza

Don Andrea Gallo Come un cane in chiesa, Piemme 2012, pag. 182, 15 euro

 Mauro Rostagno, come lo racconta la figlia

Mauro Rostagno è stato un mio compagno di Università, a Trento per la laurea in Sociologia, che non è mai stata una Facoltà qualunque, come non lo era nessuno degli iscritti e delle iscritte. E Mauro Rostagno era davvero uno speciale. Ne ho un vivido ricordo nel febbraio del 1988, con tanto di foto insieme, quando siamo tornati/e nella nostra Università a festeggiare il ventennale del ’68. E ora mi sono divorata il libro che ha scritto su di lui – Mauro ovvero Sanatano, “eterna beatitudine”, con le sue numerose vite – sua figlia Maddalena, ovvero Kusum, “fiore di contentezza”. Maddalena ricorda Milano e il Macondo, il più grande centro sociale italiano alla fine degli anni ’70, con il cartello d’ingresso: “ieri sulle barricate, oggi sulle amache. Rilassiamoci”. E poi l’India e ancora la campagna di Trapani,dove un vecchio baglio viene trasformato nel più laico e libertario centro di recupero per tossicodipendenti, la comunità di Saman. Maddalena,  il 26 settembre 1988 sente dei colpi di pistola, a pochi passi da casa e otto anni dopo vede sua madre Chicca andare in carcere, con l’accusa di favoreggiamento per l’omicidio di Mauro, colpita dalla macchina del fango. Cucendo il filo della storia in un montaggio serrato, Maddalena e Andrea scrivono un racconto intimissimo, un’inchiesta, un romanzo picaresco. La storia dell’uomo che sfidò la mafia guardandola negli occhi. La storia dell’uomo capace di sentire il suono di una sola mano. Paola Leonardi

Maddalena Rostagno e Andrea Gentile, Il suono di una sola mano. Storia di mio padre Mauro Rostagno, prefazione di Michele Serra, Il Saggiatore, 2011, pag. 285, 15 euro; e book 9,99 euro

 

 

 

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