Versi che fluttuano tra jazz e amore

Un impercettibile fluire del tempo del giorno, delle cose che si vedono, delle ombre, della musica, delle voci, dell’acqua, delle luci, per sentirsi come di nuvola perché il giorno si è sciolto costituiscono la trama e la cifra portante di Via, la prima poesia della raccolta Da da da di Laura Fusco,  poeta e regista torinese che ha già pubblicato nel 2011, sempre con l’editore Kolibris, la raccolta Aqua nuda presentata al Salone del Libro di Torino.

I tocchi dell’espressione poetica sono rarefatti in Paradise , fluttuano lievi per affrescare il turbamento di un incontro. Lo stupore e il piacere rallentano il tempo, che si frange in domande sospese nella trance:

[…]

Chi l’avrebbe detto?

Che alla fine?

Che ti avrei incontrata?

[…]

Tutto è leggero, aereo:

[…]

Poi una folata d’aria

è entrata. Come

una farfalla

[…]

Nel corpo della poesia anche l’evocazione di un noli me tangere:

[…]

L’ombra della mia mano

ti sfiora l’orlo della veste, ti cade

sulle ciglia.

[…]

che sigilla l’incanto di questo incontrarsi, di questo contatto ravvicinato a lungo agognato (dove hai trascorso il resto / della vita?). L’emozione è resa con sobrietà ma è intensa:

[…]

Ti ho fatto posto nel mio specchio,

i miei gesti vagano intorno al tuo sorriso.

[…]

Apparizione si interroga sulla possibilità di realtà di un incontro – come nel  Johnn Donne di The Good-Morrow  a  chi parla sembra di non essere esistito prima –

[…]

Dov’eri ieri?

Dov’era ieri

(si notino le consonanze) e lotta con la paura di perdere ciò che ha appena intravisto, che è sentito come immateriale:

[…]

Non posso perderti adesso.

Non posso farlo ma

dove sei?

[…]

[…]

Anche se

passeremo passerò passerai,

è il tuo corpo il soffio

che voglio stringere.

[…]

Bianco e Nero apre squarci di silenzio, un paesaggio immobile, in cui gli sguardi si posano sugli oggetti delle ultime azioni compiute e l’acqua circola potente come una grande forza o passione che non può essere trattenuta.

Il racconto poetico è a spirale, sembra ritornare sulle impressioni  dei ricordi mentre il jazz continua a suonare, a chiosare i contorni di una storia che sfila e si apre come nelle scene di un film.

Laura Fusco ha il dono di registrare esperienze interiori corredandole delle cose che vede, delle strade in cui passa, degli oggetti in cui incappa:

[…]

E anche se non abbiamo trovato la soluzione,

o cambiato la famosa prospettiva e basterebbe un soffio,

un black out, una telefonata,

il cielo è bianco, andrò a dormire,

passerò da Via Santa Chiara, Via San Domenico, il Duomo, le Porte Palatine,

con il corpo leggero, di una piuma.

[…]

(Km 5)

come se volesse mettere in scena l’esperienza con il background che le è sotteso, il suo paesaggio specifico o la sua scenografia.

Mentre desideriamo, amiamo, soffriamo,  guardiamo una natura morta o respiriamo il vento che agita la città, o inciampiamo in un sasso e tutti questi particolari fanno parte dell’esperienza dei sentimenti attraversati.

La poesia di questa  raccolta rievoca momenti di non ritorno, brevi incontri, afferra i contorni di una scena prima che si sbriciolino. Il jazz attraversa i componimenti, mitizza gli eventi, invita all’abbandono, suggerisce che ciò che è fruibile è passeggero, pazzariello, può riempire di piacere ma sfugge ad ogni possesso.

In questi versi si mischiano la frammentarietà del jazz e quella della poesia moderna in senso eliotiano, e “barocco” insieme, nello scomporre e ricomporre la percezione della vita in senso esistenziale, nel penetrare e invadere territori proibiti.

L’ultima poesia di Da da da ne sintetizza l’essenza: sempre un racconto che va avanti, un cercare di placare l’anima:

[…]

Alla fine,

tornando a casa mentre il sax suona,

qualche immagine sarà rimasta addosso per calmarci.

E un retrogusto di tiglio sulla lingua

ci farà baciare in sonno il ragazzo

che abbiamo appena incontrato.

Altre sensazioni, altra musica che accompagna, altro desiderio d’amore, trasportato con sé fino al sogno nel sonno.

La musica accompagna tutti i momenti della poesia, fa decantare i sentimenti, che si allargano nelle sue volute, si disperdono e si avviano per sentieri sparsi.

Laura Fusco, Da da daprefazione di Paolo Conte, Kolibris Edizioni Bologna 2012, 66 pagine 12 euro

Sarò la stessa?, il video da una poesia dalla raccolta Acqua nuda , Kolibris Edizioni

 

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