Oh essere moltitudine. Nuovi immaginari erotici postporno

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Sedici racconti erotici per «ragazze sole o male accompagnate» scritti da Slavina, videomaker, performer, pornoattivista, autrice di un blog dissidente.

I racconti «descrivono le piccole grandi avventure di una esploratrice anticonformista dell’immaginario erotico» racconta l’autrice online: Selma vive «tutto l’arcobaleno delle variazioni possibili del contatto e del vincolo».

I racconti iniziali, dove Selma è una ragazzina, sembrano omaggiare i primi romanzi di Rossana Campo (In principio erano le mutande ed Il pieno di super), scrittrice cui Slavina riconosce, nei ringraziamenti, d’averle trasmesso che «il sesso senza ironia era un piacere a metà».

C’è un filo che lega i racconti nei quali Selma impara a conoscere il suo corpo, i suoi desideri, le sue fantasie: un filo di dissacrante ironia che smonta il mito dell’amore romantico, della felicità raggiungibile solo nella coppia eterosessuale. Il percorso di Selma è segnato dalla profonda consapevolezza di se stessa, è la storia di una donna che sa che il «vero amore eterno» è quello per se stessa, anche se lei lo direbbe in altro modo.

Nel racconto Mi fai impazzire Selma dopo un appassionato incontro con un ragazzo che le piace molto, prova un «genuino terrore» quando il giovane comincia a dirle quanto «sarebbe stato bello stare assieme, che m’avrebbe presentato ai suoi genitori e che non appena fosse stato possibile avrebbe voluto conoscere i miei. Che si era creduto? Io ero piccola. Volevo essere libera, volevo viaggiare, volevo studiare». Selma non sogna il principe azzurro ed anche quando sente di essere «innamorata come mai» e spera che lui possa diventare l’uomo della sua vita, scrive di essere «gonfia di una speranza idiota» e sperimenta il dolore di una relazione asimmetrica, «aspettavo e sopportavo la solitudine interiore e l’amarezza delle sue sparizioni misteriose».

Ne La casa delle Vergini compare Jamie, «un’innocente in un mondo malvagio che non chiedeva niente e si prendeva quello che c’era. Si era presa anche il mio fidanzato e per quanto possa suonare strano, la cosa non m’aveva disturbato troppo. Era la prima ragazza di cui m’innamoravo». Selma rompe con l’eterosessualità obbligatoria e sperimenta relazioni con le persone che le piacciono, uscendo dagli schemi costrittivi del  binarismo di genere. Denuncia la forte omofobia che abita l’italica penisola, come in «Ti va di provare?», racconto di una storia a tre, dove i due ragazzi, molto amici tra loro, «al solo sfiorarsi casuale delle spalle, quei due sembrava avessero preso la scossa. […] Mantenevano tra loro una distanza di sicurezza che mi sembrava maniacale. Era come se avessero paura di toccarsi».

Il contatto fisico tra uomini resta uno dei tabù della nostra società, dove lo stigma violento di essere “frocio” limita la corporeità, la conoscenza di sé, e della propria affettività, quando non arriva a discriminazioni ed aggressioni verbali e fisiche.

Nella postpornografia si pratica una sessualità che riguarda tutto il corpo, non solo i genitali, che supera il binarismo passivo/attivo, in cui i corpi, attraverso protesi, abitano nuove forme.

Dildotettonica per principianti è un racconto ispirato al testo Terrore Anale dell’attivista queer Beatriz Preciado. Slavina prima ha girato un divertente ed accattivante cortometraggio (premiato al Sicilia Queer festival) e poi ne ha fatto un racconto. Nel suo blog lo definisce «una disincantata propaganda alla sessualità anale maschile nelle relazioni etero. È un’ode al dildo come strumento di piacere e conoscenza».

Nel racconto Io e lei Selma si sente «come se avessi scoperto l’America» dopo aver scoperto l’esistenza dell’eiaculazione femminile.

Il percorso di crescita personale e politica cresce racconto dopo racconto.

Il linguaggio usato è esplicito, irriverente, sboccato ma mai volgare. Diverte il ribaltamento linguistico di certi termini: «E mi piaceva sentirla gemere, volevo baciarla, non avevo abbastanza corpo per tenerla tutta… oh essere moltitudine. Ora sì che avevo capito cosa voleva dire». Oppure nel racconto Barricata dove durante il blocco attuato dal movimento No Tav, Selma percepisce di essere attratta e corrisposta da un attivista, «e nessuno dei due si è chiesto perché, seppure presi dall’onda anomala della passione, invece di andarcene per fratte siamo rimasti ai nostri posti senza esitare. Ditemi voi se questa non è perversione».

In diversi racconti compare l’uso della parola puttana: a Selma dodicenne non piace le si dia della mignotta, lei che non aveva mai baciato; quando invece alle prese con il suo primo lavoro erotico con webcam è lei stessa a definirsi troia, la parola assume una connotazione diversa. Di certo per Slavina puttana non è un insulto, ed il suo lavoro politico va nella direzione della superamento della distinzione tra donne per bene e per male, in nome di un percorso che porti a condivise libertà sessuali.

Le puttane che mi insegnarono il femminismo è, a mio sentire, uno dei racconti più politici, dove si narra «un’esperienza iniziatica che avrebbe cambiato radicalmente la mia maniera di percepire il mio corpo di donna e di concepire la sessualità». Selma, viaggiante in un treno notturno pieno di uomini “pakistani bengalesi”, cerca di rendersi invisibile rannicchiandosi sopra un portabagagli, finché non salgono due donne russe che la fanno accomodare nel suo posto prenotato, le due vivono in Italia da qualche mese e lavorano molto. «Lo sghignazzo compiaciuto che aveva fatto seguito a questa affermazione mi aveva chiarito senza bisogno di ulteriori commenti che tipo di lavoro facessero: più del trucco pesante, delle minigonne inguinali e della padronanza di vere donne di mondo che mostravano in quella situazione». Le due donne instaurano nello scompartimento un clima di danzanti ammiccamenti e di gioco erotico. «Ero in un non luogo dove, al contrario di quanto avessi sempre temuto, il sesso non era pericolo né violenza, né sopraffazione. Era un gioco pulito… Era un sistema di comunicazione orizzontale tra persone che non parlavano la stessa lingua. Era una marea che corrodeva dalle fondamenta ogni mio preconcetto razzista o moralista». Stessa sensazione da me provata leggendo Annie Sprinkle, cui credevo il racconto fosse dedicato. Autrice di Post-porn Modernist. 25 anni da puttana multimediale Annie è una delle pioniere del movimento femminista pro-porno ed attivista per il riconoscimento sociale del lavoro sessuale. Scrive ancora Selma «Fu questa la prima volta in cui conobbi la generosità delle puttane, il loro saper stare al mondo, la fierezza dei loro corpi impudichi, il coraggio nel manovrare consapevolmente il potere dell’erotico».

La raccolta di racconti è una lettura sexy, piacevole e politica insieme poiché come scrive Slavina la dissidenza sessuale «è il punto di partenza per una critica radicale alla mercificazione dei corpi e dei desideri e alla obbligatorietà dei percorsi del sentimento».

Slavina, Racconti erotici per ragazze sole e male accompagnate, Giulio Perrone Editore, Collana “Nuove onde”, Roma, 2012, 110 pagine, 10 euro

Rossana Campo In principio erano le mutande, Feltrinelli Milano 1999, 152 pagine, 7 euro

Rossana Campo, Il pieno di super, Feltrinelli 2001, 144 pagine, 6,50 euro

Annie Sprinkle, Post porn modernist, Cleis Press San Francisco Usa 1998

Blog Slavina

Sito libro

Intervista tgcom

Incontro con Slavina e Lorella Zanardo

Rubrica post porno su xxdonne

Racconto “Il pane e le rose” letto da Slavina su Pornosotrx

 

 

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