Film/ Dedicato alle ragazze

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Lanciamo una proposta, ispirate dall’ottomarzo. Organizziamo proiezioni in tutta Italia. Soprattutto nelle scuole. Noi ci impegniamo a raccogliere informazioni

Marieme, ragazza immigrata di 16 anni, vive in una banlieu degradata con la madre, due sorelle più piccole e un fratello maggiore che la tiene sotto ferreo controllo. La madre lavora come donna delle pulizie, è sempre impegnata fuori casa. Marieme non va bene a scuola, ha ripetuto una classe, è sfiduciata. Incontra un gruppo di coetanee che sfidano in strada bande di ragazze e di ragazzi per una loro visibilità come ragazze autonome e dure. Con le nuove amiche della banda tutta femminile Marieme trova solidarietà e rispetto, un nuovo nome, Vic, di cui si sente fiera, una capacità di combattere che non sospettava di avere, una nuova forza interiore che le permette di fare scelte difficili e controcorrente. Sono proprio le giovani della banda a dare a Marieme e a loro stesse la forza di uscire da una fragilità “femminile” di genere, per giocare un ruolo di autonomia e farsi rispettare anche dai ragazzi, muoversi nel territorio ad armi pari, potremmo dire con uno sguardo antropologico.

Questo film molto interessante ci cala in una situazione contemporanea di emarginazione in cui le ragazze giovani sono ancora più vessate da tante regole imposte dalla società (la scuola piena di divieti, il quartiere in cui vige la legge dei maschi, le regole dure e violente della sopravvivenza sociale giocata su ruoli indiscutibili di subordinazione, il sessismo diffuso, lo squallore dei luoghi e delle periferie, veri ghetti esplosivi). Una giovane ragazza bella e piena di vita, come Marieme, cerca la sua strada di accesso al mondo senza dover subire le angherie e le sopraffazioni dettate dai ruoli sociali. Così, dopo aver scelto lei stessa di avere rapporti sessuali con il suo giovane innamorato, contro le proibizioni violente del fratello, e dopo aver messo in discussione la sua reputazione nel quartiere, sceglie di affiliarsi a una banda di spacciatori di cocaina che operano nella grande società e nei quartieri alti, per proteggersi contro il fratello. Anche in questa situazione è lei a dettare le regole del gioco: non sarà l’amante del boss, ma solo una collaboratrice, e quando decide di uscire dai ranghi, lo farà in piena autonomia, verso una propria strada di libertà, neppure condizionata dall’offerta di matrimonio che il giovane innamorato le rivolge, per non ricadere nei ruoli di subordinazione domestica.

E’ un film sulla ricerca d’identità di una giovane ragazza a partire da una situazione di estrema emarginazione. Lo sguardo femminile della regista è attento a osservare con acutezza e rigore ogni cambiamento senza cadere in sentimentalismi o lamentazioni, senza sbavature. Il ritmo della narrazione è asciutto e veloce, e tuttavia le inquadrature danno conto dei minimi passaggi di umore e di stato d’animo della protagonista, registrano anche i riti specifici della banda femminile, le intese e l’affetto sotterraneo che lega le componenti del gruppo. Quando la capa, Lady, perde una sfida con una banda avversaria, ed è Vic a riportare l’onore alla banda con una vittoria, Lady non sarà emarginata ma affettuosamente accolta insieme alle altre, perché è il gruppo unito senza specifiche gerarchie che dà forza a tutte. E questa percezione non è di poco conto., registra una precisa presa di posizione.

Assistiamo in diretta a una crescita, a un rafforzamento: dai dubbi e dalle incertezze di una ragazzina che non sa ancora affrontare la vita a una sicurezza interiore difficile a esprimersi (Vic deve trovare i modi, le strade giuste per affermarsi come persona libera), ma coltivata, voluta. Come quando, nella parte finale del film, la protagonista arriva al portone di casa sua dopo tanta assenza, con un desiderio palpabile di “ritorno”, un vero “nostos” di cui è piena tanta letteratura, e ci aspetteremmo che salisse le scale fino all’appartamento di casa, invece decide di non salire.

E’ un film sull’amicizia, pieno di energia, coglie i problemi delle giovani e dei giovani con un linguaggio nuovo; i rapporti con la famiglia, le difficoltà di trovare un proprio spazio sono narrati con uno sguardo diverso da quello stereotipato che parla di emarginazione e periferie per mostrarne solo il lato degradato; è pieno di colori che danno spessore alla narrazione, con angolazioni insolite di osservazione, come gesti estetici e politici mossi in una realtà da costruire. Non a caso ha avuto tanti riconoscimenti in numerosi Festival internazionali.

Bande de filles

regia: Céline Sciamma

Francia / France 2014, HD, col., 112’ v.o. francese / French o.v.

Sceneggiatura: Céline Sciamma. Fotografia: Crystel Fournier. Montaggio: Julien Lacheray. Musica: Para One.

Interpreti: Karidja Touré, Assa Sylla, Lindsay Karamoh, Marietou Touré, Idrissa Diabaté, Simina Soumare, Cyril Mendy, Djibril Gueye.

Produzione: Hold Up Films, Lilies Films. Coproduzione: Arte France Cinéma. Con il sostegno di: CNC, Fonds Images de la diversité, the Acsé – Agence nationale pour la cohésion sociale et l’égalité des chances, Région Ile-de-France, Canal +, Ciné +. Distribuzione internazionale: Films Distribution.

Distribuzione per l’Italia: Teodora Film.

guarda il trailer

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una interessante intervista alla regista Céline Sciamma su Youtube:

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