Se la vittima è l'analista

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Pochi dubbi: Viviane è stata abbandonata dal marito con una bambina molto piccola e per la depressione che ne è derivata ha ucciso il suo psicanalista. Tutto chiaro per una mente confusa. In realtà il bel romanzo di Julia Deck racconta un’altra storia. Ma poiché alla fine si rivela un vero thriller, non svelerò come va a finire. Il punto è che non è un thriller ma un raffinato e avvincente ritratto psicologico di una donna che ha fatto carriera e deve difendere il suo posto con i denti ma in realtà non nutre alcuna passione per il suo lavoro. Che ha fatto una figlia, ma in fondo non è molto interessata alla maternità. Che vive in una città come Parigi in cui tutti sono estranei a tutti e in cui anche i legami familiari sono inutili se non dannosi. Ed è circondata da persone che nascondono immancabilmente un lato oscuro e un banale “senso del male”.

Forse quello che più stupisce è la capacità della protagonista, che pure è in crisi profonda, di depistare gli investigatori. Il romanzo, che in Francia è stato un vero successo, ha un risvolto ironico che gli conferisce valore. Ha raccontato la stessa autrice in un’intervista: «Sono da tempo interessata al dibattito sulla presunta efficacia della psicoanalisi. In Francia, sono stati pubblicati saggi per demonizzare Freud e i suoi discepoli. Mi piaceva giocare intorno ad alcuni cliché sui pazienti che sentono sempre parlare dell’uccisione simbolica del padre o della madre. Mi sono domandata: e perché non uccidere direttamente l’analista? Era una fantasia letteraria. A sorpresa, pochi giorni prima della pubblicazione del romanzo, sui giornali è stata pubblicata la notizia di un analista ucciso da un paziente». All’ironia e al gusto per il noir si unisce anche una certa sperimentazione linguistica: il romanzo è in parte in prima persona, poi muta narratore. Eppure non si perde mai il filo.

Julia Deck è nata il 1974 a Parigi. Dopo studi letterari alla Sorbona, si è trasferita a New York e ha lavorato per alcune case editrici. Nel 2005 ha lasciato i suoi incarichi per dedicarsi interamente alla scrittura: lusso quasi inconcepibile in Italia e del tutto invidiabile. Nel 2012, ha pubblicato Viviane Elisabeth Fauville che è il suo debutto letterario. Ha stoffa: aspettiamo il seguito.

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Julia Deck, Viviane Elisabeth Fauville, Adelphi Milano 2015, 129 pagine 15 euro

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