Un'App ci salverà

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Estate, tempo di vacanze e di letture sotto l’ombrellone. Per chi vuol partire con un buon libro nella valigia: Mi fido di te di Gea Scancarello. O chi capirà di poter andare in viaggio proprio grazie a questo libro che ha come sottotitolo: Lavorare, viaggiare, mangiare, divertirsi. Un nuovo modo di vivere con gli altri e salvarsi.

Come dire, parafrasando Dostoevskij in chiave tecnologica, un’App ci salverà. In breve, si parla di sharing economy, un termine con cui è bene familiarizzare, in un’epoca di crisi perenne come questa. Infatti, pur suonando un po’ austero, il significato è tutt’altro che preoccupante, perché, senza voler essere anglofoni a ogni costo, vuol dire “economia collaborativa”. Ne parlano i media, gli economisti, le recenti cronache giuridiche a proposito di UberPop, e soprattutto ne ha scritto Gea Scancarello, giornalista di origine ligure, ma viaggiatrice per ogni dove nel mondo, che ama sperimentare e raccontare le proprie esperienze in modo da essere utile agli altri.

Da qui sono nati il blog paneesharing.it e il libro, con prefazione di Simone Perotti, noto per aver rivoluzionato la propria vita lasciando un proficuo lavoro da manager per una vita semplice vissuta tra il mare e la scrittura. E appunto di rivoluzione trattasi anche in questo caso, accompagnata dall’aggettivo “morale”, e indicata come unica via per “salvarsi”. Da cosa? Dalla crisi, dall’individualismo, dall’egoismo. E da dove parte? Dal macroscopico, dispersivo mondo del web, dove apparentemente distanza e anonimato la fanno da padroni, ma dove è anche possibile scoprirsi o ri-scoprirsi molto più vicini e umani di quanto si possa pensare. Lo scopo, infatti, è quello –non esattamente rivoluzionario- di creare comunità, piattaforme collettive, che creino rapporti e scambi effettivi tra le persone. Scambi che sono prima di tutto, appunto, interpersonali, basati sulla “voglia di aprirsi al mondo”- come ripete spesso l’autrice- e aver fiducia nel prossimo, e scambi che sanno di antico –come il baratto-, ma che rimettono in moto l’economia contemporanea e si servono di mezzi tecnologici come cellulare e tablet. Sono sufficienti, infatti, telefonino e connessione per poter scaricare le App (quasi sempre gratuite) o iscriversi nei siti che permettono di viaggiare, mangiare, spostarsi senza spendere un centesimo o quasi.

Di massima si tratta appunto di progetti che vogliono “scardinare i tradizionali modelli di consumo, e spesso anche di produzione, puntando sui rapporti diretti tra persone (peer-to-peer)” e che hanno anche lo scopo di riflettere sulla possibilità di ridurre l’inquinamento atmosferico e lo spreco di cibo in tutto il mondo. Quindi in principio furono il couchsurfing, l’house sitting, il food sharing, il car sharing e tutte quelle pratiche, come indicato con precisione in Mi fido di te, che invogliano alla condivisione -che sia il divano, la casa, la macchina o il cibo-, per il piacere di rapportarsi direttamente con gli altri e poter, perché no, guadagnare anche qualcosa.

Descritte in modo fresco e vivace come si trattasse di racconti della Kinsella, le esperienze fatte da Gea -divertenti, umane, piene di sensibilità- sono reali e tutte accompagnate da precisi riferimenti pratici. Alla fine di ogni capitolo, infatti, c’è una scheda tecnica con l’indicazione su ogni sito: com’è fatto, come iscriversi, come usarlo. Insomma si tratta di un manuale per l’uso e insieme di un’opera dalla lettura veloce e piacevole, utile alla comprensione di un nuovo modo di fare economia che si sta sempre più diffondendo nel vivere quotidiano. Alcuni esempi tra i più noti e ormai diffusi anche in Italia: il car sharing nelle varie declinazioni, da UberPop al Blablacar, fino al più recente Leztgo. Tutti sistemi per condividere la macchina e risparmiare sul costo di benzina e pedaggio, guadagnandoci anche in compagnia. A questo si aggiunga poi il piacere della tavola: se mangiare in compagnia è uno dei momenti di massima convivialità, con il social eating si può scoprire anche che il nostro vicino è un cuoco sopraffino, o che qualcun’altra a dieta come noi sta preparando un pasto con lo stesso numero di calorie che fa al caso nostro e vuol condividerlo. O si può fare davvero rete, non virtuale, diventando food saver e recuperando almeno un po’ delle tonnellate di cibo commestibile che ogni anno l’Europa getta via. E infine, per fare una vacanza diversa dal solito, che non sia solo all’insegna del sole e della pigrizia, si può pensare al baratto: soggiornare in un B&B offrendo in cambio un po’ del nostro tempo per fare qualche lavoretto, o alloggiare in una villa, ma facendo da giardinieri e dog sitter.

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Gea Scancarello, Mi fido di teChiarelettere, pp. 235, 13,90 euro

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