Che c’entro io con la mafia. Racconti di Donne, Mafie, Contaminazioni con SIL a Feminism

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‘Infezione e contaminazione’ sono parole ricorrenti di un pensiero decoloniale che Donna Haraway, più volte visitata dalla Società Italiana delle Letterate, definisce ‘tentacolare’, ‘laterale’, più vicino al pensare-sentire, e al ‘tentare’, e che prende ispirazione e forza dalla consapevolezza della propria vulnerabilità: siamo esposti gli uni agli altri, siamo invischiati con il mondo che vorremmo cambiare, finendo per riprodurre gli stessi comportamenti che vogliamo combattere. Un pensiero che invita a fare i conti con le proprie complicità e ambivalenze, i rimossi, senza cadere nella comoda trappola della colpa. La postura più efficace è “restare a contatto con il problema”, “nel groviglio”, senza fughe in avanti, inaugurando forme politiche inedite di ‘generare respons-abilità’. ‘Pratiche contaminate’, le chiama Donna Haraway.

Contaminazione, contagio, infezione, ambivalenza, complicità, indicibilità, rimosso sono i temi intorno a cui ruotano le 17 storie che compongono il testo curato da Alessandra Dino e Gisella Modica, “Che c’entro io con la mafia. Racconti di Donne, Mafie, Contaminazioni”, appena edito da Mimesis. Temi che mettono al centro il concetto di “vicinanza”, di “contatto” tra mondi apparentemente diversi, quali l’universo mafioso, l’attuale sistema che governa il mondo e la cosiddetta società civile e “tentano” di raccontarne la “somiglianza” – “La mafia ci somiglia” scriveva Falcone. Alla ricerca di pratiche “contaminate”, inedite, creative; di uno spazio condiviso di “indipendenza simbolica” dalla narrazione dominante sulla mafia. Esercizi di avvicinamento e di distanziamento, attraverso la scrittura, che hanno richiesto in alcuni casi il confronto con “l’altro da sé”, senza la pretesa di quadrare il cerchio. Una narrazione collettiva senza eroi, senza appigli e senza un finale;  un con-divenire, dove l’una è stata la posta in gioco dell’altra, consapevoli che mettersi in gioco avrebbe comportato il rischio di “andare al cuore delle ferite”.


Il libro verrà presentato a Feminism, Fiera dell’editoria, l’11 giugno alle 15 nel giardino della Casa internazionale delle Donne, con Maria Rosa Cutrufelli scrittrice e socia SIL, Donatella Saroli, Vicepresidente dell SIL e Rossella Caleca del direttivo SIL e coautrice, in dialogo con le curatrici Alessandra Dino, ordinaria di sociologia della devianza Università di Palermo, e Gisella Modica, scrittrice e socia SIL.

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