
Di Maria Vittoria Vittori
Nel dialogo “Donne e ambiente. Tra cultura e coltura” che con il coordinamento di Maria Vittoria Vittori e la partecipazione delle autrici si terrà domenica 1 marzo alle ore 16 in sala Tosi, ci si inoltra in un’interessante declinazione del tema ambientale. È ormai da diverso tempo che, dapprima nell’agricoltura e poi nell’enologia-un mondo che era quasi interamente maschile- è maturata una coscienza ecologica che ha imposto il ricorso a metodi biologici e il rispetto dei ritmi della natura. Un’azienda di viticoltura biologica e biodinamica è quella fondata da Lorella Reale e Piero Riccardi, che non vengono da famiglie di viticoltori: lui è stato giornalista di Report, lei, di formazione filosofica, è l’autrice del documentario “Storia del movimento femminista in Italia”. Nel suo libro “Sorsi di vino. Vino naturale come utopia”, pubblicato da Edizioni Altravista, intreccia suggestioni letterarie alle storie di vini e di chi li produce, nella dichiarata convinzione che “il vino naturale ha bisogno di un linguaggio nuovo”. La giornalista Eva Panitteri, dell’Associazione GiULia giornaliste, e il sommelier Mauro Saggion hanno raccolto nel volume “GenerAzioni in campo. Radici e percorsi del vino al femminile”, edito da All Around,14 testimonianze di donne che hanno apportato un loro significativo contributo al mondo dell’enologia. Con la consapevolezza che nel contesto odierno “insieme all’importanza di esserci, per le donne del vino fa la differenza raccontarsi e riconoscersi”.
Sui territori che si abbandonano e su quelli di sofferta acquisizione è imperniato il dialogo “Dove andiamo. Luoghi di rifugio e migranti umani e non”, previsto per venerdì 27 febbraio alle ore 16 in sala Tosi, con il coordinamento di Teresa Di Martino, direttora di DWF, e la partecipazione delle autrici. Promossa dal Concorso Lingua Madre e curata da Daniela Finocchi, l’antologia “Lingua madre Duemilaventicinque”, pubblicata dalle Edizioni Seb 27, viene a costituire una sorta di censimento interiore-di anno in anno rinnovato-delle aspettative, delle difficoltà, delle relazioni, attraverso i racconti di donne provenienti dai paesi più disparati. La rete relazionale è centrale anche nel libro della giornalista televisiva Rossella Santilli “Bella gente”(All Around), una rete formata da tutte quelle persone che, nelle periferie di Roma così come nei rioni del centro storico, lavorano per il bene comune. Il profondo mutamento delle città d’arte è il tema di “Geografie della gentrification”,il saggio edito da Tab in cui la sociologa Irene Ranaldi analizza il fenomeno dell’overtourism e gli effetti sulla vita dei cittadini.
Infine, due romanzi di forte impatto raccontano che cosa significa migrare, attraversare luoghi e stagioni della Storia, da punti di vista diversi da quelli umani. Se in “Qui solo per poco”, pubblicato da Edicola Ediciones con la traduzione di Amaranta Sbardella, la scrittrice colombiana Marìa Ospina Pizano mostra l’assurdità dei confini quando sono osservati da uccelli in volo come quella tangara scarlatta che dagli Stati Uniti arriva fino alle montagne andine, l’autrice ungherese Zsuzsa Selyem nel suo romanzo “Piove a Mosca” tradotto da Andrea Rényi per Del Vecchio editore, affida il racconto della lunga vita di Istvàn Beczésy e delle sue vicissitudini dovute ai rovesci della Storia alle diverse voci di umani, piante e animali. Entrambe le storie compongono un mosaico di grande efficacia emotiva: siamo tutti migranti sotto lo stesso cielo.
Il Focus di questa edizione curato dalla giornalista Alessandra Pigliaru, da poco entrata nel direttivo di Feminism, ha qualcosa in comune con le storie di migrazioni. È infatti incentrato sulla traduzione, che si potrebbe definire una migrazione da una lingua all’altra, e dunque uno strumento di pratica politica .Con la coordinatrice si confrontano Francesca Maffioli, Sara De Simone e Maria Rosa Sciglitano, traduttrici ma anche giornaliste e critiche letterarie. L’intento è quello di ascoltare dall’interno “cosa significa- e cosa accade- in questo doppio esercizio di ospitalità e relazione”.
L’appuntamento è per domenica 1 marzo, alle ore 11, in sala Lonzi.
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