Consigli di lettura

  • Le nostre memorie proibite

    Copertinadi Carla Sanguineti (Editrice Universitaria CISU)

    Il racconto autobiografico di Carla Sanguineti è un percorso nel tempo e nella memoria che la porta a rievocare i giorni dell’infanzia, in piena guerra civile. L’autrice racconta la sua tragedia originaria, ambientata a Genova, in un spazio non chiaro della fase dell’egemonia della Resistenza.
    È un racconto che per anni ha sentito proibito, scandaloso, perché suo padre era fascista.
    Morto senza che ne restasse traccia.

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  • Gatti come angeli, L'eros nella poesia femminile di lingua inglese

    Copertinaa cura di Loredana Magazzeni e Andrea Sirotti, Postfazione di Rita Monticelli (Edizioni Medusa, Milano)

    L’universo variopinto e cosmopolita dell’eros è qui raccolto in sette sezioni tematiche (Seduzioni, Fantasie, Scoperte, Armonie, Disarmonie, Il corpo di lei, Il coro di lui), in cui, con testo a fronte, i traduttori interrogano 50 autrici contemporanee, di diversa generazione e provenienza, di cui si forniscono in appendice schede biobibliografiche.

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  • Progetto Patchwork, una rete di poesia delle donne

    a cura di Gruppo ’98 di Poesia (Futurcopy, Bologna)

    Il progetto portato avanti dal Gruppo ‘ 98 consiste in una raccolta di scritture femminili, e da qua il secondo significato simbolico di Patchwork, quale un intrecciarsi di poesie, quasi come fossero fili volti a tessersi in una tela invisibile di esperienze e testimonianze di vita vissuta, vissuta da donne che proprio perché donne si trovano a condividere un background spesso molto più simile di quanto si pensi.

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  • Parole che premono

    a cura di Gruppo ’98 (Gazebo, Firenze 2006)

    La poesia è dunque per queste donne la necessaria possibilità di ascoltare se stesse.. . I testi ci suggeriscono strategie di vita, di “r-esistenza”, come le autrici stesse dicono nell’introduzione di questo intenso e ricco libro (Luciana Tavernini, Leggendaria)
    Il Gruppo ’98 si costituisce per riflettere sulla poesia delle donne e per scambiare all’interno la cura della parola, nell’incontro e nella ricerca.

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  • Oltre il chador. Iran in bianco e nero

    Copertinadi Marcella Croce (Edizioni Medusa, Milano)

    1° premio letterario di scrittura femminile‘Il Paese delle Donne’ edizione 2007

    Per due anni, Marcella Croce ha osservato con attenzione l’Iran, Paese sul quale in realtà si continua a essere molto disinformati, raccogliendo notizie di prima mano nel vasto territorio ancora ignoto che sistende «oltre il chador».
    Come si sopravvive nella repubblicaislamica? È piuttosto semplice: anche i musulmani ferventi(persino molti mullah) non amano affatto le imposizioni governativee scavano un abisso più o meno profondo fra ilmondo della propria famiglia e la vita pubblica esterna, doveregna l’opportunismo.

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  • Forme della diversità. Genere, precarietà e intercultura

    Copertinaa cura di Clotilde Barbarulli e Liana Borghi (Cuec, Cagliari 2006)

    Recensione pubblicata nell’Indice, marzo 2007

    Una questione di responsabilità, di Cristina Bracchi

    Fidarsi dell’intelligenza che c’è nelle emozioni e contare sulla dimensione affettiva del pensiero è una delle sollecitazioni intellettuali di Maria Zambrano, a cui il Laboratorio di mediazione culturale Raccontar(si) della Società italiana delle letterate, fa riferimento con sempre maggiore efficacia critica. Il volume Forme della diversità, che raccoglie i contributi di due appuntamenti annuali a Prato, segue i precedenti Visioni insostenibili e Figure della complessità, sempre a cura di Liana Borghi e Clotilde Barbarulli, in un percorso di riflessione tra genere e intercultura, in cui i discorsi e le pratiche vanno nella direzione che Giovanna Covi definisce “responsabilmente impegnata”.

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  • Lexikon deutschsprachiger Epik und Dramatik von Autorinnen (1730-1900)

    Gudrun Loster-Schneider e Gaby Pailer, Francke Verlag (a cura di), Tubinga e Basilea 2006 (con CD)

    La peculiarità dell’“enciclopedia dell’epica e della drammaturgia di autrici tedesche” curata da Gudrun Loster-Schneider e Gaby Pailer è la sua innovativa impostazione metodologica che ha per scopo una nuova ricezione politica della letteratura di donne. A differenza dei dizionari enciclopedici su artiste e scrittrici finora pubblicati il volume non è più “codificato biograficamente” bensì focalizzato sui testi; esso mira infatti principalmente a distaccarsi da una tradizione che, proprio mettendo l’accento sulle vite delle artiste, ha finora “perpetuato uno stereotipo”, inserendo la letteratura di donne all’interno di “astratte ricerche di genere” impedendole così l’accesso a una biblioteca “comune”.

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  • Donne di frontiera. Vita società cultura lotta politica nel territorio del confine orientale italian

    Copertinaa cura di Gabriella Musetti, Silvana Lampariello Rosei, Marina Rossi, Dunja Nanut (Il Ramo d’Oro Editore,Trieste 2006)

    Il progetto, fondato su narrazioni biografiche, è volto a far conoscere e a valorizzare la presenza e l’apporto delle donne alla vita poltica, sociale e culturale del territorio del confine orientale italiano. Finalità del lavoro è raccontare le storie delle donne perché la memoria non vada dispersa e per il desiderio di ritrovare la parola del sentire individuale di ogni donna, accordando la “Storia” con le storie personali degli individui – uomini o donne – che l’hanno vissuta.

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  • Scritture femminili in Toscana.Voci per un autodizionario

    CopertinaErnestina Pellegrini (a cura di) , postfazione di Pietro Clemente (Le Lettere, 2006)

    Il termine “autodizionario” che tenta di definire il complesso e ricchissimo volume curato da Ernestina Pellegrini è da leggersi come una sorta di provocazione: se da un lato esso mette l’accento sull’importanza delegata all’autobiografia, all’autorappresentazione delle donne artiste in età contemporanea, dall’altro, proprio in quanto concetto legato al tema “identità moderna”, si fa termine allusivo, metamorfico, che sfugge a qualsiasi rigorosa e sistematica collocazione. L’“autodizionario”, proprio nel tentativo di definire, mette in discussione, inganna chi legge e suscita volutamente un ripensamento sulla scrittura delle donne di oggi nella cornice di un’identità contemporanea che, nella filosofia di Rosi Braidotti, menzionata anche dalla stessa Pellegrini a chiusura del suo saggio introduttivo, è di stampo “nomadico”.

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